Migarbaporvialcuneriflessionigiustoperdigerirelacena

Fra le cose inevitabili c’è la Vita, no? Che non si può scegliere di non nascere; al limite poi si può scegliere di non vivere, ma solo poi, eventualmente.

Poi di inevitabile c’è la Morte; che non si può scegliere di non morire, al limite si può scegliere di anticiparla.

E di inevitabile c’è il “sentire il Mondo”, che poi fa partedella Morte e fa parte della Vita e quindi non credo lo si possa mettere in qualche categoria o spingerlo a forza in qualche classificazione, perchè nella Morte e nella Vita c’è un po’ tutto, come nel sentire il Mondo, no?

Al limite se ne può parlare, come si può parlare un po’ di tutto e come si può pensare un po’a tutto; ci si può concentrare su questo aspetto della Vita o su questo aspetto della Morte e così si può pensare a come si sente il Mondo.

In buona sostanza a me pare che sto fatto che nel vivere e nel morire il margine di scelta nei fattori fondamentali risulta piuttosto scarno per qualsiasi essere vivente, è piuttosto evidente, diciamocelo. Anche se molti si ostinano a volermi convincere del contrario, con argomentazioni che però, a mio modesto parere, reggono poco.

Fanno così perchè l’illusione di poter scegliere piace molto, perchè è ciò che ha a che fare con il “modo di sentire il Mondo”, di sentirsi parte del Mondo, di sentirsi abbastanza potenti da poter decidere di noi stessi, cioè.

Una specie di onnipotenza intrinseca nel sentire umano, diciamo.

Ora, io credo che nemmeno la natura di ognuno degli esseri viventi che popolano il Mondo è frutto di una scelta e penso che la natura di ognuno degli esseri viventi faccia molto la differenza sul modo in cui gli esseri viventi vivono e sentono il Mondo.

Quindi anche il modo in cui i singoli sentono il Mondo, non è una scelta; è una condizione, mi pare. Punto.

Noi nasciamo, o forse ci evolviamo (a volte ho seri dubbi a tal proposito, ma tant’è…) crescendo sviluppando questa roba che si chiama Pensiero e che ci sembra ci contraddistingua da altri esseri viventi; però io non lo so se gli altri esseri viventi, se nessuno degli altri esseri viventi, a differenza di quello che facciamo noi, non pensa.

Io non lo so questo. Voi lo sapete? Ne siete certi? Io no.

Potrebbe darsi che ci siano altri esseri viventi che pensano, come potrebbe darsi che altri esseri viventi “sentano il Mondo” a modo loro, anche senza pensare.

Magari ci sono fenomeni che con il Pensiero non hanno nulla a che vedere, ma che consentono di percepire il Mondo comunque; sto fatto mi piace pensarlo, perchè se così fosse, oltre al Pensiero ci potrebbe essere di tutto.

E se così fosse, allora, a fronte di questo tutto, il Pensiero risulterebbe una piccola cosa, anche se a noi sembra grandiosa, perchè non disponiamo d’altro; e magari noi non disponiamo d’altro perchè ci tocca nascere, vivere e morire nella condizione in cui ci ritroviamo.

Ma poniamo che noi si possa esistere anche in altro modo, anche in altra forma, con altri modi di percepire il Mondo. In fin dei conti, se è vero che gli altri esseri viventi non pensano, questa sarebbe una prova del fatto che altri modi di percepire il mondo, modi diversi dal “pensarlo” voglio dire, esistono.

O no?

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24 pensieri su “Migarbaporvialcuneriflessionigiustoperdigerirelacena

            1. Eh… però l’asimmetrico è possibile. Guarda i granchi. Cioè, a volte sarebbe meglio dispari, per comodità, voglio dire. Senza nulla togliere alla tua teoria paritetica, per carità.

                1. no, solo asimmetrici… le chele dei maschi… ne hanno una enorme, sproporzionata. Che gli serve per i combattimenti.
                  Dicono che all’essere umano non piace l’assimetria, che la trova brutta. A me sta simpatica. A me le cose che vengono ritenute brutte, spesso mi paiono simpatiche, anche se sono feroci, orripilanti. Che sarà?

  1. gelsobianco ha detto:

    io concordo su quello che hai voluto comunicarci.
    …e lo hai saputo fare molto bene senza risultare “pesante” (grande pregio!).

    sì, certo.
    è la mia risposta alla tua domanda finale.

    la tua simpatia dovrebbe contagiare tutti.
    la tua ironia anche…
    (ho letto qualche tua risposta davvero grande!)
    buona notte, stleminimo.
    gelsobianco

      1. gelsobianco ha detto:

        non sono troopo buona!
        mi piace chi riesce a dire “quaalcosa” o “molto” con lievità.
        tu lo sai fare ( mi sto ripetendo non a caso!)
        gb

  2. Abbiamo il tempo concessoci dalla Vita e ce l’habbiamo tutti; personalmente avrei voglia di capire… e anche questa è una roba che hanno in molti. E poi, amo i percorsi lunghi e tortuosi; mi danno più tempo per pensare.

  3. Io penso esattamente il contrario… scegliamo tutto, ogni istante, ma lo facciamo ad un livello così profondo che neanche lo sappiamo e pensiamo che le cose vadano e basta…
    Sempre che io abbia capito bene cosa hai scritto che certi passaggi mi sono risultati un po’ ostici…
    Grazie della condivisione è sempre un piacere leggerti:-)

    1. Mah… non so, forse è come dici, Egocenthrika, ma io ho come la sensazione che la Vita mi porti un po’ dovve le pare e non è poi una brutta sensazione, ecco. Se mi dici quali sono i passaggi ostici provo a spiegarmi meglio.

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