Fin che ce n’è…

Se ne stava disteso lungo tutta la linea visibile, ampio come tutto ciò che si poteva vedere e distante come tutto ciò che si poteva guardare; era il mare.
Poi però si levò la sabbia e spense la luce facendone carta filtrata e piccoli grumi di pollini duri si spandevano con il vento e si tinsero di rosso d’onde, sferzanti e taglienti volavano lamine d’aria; era il deserto… anzi, la tempesta nel deserto, che bisogna esser precisi.
Si giocava il full d’assi a colmare certezze occultate, le uniche che aveva e le aveva tutte, poi scrutava silente da sotto le coltri di ciglia, fino ad allungare le mani con dita pallide, affusolate e lente e lunghe come ombre; era la notte e vinceva sempre, lei.
Saltellava zompettante e scardinato come le ruote che si staccano dal carro in corsa lungo i versanti, incontro all’ultimo viaggio, lanciato sui pendii rocciosi e scoscesi e, nemmeno a dirlo, intanto si lamentava con nenie gementi e patetiche preghiere; era il passato che arrancava frenetico e non sapeva più giungere.
C’era un mucchio da vedere, insomma, e me ne stetti ad ascoltare, perchè sbaglio sempre frequenza quando si tratta di sintonizzare i sensi; fa niente, tanto ce n’è finché ne voglio, ce n’è fino alla fine, perlomeno.

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Fin che ce n’è…

14 pensieri su “Fin che ce n’è…

      1. Guardando in giro qui mi rendo conto che non solo i miei commenti sono quelli più pirleschi, ma pare siano anche gli unici pirleschi…mumbe mumble….babbè cercherò di concentrarmi con la massima attrenzione….(qui dovrebbe partire uno spezzone dei Simpson. Quello in cui Homer cerca di concentrarsi su qualcosa con tutte le sue forze poi vece passare una farfalla fuori dalla finestra e comincia a saltare e inseguire la farfalla e a fare strani versi….)….

        1. …non ti preoccupare Panettiere; oltre ai tuoi commenti pirleschi ci stanno anche i miei, solo che nessuno se ne avvede, perchè nessuno mi nota pur essendo io me medesima la fondatora del blogg; ed è una gran fortuna, lo confesso, che non mi si noti tanto… che c’è poco da vedere, diciamolo.
          Senti un po’, invece: perchè sei passato dall’azzurrino sbiadito all’azzurro bimbo maschio appena fatto tutto d’un botto? Eh?

  1. E non so perché, ma all’inizio ho percepito un vuoto, fermo lì, ad aspettare di essere colmato da nebbia che si “srotola”.
    Poi quel vuoto è sparito, sopraffatto dall’arrancare del passato impotente. Solo noi possiamo decidere di fermarci e lasciare che ci raggiunga, inghiottendoci nella sua folla corsa, oppure affrettare il passo, distaccandocene una volta per tutte.

    Buona domenica!

    1. C’è sto fatto, no? Che si sta un po’ a lasciarsi scorrere e un po’ ad affannarsi a correre… nemmeno fossimo noi stessi il battito che ci porta, che a volte langue e a volte incalza… e noi qui a cercare di starci dietro.
      Buona domenica anche a te! 🙂

    1. Non saprei dove deve giungere, ancora; certo da parte mia lo osservo spesso con una certa curiosità, perchè si affanna a volersi ripetere e spesso ci riesce, non sapendo che sarà perennemente in ritardo. Ho deciso di snobbarlo quando diventa invadente e di riportarlo all’adesso all’occorenza.

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