E adesso che ci fidanzammo, guarda pure l’apparenza, visto che fin’ora tu sapesti veder ben oltre.

Guardami; lo vedi come son lunga qui di lato? Come mi si slancia il fianco quando mi metto in posa, così, con un braccio sul fianco e la spalla di sbieco e la rotula tanto in fuori da sentirmela slogata? Eh? Il portamento, mio caro, di quello io vivo, quello mi fa un non so che di alone aristocratico, non trovi?
E di quando mi muovo vogliamo parlarne? Con questa mia danza zebrata a zig zag da gazzella incrociata con uno jack dal pelo frangiato, con l’anca che sconfina a settantacinque gradi fuori dagli ordinari e plausibili archi concentrici, ed il ciuffo tinto fucsia da darkessa in concerto rock che mi ceca la vista, ma solo dall’occhio destro, che ne dici?
E a proposito di occhio, del mio sguardo, ne vogliamo parlare,eh? Ma guardami lo sguardo! Lo vedi che il mio occhio, il sinistro, sa di smeraldo di latta ramata, di ripiano in pura formica finto marmo, di luna al calar di braghe, di invito al ballo di fine stagione nella balera “La mazurka della Gianna”, di pura matrice emiliana!
Guardami e voglimi! Anche di profilo, che mi risulto meglio, specie se tengo la testa un po’ sollevata, come quando mi cerco i peli sul mento per estirparli con le pinze… idrauliche.
Baciami, poi, se ti piaccio… e sennò baciami lo stesso, che son tempi duri questi e non è il caso ti formalizzi; guarda me, guardami; io mica faccio tanto la difficile, no?!! Ho scelto te, ci sarà un motivo.

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E adesso che ci fidanzammo, guarda pure l’apparenza, visto che fin’ora tu sapesti veder ben oltre.

53 pensieri su “E adesso che ci fidanzammo, guarda pure l’apparenza, visto che fin’ora tu sapesti veder ben oltre.

    1. Benissimo, Melo. Sto nel turbine della passione da mazurka, non vedi?! E finchè il disco gira, noi si danza con la rosa fra i denti, lui in canotta e il ciuffo brillantinato che mi dice:”Danzami, cocomera mia!” e io con le zeppe e le ciglia finte che assecondo una cascata (vera), rovinando sul tavolato di una balera ormai deserta. 😀 Che a noi Bertolucci ci fa ridere, a confronto.

  1. gelsobianco ha detto:

    io mi chiedo: “ma come fanno a venirti in mente certi post (che io trovo fantastici)?”
    poi mi rispondo: “sono scritti da una persona rara, una certa sm!”

    sei brava e mi hai fatto ridere e sorridere.
    ci sono passi nel tuo post… incredibili.
    la chiusa… un gioiello!
    veramente!
    gb

    1. Cara gelso, ti ringrazio per aver apprezzato la difficoltà dell’esibizione; la mazurka ha dei passi difficilissimi, hai ragione. Però molto del merito va al cavaliere, bisogna dirlo. Il gioiello che porto non è un vero smeraldo: pura plastica giapponese e vetroresina di macerata, ma ha un grande valore affettivo, che me lo regalò all’Autogrill quel giorno che rimanemmo fermi 6 ore sull’ A4, diretti alla Trattoria del salsicciotto.

  2. gelsobianco ha detto:

    chi sceglie chi…
    …ed è un gioco sottile nel caso che descriverò sotto.
    è la donna a scegliere l’uomo.
    poi gli fa credere di essere stato lui ad aver scelto.

    gb

    1. Non so, gelso, non credo funzioni così di prassi… ci sono donne molto distratte, a volte; per queste è meglio se sceglie lui, che sennò non se ne fa niente. ;D

  3. gelsobianco ha detto:

    guardami, voglimi ed accoglimi!
    poi “accoglimi” sta bene insieme a “guardami” e a “voglimi”…
    così oltre la passione c’è altro… 😉

    buona notte per te, sm.
    augurio esteso anche a tutti gli altri.
    gb

        1. troppo buono, davvero! 🙂 Il titolo non è stato pensato, è venuto da solo. Il resto di conseguenza. Funziona sempre così. Non c’è merito, t’assicuro. 😀

          1. gelsobianco ha detto:

            c’è merito! c’è merito!
            l’importanza del titolo è grande.
            non basta però.
            va anche sviluppato tutto seguendo il tipo di titolo.
            come fanno a venirti a trovare certi titoli, sm? 😉
            gb

              1. gelsobianco ha detto:

                tanti usano ciò che sognano per scrivere racconti.
                se a te i titoli venissero veramente nel sonno…
                mi verrebbe spontaneo dire: “dovrei dormire di più io!”
                😉
                gb

                1. oooh, io appena posso, dormo, ovunque mi trovi, io dormo; poi mi sveglio, mi guardo attorno finchè mi stanco e poi ridormo. Solo se e quando sto in ferie, purtroppo. 😦

                  1. gelsobianco ha detto:

                    purtroppo!
                    io non ho la tua piacevole possibilità naturale di dormire così tanto.
                    vedi che risultati produce, sm!
                    gb

                    1. gelsobianco ha detto:

                      non è, in realtà, una veglia obbligata.
                      fino da bimba io ho sempre dormito poco.
                      ho sempre desiderato “vivere” più ore… anche se si vive anche dormendo.
                      sm, così non si legge più molto e si fa una gran fatica! 😉
                      gb

                    2. sì, capisco quel che intendi. Purtroppo ho visto che se non dormo, non riesco proprio a vivere e ho visto anche che dopo aver dormito, la vita mi sembra più piena, più intensa, la sento di più insomma. E allora ho fatto sto ragionamento, no? Che seppure io perdo tempo nel sonno, poi lo guadagno in intensità nella veglia. E così mi faccio tornare i conti. Poi c’è sto fatto dei sogni, che mi piace ricordarli e disegnarli, quando ci riesco… e se non dormo, com’è che faccio a sognare? Muss, devo. 🙂 E poi mi piace… mi piace proprio, che mi sveglio sempre con una sensazione diversa e mi chiedo sempre con che sensazione mi sveglierò la prossima volta. 😛

                    3. gelsobianco ha detto:

                      il sonno è necessario per vivere!
                      c’è chi ha bisogno di più ore e chi di meno!
                      i sogni… possono dare moltissimo… sensazioni molti diverse al momento del risveglio.
                      gb
                      scrivo qui perchè non si vede più nulla!

                    4. ah sì, mi pare cosa saggia, scrivere dove si vede. 🙂 Le sensazioni dei sogni non sono sempre un granchè, ma se riesci a capire perchè ti fanno stare così male, poi ti si apre un mondo, che nemmeno immaginavi, prima. Però io i perchè mica li so capire sempre, ma mi basta disegnarli, a volte e sto già meglio. Quasi sempre.

  4. gelsobianco ha detto:

    io lo notavo e lo noto!
    😉
    gb
    buona serata, cara sm!
    buona serata per tutti!

    spero che questo mio commento sia in una zona in cui si possa leggere!

  5. gelsobianco ha detto:

    “Le sensazioni dei sogni non sono sempre un granchè, ma se riesci a capire perchè ti fanno stare così male, poi ti si apre un mondo, che nemmeno immaginavi, prima. Però io i perchè mica li so capire sempre, ma mi basta disegnarli, a volte e sto già meglio. Quasi sempre.”
    non è facile comprendere i sogni, analizzarli e giungere ad un qualcosa di profondo.
    se riesci a “recuperare” veramente quel disagio che ti offrono, si apre un mondo nuovo per te.
    disegnandoli si sta meglio. è vero!
    forse perchè anche nel disegno usiamo il nostro stesso inconscio che ci fa sognare.
    forse…
    gb

  6. Povero me: io di “lissio” non ci ho mai capito niente, troppi passi e regole. Per andare sul difficile allora meglio il tango: almeno i primi passi riuscivo a farli, poi… boh! Ecco, questa è un’esperienza che mi manca e non riuscirei mai a sognare Casadei.

    1. stileminimo ha detto:

      Io l’ho sognato Casadei a suo tempo; ho un vago sentore di incubo quando ci penso. Ma forse è dovuto al fatto che il partner con il quale ballavo non era dei migliori… forse.

    1. stileminimo ha detto:

      facevo quella a bordo pista che sperava che qualcuno la invitasse, Gelso, ma nessuno mi si filava… come si faceva con le donne nell’antica Grecia, presente? E poi, ad un certo punto mi si presenta uno con la faccia da Tony Manero e mi dice:” Vuoi ballare, bambola?” E io mi guardo in giro per sincerarmi che stesse parlando proprio con me e sì, stava parlando proprio con me. E allora, non so che mi prese, guarda, Gelso; saran state le palle stile anni 80 che giravano lassù sopra la pista e le luci psiche-deliche o saran state le scatole mie che giravano a ritmo ormonale, ma sai che gli dico a Tony Manero? lo sai che gli dico, Gelso? Gli dico:” No, Tony, “Io ballo da sola!” E così mi sono messa in mezzo alla pista a ballare il samba. Da sola. Fine del sogno, Gelso.

        1. stileminimo ha detto:

          Stileminimo è grata a Gelso per il fatto che le dice spesso che ammira il suo modo di raccontare. 🙂 Magari va a finire che prima o poi ci comincia a credere.

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