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Nella nebbia
Strano, vagare nella nebbia!
E’ solo ogni cespuglio ed ogni pietra,
né gli alberi si scorgono tra loro,
ognuno è solo.

Pieno di amici mi appariva il mondo
quando era la mia vita ancora chiara;
adesso che la nebbia cala
non ne vedo più alcuno.

Saggio non è nessuno
che non conosca il buio
che lieve ed implacabile
lo separa da tutti.

Strano, vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine.
Nessun essere conosce l’altro
ognuno è solo.

Ecco, questa è una poesia di Hermann Hesse, un poeta che ho amato e che amo ancora. Io la posto, no? Perchè secondo me dice cose che sento davvero. Però seguo l’esempio di molti bloggher e la posto senza dire minimamente perchè per me è importante, tanto penso che a nessun ogli freghi niente dei miei perchè, delle mie sensazioni, del mio essere del mio vivere.
La posto così, perchè mi par bella e poi che ognuno se la legga e se la viva come gli pare, che a me che mi frega?
I commenti? I commenti, che sono l’anima dei blog, saranno probabilmente riferiti all’autore che sarà “splendido”, “profondo”, “meraviglioso”, quello che “ho sempre amato” e tutti se ne staranno a galleggiare sulle parole lette senza dire nulla di se stessi, senza capire forse veramente nulla di quello che sentono, o forse troppo pigri per condividerlo si limitano a commentare perchè “è così che si fa”.
Ma io mi chiedo: ma che cazzo posto una poesia a fare se poi nessuno sa dire a nessuno che cosa significa veramente quella poesia per se stesso?
Ma che cazzo provo a comunicare me stessa al mondo con un blog se nel blog non rivelo mai assolutamente nulla di me se non attraverso parole altre, di altrui scrittori e poeti, mettendomi in bocca parole loro? Per il piacere di leggerli? Ma se con un click vado in qualsiasi sito di poesia e me ne posso leggere a quintalate di ste cose!
Posto la mia “scelta di una poesia” e morta lì? E’ questo? Per far capire “di che pasta sono fatta?”
Gli altri dovrebbero capire chi sono e come sono dalla mia scelta degli scritti che posto? Scritti non miei? Come dire: “guardatemi, io leggo Hesse, mica stronzate, quello che dice lui io lo condivido!”
Come dire: “guardate, avete visto? Io posto Balzac, mica minchiate!”
E allora?!! Me lo dici perchè posti Balzac anzichè, che ne so, Proust, per cortesia? Eh? O non te ne frega niente di dirmelo? E se non te ne frega niente, perchè a me dovrebbe fregare che tu posti Balzac? Eh? Che è poi come dire: “Visto? io voto Berlusconi, quindi io sono questo e questo!” O “Io mi compro il set completo da viaggio di Hello Kitty, quindi io sono questo e questo e questo, ovvero cretino!”
Ma perchè la gente che vuole raccontarsi non reimpara a farlo veramente, sinceramente, mi chiedo? Perchè ha paura di dire che su certe cose è pure ignorante? Ma perchè, non si può ammettere l’ignoranza? E che c’è di male? Mica tutti sappiamo tutto, no?
Anzi, se devo guardare me stessa direi che so un mucchio di cose su tutto, ma in realtà non so niente di niente in particolare.
Perchè è così che mi hanno formata, è così che sono cresciuta e non ci credo che sono l’unica: io vengo da una scuola che insegna a studiarer il nulla, principalmente. E’ che saperlo non basta a colmare la sensazione di vuoto, questo è.
E allora, magari, una apre un blog.
Forse che la condivisione non serve a colmare le ignoranze, a comprendere dove stanno, a sondare un po’ di più noi stessi con la sincertità che ci permette di crescere? No?
Forse che i blog, molti, non nascono per questo? Per l’esigenza di dirsi, di condividere, di prendere dall’altro ciò che siamo disposti a dare di noi stessi, o forse di più o di meno, non importa?
Mi pare una stronzata questa di limitarsi come se fossimo tante signorine ben educate che si tengono il colletto ben chiuso perchè si sa mai che qualcuno sbirci dentro!
Mi pare na gran stronzata un tipo di atteggiamento come questo in contesti creati appositamente per dire ed ascoltare!
Sbottonatevi un po’, mi vien da dire, e se amate la poesia, se avete questa passione, ma ditelo e dite perchè!
Che sennò la mortificate trattandola come un misero simbolo di facciata e questo nessuno che la ama veramente dovrebbe permetterlo, che non è un vestito o una macchina di lusso! La poesia è sangue, è passione, è sofferenza e amore e morte! Non è, non può essere, chiacchiera di bella presenza usata per riempire un post!
Amo i blog dove i bloggher mettono le loro voci, perchè da come leggono si sente la passione, si sente come sentono la poesia che leggono.
La libertà di fare nei vostri blog quel cazzo che vi pare, dite? Legittima e sacrosanta! E così è anche la mia!

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28 pensieri su “Stofattodipostarepoesietantoperpostaremipareblasfemocomeriesumareicadaveri

  1. I rovi scuri sul sentiero invaso
    Sembrava difendessero un segreto
    Come la deviazione più nascosta.
    La neve col suo moto browniano
    Non era una minaccia, era promessa
    Promessa di bellezza e intimità
    Promessa condivisa e solitaria

    (e non ti salti in mente di chiedere perché…)
    ;-D

      1. O sì? 😦 Cioè, non è chiarissimo. Lo so, non deve esserlo, forse… però, diciamo, dopo tutto ciò che ho scritto. E’ davvero stancante la vita da blogger… quasi quasi capisco i feisbuchiani. Quasi… Ma non li giustifico!

    1. Ah già… è vero. Più o meno è la stessa cosa, sì. O forse no, è assolutamente la stessa cosa. Ma non è che ci piace stancarci, che sennò sembra che siamo sul sado maso… probabilmente ci piace la sensazione buona che lascia il fatto di percorrere i sentieri meno battuti, quelli che ti portano a godere non tanto della vista migliore, ma delle sensazoni più vere. Mi pare… no?

      1. Non so, secondo me c’è qualcosa di più radicale.
        Un brano di una canzone di Fossati che cito spesso dice così:

        C’è un tempo bellissimo tutto sudato
        una stagione ribelle
        l’istante in cui scocca l’unica freccia
        che arriva alla volta celeste
        e trafigge le stelle

        Hai fatto caso al “tutto sudato” ?
        Io mi sono fatto un riepilogo dei momenti più belli ed intensi della mia vita, e la vuoi sapere una cosa ?
        Mi ricordo che in quasi tutti ero sudato…

        1. Fossati la dice giusta e nel modo giusto. E condivido la tua lettura, non foss’altro che per il fatto che se faccio mente locale, effettivamente…è bello anche solo pensarci e ancor più bella è la sensazione di poterlo fare, di averne la forza. E’ necessario.

          1. gelsobianco ha detto:

            come è vero e come comunica emozione il tuo colloquiare con Melo.
            ecco questo, per me, è il senso più profondo di un blog.

            un inchino per te e Melo.
            gb
            poi ti lascerò il mio pensiero sincero su quello che a me comunichi con questo tuo post.
            bello il nuovo “vestito”.
            si respira aria di campagna.
            un po’ di nebbia e la luce del sole filtrata…
            ora le CONNESIONI sono MINIME!
            🙂

        2. gelsobianco ha detto:

          la vita è sudore infatti…
          “L’uomo è nato per conquistare a fatica ogni centimetro di terreno. Nato per lottare, nato per morire.”
          (Charles Bukowski, Pulp)
          …e per conquistare qualsiasi cosa bisogna sudare.
          è così.
          voglio aggiungere, però, che raggiungiamo anche momenti felici. 🙂
          gb

  2. minimina bella…
    a parte il fatto che AMI chi mette la voce nel blog…(…!…)
    qui c’è solo una cosa che davvero dovremmo sapere tutti,
    no? Per andare avanti…
    dovremmo semplicemente sapere di non sapere. E continuare ad imparare da tutto e tutti, affamati e indomiti…
    Ecco.

    Sorrisetto a te…

    1. Ok,giusto. E’ che mi pare che dopo averlo saputo bisogna pure ammetterlo e dopo averlo ammesso forse è il caso di provare a riparare… e non limitarsi a fingere che si sa tutto e che no si ha bisogno di niente! Così, giusto per rimarcare…

    1. ah beh, sì… i gusti son gusti… Hesse io l’ho scoperto in prosa, poi mi hanno detto che ha scritto anche delle poesie e avendolo già letto, le sue poesie mi son sembrate così vicine e semplici (se le ho capite io erano semplici) e belle che non so, se devo più alla sua prosa o alle sue poesie. Boh… però so che mi piace.Seppure questi dettagli non hanno da interessare a nessuno, ovvio.

  3. Mi verrebbe da dire “ma chi cazzo ti ha detto niente?”, ma credo che il punto sia un altro. C’è questo equivoco di fondo in cui sembra che tutta questa massa di strumenti di cui ci hanno dotato serva per comunicare al mondo chi siamo, cosa ci piace e dove siamo stati in vacanza, scordandoci che la gente che sta qui si comporta come fuori di qui, e cioè se ne frega di sapere che poesia ci piace o meno. Lo trovi strano? Io no. Puoi fare una prova empirica: mettiti per strada con un cartello dove hai riportato la stessa poesia che hai postato. Vediamo quanta gente si ferma a commentare. Sarà invece che lo scopo di tutta sta giostra sia più semplicemente “trasmettere”?

    1. No, non hai capito il senso, mi pare. A me sta benissimo che la gente faccia un po’ come le pare con gli strumenti che ha a disposizione, mi sta meno bene che oltre a farci un po’ come le pare non si renda conto delle potenzialità che questi strumenti hanno.
      Mi vien da dire che sta proprio nel saper scegliere che cosa dire e che cosa leggere, perchè quel che si dice e quel che si legge permetta di crescere, a se stessi ed agli altri, che andrebbe rivisto.
      Se tu mi racconti di dove sei stato in vacanza e di che crema da sole hai usato per non ustionarti a me può anche non fregarmene una cicca secca, ma se mi racconti dei posti che hai visto e me li racconti come li hai visti tu, magari mettendoci in mezzo pure la marca della crema abbronzante se proprio ci tieni, a me sta benissimo.
      Ma mi chiedo che è sto cicalare inutile e di superficie in merito ad argomenti inutili che non portano assolutamente a nulla se non a rapporti fasulli ed inutili?! Questo io mi chiedo.
      Non mi metto in mezzo alla strada con un cartello ed una poesia scritta sopra, ma magari mi metterei a distribuire poesie su foglietti di carta e poi ognuno con quei foglietti ci faccia un po’ come gli pare.
      C’è chi lo fa, chi distribuisce parole per strada, parole che vogliono dire qualcosa e sta avendo un discreto successo, tra l’altro.
      E a me, per inciso, non è che preme che qualcuno si fermi a commentare, ma che un po’ tutti ci rimettessimo a pensare, questo sì, mi preme, perchè lamentarsi del nulla non è serio se poi il nulla ce lo coltiviamo da soli. I commenti inducono al pensiero e non importa in che blog vengono fatti; l’importante è che si facciano.

  4. Non capisco bene il senso di postare sempre materiale d’altri, sia pure di sommi poeti o prosatori. Se si citano altri scrittori, lo si dovrebbe fare per commentarne contenuti e forma, o per raccontare poi qualcosa di noi stessi che con quelle citazioni sia in relazione. Se invece l’intento è quello di tenere un blog comunque, pur non avendo niente da dire, devo ritenere che quelle citazioni siano tempo perso. A volte può essere l’insicurezza, l’incertezza sui propri mezzi espressivi, a limitare gli apporti personali su un blog; ma allora che senso ha tenerlo aperto? Raccontare il proprio mondo, le proprie esperienze, i propri sogni, le proprie paure, in poesia o in prosa e trasmettere queste cose agli altri è una possibilità nuova, come è nuova la possibilità di ascoltare sulle stesse cose le esperienze e i pareri degli altri. E’ vero, c’erano le cene con gli amici, ma erano un’altra cosa.

    1. A me piacerebbe venire a cena con voi, solo mi rendo conto delle difficoltà logistiche e così mi accontento. Ma chissà che un giorno…
      Per me chiunque può fare un po’ come gli pare nel blog, solo mi piacerebbe che le potenzialità del mezzo venisserro sfruttate, ecco. Ogni blog è una potenziale fonte di riflesssione, purchè i blogger più abbottonati un po’ alla volta si sbottonino e condividano. Perchè altrimenti si rischia di rimanere confinato in un contesto stereotipato e la cominicazione viene meno; rimane l’esigenza di dire, l’insoddisfazione. Perchè mi vien da pensare che chi decide di aprire un blog ha bisogno di dire qualcosa, lo vuole fare, solo deve trovare il modo che gli è più congeniale, che lo fa stare meglio. Le citazioni e le poesie degli altri possono anche andare bene, purchè non ci si limiti a quello, come tu ben dici.

  5. gelsobianco ha detto:

    “E’ vero, c’erano le cene con gli amici, ma erano un’altra cosa.”
    Guido Mura scrive.
    ti guardavi negli occhi però… raccontando qualcosa di tuo.
    usavi i tuoi sensi… tutti.
    non possiamo dimenticare quanto sia importante l’uso dei nostri sensi.
    qui non lo possiamo fare purtroppo.
    questo è un limite.

    “A volte può essere l’insicurezza, l’incertezza sui propri mezzi espressivi, a limitare gli apporti personali su un blog; ma allora che senso ha tenerlo aperto?”
    scrive G. Mura
    io, invece, trovo un senso nel tenere aperto un blog anche se, per insicurezza o incertezza sul proprio modo di riuscire a comunicare, gli apporti personali sono minimi.
    il senso è nella crescita che il blogger insicuro, incerto può riuscire a trovare continuando a scrivere sul suo blog…
    il tempo può insegnargli molto.
    le interazioni con gli altri blogger possono aiutarlo.

    non siamo tutti capaci di esternare molto… subito.
    possiamo imparare però.
    in questo caso il blog diviene un maestro!

    un caro saluto per tutti
    gb

    1. ci hai preso, Gelso! Condivido, anche perchè per me è stato ed è proprio così. Il mio era solo un invito ad andare oltre… una provocazione se vuoi, perchè anche di queste io ho fatto tesoro per imparare ad essere un po’ meno orso. Solo un po’ meno, ma è già molto per me.

      1. gelsobianco ha detto:

        ogni tanto anche io faccio centro!
        avevo compreso che il tuo post voleva essere un invito a non nascondersi sotto le citazioni, le poesie di altri, ad aprirsi senza imbarazzo, ad uscire allo scoperto…
        devo dire comunque che, talvolta, io uso poesie o citazioni appositamente scelte per commentare un post. faccio un lavoro di accurata ricerca però in questo caso.
        tu sei riuscita, secondo me, a divenire molto meno orso, ma mi chiedo: “che animale sei ora?” 😉
        tu sai comunicare profondamente ciò che hai in te, sm. 🙂

        un blog non deve divenire neppure uno sfoggio esasperato di se stessi in tutti i sensi, secondo me.
        –Est modus in rebus, sunt certi denique fines | quos ultra citraque nequit consistere rectum.–

        poi, sai che ti dico, sm?
        per me ognuno può fare ciò che vuole.
        l’importante è che non venga lesa la libertà degli altri, che non ci sia l’abitudine, fine a se stessa, di attaccare sempre tutti, che siano rispettate educazione e correttezza.
        la presenza di ironia ed autoironia è auspicabile sempre.

        buona serata per tutti

        gb

        1. ho sempre avuto paura di comunicare più del dovuto, nel senso che come dici tu sarebbe meglio non dirsi mai proprio tutto. E io spesso non so distinguere, perchè mi pare che la sincerità è un dovere, ma è anche vero che la riservatezza spesso è da preferire. Dipende un po’… NOn ho mai studiato il latino, purtroppo e son vecchia per mettermici con lo slancio necessario, quindi non comprendo le tre righe che riporti, seppure ne intuisco il senso (forse). Le ultime sei righe son sacrosanta verità.

  6. gelsobianco ha detto:

    il tuo blog non rientra nella categoria dei blog che fanno sfoggio di tutto, sm, proprio di tutto…
    sono altri quei blog!
    sfoggiano anche falsità!
    vi si trova mancanza di eleganza, di classe, di correttezza…
    non ho ancora visto esempi eclatanti in wordpress, ma altrove…

    -C’è una giusta misura nelle cose, ci sono giusti confini | al di qua e al di là dei quali non può sussistere la cosa giusta-

    il tuo blog è molto valido da tanti punti di vista.
    scrivo solo ciò che penso.

    “che animale sei ora?” ;-)… visto che sei molto meno orso.
    te l’avevo chiesto, ma non hai risposto.

    grazie, sm.
    gb 🙂

    1. Allora grazie per aver scritto quello che pensi! Non so che bestia sono adesso, ma mi stanno bene tutte visto che non sono umane. Io le amo tutte, non so se s’era capito, anche quelle chesembrano bruttissime, io le amo. Se non sono un cavallo potrei essere una raganella e se non sono una raganella potrei essere un puma e se non sono un puma potrei essere un’ape e se non sono un’ape potrei essere un’aquila e se non sono un’aquila potrei essere un riccio e se non sono un riccio… (vedasi arca di Noè)

      1. gelsobianco ha detto:

        benissimo.
        sognerò il diluvio universale questa notte e l’arca di Noè.
        ad ogni animale chiederò: “tu sei sm?”
        😉

        1. eh, magari! E poi fammi sapere, eh? Grazie per la consulenza, intanto. E comunque sia se sogni l’arca allora farai bei sogni, che quelli con le bestie non umane sono i migliori, di solito.

          1. gelsobianco ha detto:

            senza alcun dubbio.
            sogni belli anche per te…
            un’aquila in volo, una farfalla bianca su una rosa gialla, un asinello che riposa, un orso bianco nella neve, il mio amato mastino napoletano che è stato ammazzato…
            se lo incontri, dagli tante carezze anche da parte mia.
            buona notte, sm.
            grazie di tutto.
            un sorriso
            gb

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