La crisi…

Ho avuto spesso l’impressione che tu ti prendessi gioco di me, dico davvero, a volte ne ero quasi certa. Ti mescolavi i tuorli con la vinaigrette; voglio dire, che senso ha? La salsa è salsa di suo, che bisogno avevi di mescolarci i tuorli? E poi, gli albumi, tu lo sai, rimanevano in attesa di qualcosa e nessuno sapeva che farci, nessuno li seppe più gestire, poi, e finirono nell’umido. Questo mi ha sempre dato un senso di disagio, ma a te non importava, no! A te importava solo della tua vinaigrette densa, gialla, terribile! Potevi almeno inventarti una maionese verde… perchè proprio una vinagrette gialla?! “La senape si risente, me lo sento”, così ti dicevo, ma tu facevi spallucce e te ne fregavi! Te ne sei sempre fregato di come si sente la vinaigrette, sempre! Il tuo egoismo sconfinava fino al soffritto di cipolla, che lasciavi appassire, ma mai dorare e io non lo capivo, non ti capivo, non ci sono mai riuscita. E nemmeno adesso, io non ti capisco. Che senso ha far appassire la cipolla se poi non la fai dorare, mi spieghi?! Me lo vuoi spiegare?!! Ma no, tu sempre sulle tue, con il tuo cucchiaio di legno in mano a fare quel cazzo che ti pareva fra un trito appassito e l’altro! Mai una spiegazione, mai una volta che ti fossi confidato con me, che mi avessi detto con un po’ di dolcezza: “No, vedi, io faccio appassire la cipolla e non la faccio dorare, perchè è meglio così, è meglio…”. E io lì a guardarti, ormai senza proferire nemmeno più una parola, perchè che dovrei dire?! Che dovevo dire?! Rassegnata alle tue canzoni da fornelli cantate di primo mattino mentre bollivi le uova e mi preparavi il caffè, al tuo fischiettare alla western! Ma chi ti credi di essere, eh?! Sciocco di uno chef! Sei solo uno chef sciocco se credi che io non abbia capito perfettamente che di me non te ne fregava niente, che non te n’è mai fregato niente, visto che preferivi la cipolla appassita! A te solo il pinzimonio interessava, solo quello! Mi chiedo perchè mi tenevi con te e mi chiedo perchè io non me ne sono andata prima! Mi chiedo, ma perchè?!! Eh?! Forse, forse perchè io non so cucinare?! forse per quello…

 

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La crisi…

24 pensieri su “La crisi…

    1. Eh! E’ quel che dico anch’io, Trame! Voglio dire, l’appassito, capisci? L’appassito sa di mezza verità, di non detto. E se mi deve dire qualcosa, che me la dica, perdio! Che me la dica, no? No! Appassita, la cipolla. Sempre! Cioè, vorrei vedere un’altra al posto mio, vorrei vedere! Ah, no, guarda… per me è finita, per me è BASTA! Dici che interpreto male?

      1. Porta pazienza…ognuno ha il suo modo di comunicare. Ora se insiste prova a levare prima la quantità di cipolla che vuoi mangiare prima che si appassisca.
        Potresti anche interpretare bene…personalmente prima di terminare qualsiasi piatto le proverei tutte.
        Perchè poi bisogna vedere se altri piatti li cucina meglio di come fa con la cipolla…
        Gli uomini lo sai che hanno un diverso modo di comunicare: loquaci ce ne poco….
        Ma non è che tu lo distrai troppo mentre cucina?
        Chiedo eh…
        😉

  1. Stile, sei un MITO. Mentre leggevo, immaginavo la voce di Bette Midler mentre recita queste parole (come nel film Il club delle prime mogli, l’hai visto?)
    aspè che cerco la scena

    1. …direi che non è il caso di anticipare ciò che la Natura farà benissimo senza che tu debba sporcarti le mani, anche perchè se quel che intende quel qualcuno è che la cipolla debba dorare leeentaaaameeeenteee, allora mi sa che c’ha ragione. Se invece sta dicendo che la si può far solo appassire,evitando la doratura, io direi di chiedergli che ricetta sta preparando prima di fomentare la crisi bandedolo definitivamente dalla sede dove vengono preparate le pietanze. Non vorrei mai essere responsabile di dissidi in famiglia.

  2. non avevo mai considerato una crisi da questo punto di vista

    però è originale e interessante, anche se credo che il genere maschile, in cucina, è un po’ sleale perchè se cucina malissimo, fa tenerezza, se cucina benino, si dà delle arie smisurate

    è stirare il vero crinale, dove si misura l’amore, secondo me

    i

    1. vedi, Diego, sinceramente, personalmente… uno che mi appassisce la cipolla e poi non la fa dorare, non mi fa tenerezza; a me mi fa proprio incazzare, ma la mia è deformazione professionale, perchè io in tempi non sospetti fui una minimachef, comprendi? E’ come quando a un’insegnante di lettere gli scrivono “a me mi” in un tema di italiano; come minimo s’incazza.
      Tuttavia credo tu abbia pienamente ragione: “è stirare il vero crinale”, non v’è dubbio.

  3. Hai ragione. Ma mi sa che non persegue ricette, fa solo appassire cipolle. Nella mia cucina non lo faccio entrare, vado io nella sua, semmai,
    Ma cavoli, la candela sta per finire! Gli proporrò una sbronza al pub.. che ormai rifiuterà. Bah!

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