Sulla scia dei ricordi precedenti

Avevi la corona in testa e saccheggiavi pollai, per vivere… e camminavi con le scarpe senza suola nella neve e nel fango, ma avevi la corona in testa.
Saltavi i fossi e facevi il passo più lungo della gamba… e sopratutto più corto del fosso, sempre, però avevi la corona in testa.
Mangiavi anche fango, all’occorrenza, per “le sue proprietà antibatteriche”, dicevi, e intanto ti aggiustavi la corona sulla testa.
Camminavi storto appoggiandoti ad un bastone grosso, nodoso e anche lui, per coerenza, storto, ma il passo era regale, non c’è che dire!
Le spalle le coprivi con un tabarro logoro e sporco che aveva anche il cappuccio per quando faceva brutto tempo; però non mettevi mai il cappuccio, perchè non volevi sembrare un monaco mendicante e perchè avevi la corona in testa e quella doveva esser ben visibile.
Giocavi a farci stare la luna fra l’indice ed il pollice, alla sera, davanti al fuoco, e quando ti prendeva sonno la schiccavi come fosse una succosa ciliegia e lasciavi che il succo ti cadesse in bocca due gocce di luna prima di dormire con la tua corona calata sugli occhi; faceva fare bellissimi sogni, dicevi, e dormivi con la corona sulla fronte il tuo sonno da re.
Non parlavi mai delle mezze stagioni prima del due di dicembre, per scaramanzia, così quelle duravano di più e allontanavi l’inverno come fosse “peste e corna”, così dicevi; perchè lo si sa, in inverno anche i re possono morire, seppure con la corona in testa.
Ti specchiavi nel fondo della bacinella prima di farti la barba, poi la riempivi d’acqua e con il lungo rasoio “andavi a memoria”, dicevi, perchè uno specchio non può fare due lavori contemporaneamente e tu uno specchio solo avevi; il risultato tuttavia era sempre eccellente, salvo le basette un po’ troppo lunghe e tagliate un po’ di sbieco sulla guancia destra, ma servivano ad evitare che la corona scendesse sotto le orecchie, ti giustificavi.
Avevi una corona in testa e nessuno te la poteva togliere, nemmeno quando l’inverno peste e corna arrivò davvero e ti portò a regnare chissà dove, in un altro regno.
E lo so, son storie che si ripetono, queste dei re, ma non è colpa mia se il lieto fine proprio non se ne vuole uscire.

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10 pensieri su “Sulla scia dei ricordi precedenti

        1. E’ quasi impossibile, perchè i re decidono loro… son come il bello ed il brutto tempo; mica puoi decidere come sentirti quando piove, o quando c’è il sole… va da sè.
          O tu, che hai un amore… prova a non amarlo, prova a non viverlo. Potresti?

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