Racconti mesti

E tu mescoli la dolcezza con la passione, non fai distinzioni, non ne fai. In fin dei conti è dalla Terra che sale il Sole e allora è dai piedi che s’insinua il colore ed il calore del fuoco; i tuoi piedi battono il tempo e sciogli le nevi con il vibrare di una voce potente, voce di donna. Potresti fermare uragani con una vocale sostenuta; si fermerebbero, si placherebbero e starebbero ad ascoltare. E saresti storia atmosferica, di quella che nessuno sa, che nessuno scrive o ricorda. Ma seresti Storia del Mondo. Come ogni singolo canto di ogni singolo merlo, o usignolo o cincia, o passero del mattino. Immemorabili, potenti concerti di vibrazioni sonore che fanno esultare l’aria e arrivano ad accarezzare la pelle della Terra, ogni giorno; eventi senza manifesti, privi di timbri e sponsor e con scarso successo di pubblico. Perchè il pubblico è diventato sordo, con le orecchie chiuse dalle porte serrate dei pensieri, porte pesanti, metalliche, insonorizzate, mute e stupide, piccole, spesse. Scivolano suoni e nessuno li sente; chiamano voci e nessuno le ascolta, nessuno le sceglie e loro cadono, lontano, altrove, perse, sfinite, fioche, tristi. Ed i pensieri ne inseguono le briciole, credendole pane. E’ il racconto mesto della Bellezza non vista, non ascoltata questo.

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Racconti mesti

16 pensieri su “Racconti mesti

  1. Io quei suoni li ho ascoltati per tanti anni, e mi sono scritti dentro come un libro tridimensionale di storia. Ah gli usignoli e il loro canto ritmico, scandito sempre uguale fino alla nausea eppure mai monotono…ah….mi son provato più volte a spiegare che suono emette l’usignolo a chi non ne ha mai sentito uno, ma è impresa impossibile. Forse è anche per questo che di loro non si scrive la storia, perchè sono irraccontabili.

    1. Non è semplice raccontarli, però bisognerebbe fare in modo che tornino e poi fare in modo che chi non li ha mai sentiti impari ad ascoltarli. Tutto un processo molto difficile, se non li si racconta, se non li si sa raccontare. Mi sa che bisonga provare… e riprovare…

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