La maitresse col tacco rotto… tacco 20, ben inteso.

Ho sotenuto le mie ragioni, oggi! Esattamente!

Mi sono infilata gli stivaloni rosso porpora, quelli laccati che mi arrivano alle cosce e poi ci ho versato del vino buono dentro… rosso, ma non laccato… e ho camminato così, in passerella, con il vino negli stivali, come una maitresse ondeggiante per le vie di un centro decentrato a far gongolare di grasse risate e smaliziati sorrisi le pancie dei cittadinni dagli stomaci contriti dal dovere quotidiano… delirante dovere.

E poi son caduta, ovviamente, e qualcuno mi ha guardato, ha sghignazzato e ha smentito i miei dubbi: non c’è umanità nel perbenismo piccolo borghese, nemmeno un briciolo, questa è la verità.

E come se nulla fosse mi sono rialzata, tamponando l’escoriazione sul gomito sinistro (è stata un’escoriazione sinistra… un sinistro con escoriazione), con il mio foulard fucsia… pura seta, beninteso… ed il sangue rosso, non laccato, beninteso pure qui, si è assorbito virando sul viola. Bel colore il viola.

E anche se il vino stava scorrendo a piccoli rivoli sul selciato cittadino e mi dispiaceva non riuscire a piegarmi abbastanza da rendere il movimento elegante, visto un tacco 20 e un tcco 10,  per poterlo recuperare, leccandolo un po’ come fanno i cani, mi sono imposta di procedere, dondolando, con un tacco rotto e le calze bucate, qui, all’altezza della coscia… e chissà come è accaduto, che si bucassero sulla coscia, ben inteso.

Eh? Indecente dite?! Cazzate!!! Di indecente c’è solo lo spreco di un buon Sangiovese ed un tacco 20 spaccato a metà! Ma voi come potreste capire?! Voi, che non vi siete mai dondolati d’anca sciolta lungo le vie cittadine di un centro decentrato, voi… voi non potete capire, ecco!!!

E ditelo che dentro di voi avete profferto giudizio, che avete pensato a quelle cose che si pensano quando si vede dondolare d’anca una donna con gli stivaloni laccati con tacco 20, colmi di Sangiovese che trabocca e si spande per le vie di un centro decentrato!

Ditelo che un giudizio piccolo borghese che vi ha fatto sussultare di buona creanza ce l’avete avuto! Siate sinceri… e se non è stato così, se non v’è stato giudizio alcuno, avrete pensato altro e di quell’altro mi piacerebbe sentirvi dire in pubblica piazza… se ne avete il coraggio. E adesso scusate, ma mi devo rammendare una calza.

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La maitresse col tacco rotto… tacco 20, ben inteso.

34 pensieri su “La maitresse col tacco rotto… tacco 20, ben inteso.

  1. Sicuramente di cose da dire c’è chi ne avrebbe veramente tante.
    Bellissimo questo pezzo, a mio parere da molti spunti di riflessione
    Notte, Pat

    P.S. Ti sei mangiata delle lettere mentre scrivevi 🙂

    1. Mio caro, ho sempre pensato che il popolo non mente; al massimo si fa un po’ prendere per il .. per i fondelli, ma se dei detti esso produce, questi hanno sempre un fondamento… sempre. Tuttavia qui trattasi di stivali vuoti, più che di botti piene… e di ubriachi nemmeno l’ombra, visto l’imperdonabile spreco.

            1. Ovvero mi stai consigliando di continuare a cadere dai tacchi 20? Potrebbe avere conseguenze nefaste, per la sottoscritta, attuare un tale proposito, lo sai vero? 😀
              Tuttavia son racconti questi, e si sa che le cadute raccontate non fanno male nemmeno un milionesimo delle cadute vere. Seguirò il tuo consiglio, dunque. 😛

                1. tu mio caro devi essere una persona molto buona. Ti giuro che scriverò, se non altro perchè fa parte delle mie innumerevoli psico-patologie e che farò di tutto per non deludere le tue aspettative, ma qualora dovesse accadere, abbi pazienza; io son quel che sono. 😀

  2. Se mi fossi trovato lì, l’avrei leccato io il vino sul selciato… visto che non uso tacco venti 🙂
    Rammendata la calza? E col sinistro con escoriazione come va?
    La prossima volta prova con un brunello di montalcino… Vedrai com lo recuperi, nonostante i tacchi 🙂
    Ciao,
    Andrea, che ti commenta con un bicchiere di primitivo tra le dita.
    Alla tua!!!

    1. Salute! Calza rammendata, sì, ma non ho potuto riparare il tacco 20… ho ridotto anche l’altro stivale a tacco 10… così recupero almeno le calzature, visto lo spreco del vino. Ho poi bevuto un Nero d’Avola, giusto per compensare… e quindi, Andrea, alla tua!!!!

  3. Piero ha detto:

    Visto che spesso approvi i miei contributi su Diesis&Bemolle, ho visitato il tuo sito con
    curiosità. Non sono un fine narratore come te, ma, come tutti i musicologi, possiedo
    un eloquio abbastanza grigio e coi piedi saldamente piantati sul…pentagramma.
    Ma quale tipo di musica (classica) preferisci ?

    1. Bach. Ma in generale tutta la musica… ma sul classico vedo che da ignorante, Bach mi cattura… e mi porta via. sarà che asomiglia al silenzio in natura, non lo so. A me piace il silenzio in natura, quello che si sente quando scorre l’acqua, quando soffia il vento, quando scricchiola il ghiccio. E Beethoven… e sempre da ignorante Domenico Scarlatti.. e tutto ciò che non so come si chiama dei compositori russi. E poi Verdi, Rossini, Schumann, Mahler… questi li ascolto, ne so poco, tranne che amo sentirli.

  4. Piero ha detto:

    Bella risposta ! Allora ti do appuntamento per i prossimi: MONTEVERDI e MAHLER…
    ascolta, guarda e vedrai che fanno proprio al caso tuo !

  5. Piero ha detto:

    I Madrigali di Monteverdi ti aspettano su DIESIS&BEMOLLE. Per vedere ed ascoltare c’è un film assai curioso che spero sarà di tuo gradimento. All the best, Piero.

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