Lo sai che ci vengo a fare?

Lo sai che ci trovo nella caverna abbandonata? Un’amaca appesa. E mi ci sdraio e ascolto le stalagmiti che si allungano, per lunghi anni, per lungo tempo. Ascolto.

E lo sai che ci viene a fare qui dentro quel raggio di luce? Viene a perdersi, come me, nel buio, come quando si dissolve il sale e l’acqua che gronda dalle pareti poi se lo porta via, lento, e l’umido brilla all’imbocco della galleria quando la luna decide di farmi visita.

Lo sai che ci sento nelle notti di luna qui dentro? I lupi là fuori sulla neve. I lupi che giocano e chiamano, li fuori, dove il freddo copre le rocce di foschia e gli echi dei gufi e degli allocchi rimbalzano sui legni antichi, grigi, lisci, eterni.

Lo sai che ci vengo a fare nelle grotte che nessuno conosce? Vengo a incontrare la maga dai capelli neri, quella che ride sempre quando mi attira verso di sè con il nastro di raso viola, come nei giochi che si fanno con le mani, intrecciando l’elastico, presente? Ci vengo per omaggiarla e per ridere un po’ con lei, del Mondo, della paura, della Morte che, comunque, non se la prende manco per niente, che tanto sa di essere invincibile… a volte.

 

 

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Digressione

19 pensieri su “Lo sai che ci vengo a fare?

  1. Piaceva tanto anche a me, signora, sapesse per quanto tempo ho goduto del silenzio della montagna solo interrotto dal gocciolio delle stalattiti e dal passaggio, in lontananza, di qualche animale selvatico.
    Sarei ancora a godermela lì se due ficcanaso di escursionisti tedeschi non si fossero impicciati di affari che non li riguardavano.
    Sono sicuro che con lei ci saremmo intesi ed avremmo potuto conversare piacevolmente dei tempi andati (ne ho, di cose da raccontare, mi creda).
    Invece mi hanno preso di peso e schiaffato in un museo qui vicino, a Bolzano.
    Per il mio bene, dicono.
    Ma io qui non ci voglio stare, voglio tornare fra le mie montagne.
    Ho un piano per evadere, ma non posso metterlo in pratica da solo.
    Venga a trovami.
    Mi aiuti, la prego, non saprei a chi altro rivolgermi.
    Suo Oetzi

    1. Caro Oetzi,
      come non rispondere ad una tale richiesta d’aiuto? In tempi non sospetti mi specializzai in avasioni e le assicuro che Lei si è rivolto alla persona più adatta.
      Conti sulla mia collaborazione su tutti i fronti; metterò a sua disposizione la mia pluriennale esperienza in fatto di occultamento e trafugamento di anime preziose che hanno molto da raccontare.
      E una volta raggiunto l’obiettivo le prometto che potrà stare per lunghissimi inverni qui sull’amaca a raccontarmi delle sue montagne.
      Non dubiti, a breve sarò da lei e porrò fine alla sua indegna e deplorevole attuale condizione.
      Sua Stileminimo

  2. come si può scegliere di non cercare di essere ovunque? Questo è quello che la parte più viva e più sporca di me non riesce a capire… come si può essere in un luogo, uno qualsiasi, ma uno solo, ed esserne entusiasti? Che senso ha contemplare qualcosa quando non si riesce a vedere tutto… questo è quello che mi separa da chi, come te, è saggio.

    1. gelsobianco ha detto:

      Posso incontrare anche io la maga dai capelli neri che usa il nastro di raso viola per attirare a sè?
      Vorrei ridere con lei e…
      gb

    2. gelsobianco ha detto:

      intesomale · 21/10/2012 – 10:15 pm · Risposta→
      “come si può scegliere di non cercare di essere ovunque?”
      Talvolta anche in me sorgono spontanee le tue domande, intesomale.
      Non abbiamo, probabilmente, ancora raggiunto la vera saggezza.

      gb

  3. Questo è un cercare il contatto con ogni piccolo particolare della vita e soprattutto avere la sensibilità per percepirlo… è uno stare con se stessi fin nel più profondo, sentire il cuore che pulsa mentre vive ogni esperienza e alla fine stare bene, perché si ascolta ciò che piace, ciò che si sente BELLO….

  4. La conosco, è una Maga-Bambina, ha solo mile ani (con due N), fa il complesecolo in aprile spegnendo le stalagmiti. Non so come facia con tuta quel’umidità, ma del resto è una maga…

    Ciao, sono aciacata ma con una pastiglia ora va bene… DEVO alzarmi dal sofà e far cena.
    A presto

    1. La Maga-Bambina non se la sente l’umidità e però mi dice che si sente più di mille anni con due enne. Dice che adesso fa una magia e che ti manda le farfalle nere, quelle che volano sulla pelle e s’impregnano degli acciacchi di chi deve fare cena e se li porta via!

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