Fra i piedi e un capoccione di solito preferisco i piedi.

C’erano una volta due piedi e uno dopo l’altro seguivano i loro passi.
A volte correvano, ma più spesso camminavano, e nemmeno tanto in fretta, a voler esser sinceri. Appartenevano a Qualcuno, ma non se ne curavano; a loro bastava camminare. Quando Qualcuno dormiva, loro riposavano e quando Qualcuno si alzava dal letto, loro si mettevano a camminare, strascicandosi sul pavimento, finchè Qualcuno non si sentiva abbastanza sveglio. Poi uscivano in strada e gurdavano il mondo dal basso, a raso terra e si stupivano del mondo ad ogni passo. C’erano dunque questi due piedi che a furia di gironzolare avevano capito che le meraviglie sono molte da vedere e vollero così decidere per le mete più lontane, quelle più avventurose, quelle meno monotone e ordinarie insomma.
Purtroppo Qualcuno aveva un gran capoccione lassù e quello era pigro, pauroso, era pesante e sonnecchiava anche di giorno, perchè pensava troppo, diceva, e si annoiava comunque e sempre a morte.
I due piedi non capivano, non capivano perchè, come si potesse fare ad annoiarsi tanto in un mondo così grande, dove c’era tanto da camminare, da correre, da calpestare. Eppure il capoccione di Qualcuno, lassù, sospirava, gemeva languido, si appoggiava su un cuscino di qua, poi su una mano di là…; in poche parole ai due piedi quel capoccione risultava assolutamente insopportabile! Così decisero di non dargli più corda e di prendere loro l’iniziativa.
Una mattina di dicembre i due piedi uscirono dal letto, si guardarono un attimo strofinandosi l’uno contro l’altro e si misero in movimento. E partirono, mentre il capoccione sembrava dormire ancora e ancora e ancora. I due piedi presero un treno e per un po’ stettero a gongolare e a dondolare guardando il corridoio fra i sedili, le valigie che entravano e uscivano, altri piedi che passavano; alcuni loquaci, altri meno, ma tutti molto attivi e curiosi. Il capoccione di Qualcuno, intanto sonnecchiava appoggiato al finestrino.
Poi scesero dal treno e videro moltissimi altri piedi che correvano e che camminavano e venne voglia anche a loro di muoversi più veloci e di correre un po’; purtroppo Qualcuno si trascinava una valigia bella grande e non potevano fare un granché.
Gironzolarono un po’ e poi salirono su un taxi e poi su un aereo e infine scesero in un paese dove c’era sabbia dappertutto. Non videro l’ora di calpestare la sabbia, di tuffarcisi dentro, di sentirsi la polvere dappertutto e di scaldarsi al sole dopo tanti anni a calpestare cubetti di marmo freddo. Il capoccione intanto faceva sbadigliare Qualcuno lassù e un po’ ciondolava e sudava, mentre loro si misero all’opera e cominciarono il vero viaggio… che forse continua ancora, fra la terra ed il sottosuolo.

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Fra i piedi e un capoccione di solito preferisco i piedi.

20 pensieri su “Fra i piedi e un capoccione di solito preferisco i piedi.

  1. Secondo me a volte sarebbe meglio avere il cervello nei piedi piuttosto che in testa… O forse avere i piedi in testa… Non so. So solo che questo post mi ha messo una gran voglia di camminare, nonostante il mio capoccione cerchi in tutte le maniere di resistere… Sforzo vano, poichè devo portare fuori Aida e Amelie. Piedi-Capoccione 1-0!

  2. Sai qual è il problema? Che alla fine, se il capoccione si sveglia, si ritroverà in un bellissimo posto di mare, o chissà dove senza essersi sporcato nemmeno un po’. I piedi fanno bene a cercare la propria strada, ma dovrebbero aver cura prima di decapitare Qualcuno, e anche Piùdiuno.

    1. ma quelli non decapitano Nessuno, ci mancherebbe! Solo devono portarsi in giro pure Quialcuno che a ben vedere vive di rendita, nel senso che si lascia portare, lascia fare il lavoro di fatica ad altri e così si perde il meglio, perchè è talmente concentrato che non si accorge di niente, capisci? Non si accorge del bello! Se ne sta lì a riempirsi di inutile zavorra e cresce, cresce e un giorno, ne son certa, scoppia pure, vedrai!

      1. Non mi hai convinto. Non capisco chi glielo fa a fare ai piedi di portarsi qualcuno che di fatto è solo un peso morto. Ma non fa niente. Metterò questa cosa nella lista delle cose che non capisco.

      2. Non mi hai convinto. Non capisco chi glielo fa a fare ai piedi di portarsi qualcuno che di fatto è solo un peso morto. Ma non fa niente. Metterò questa cosa nella lista delle cose che non capisco.

        1. questa cosa che mi dici mi pareva di averla già letta… tuttavia: questa è una storia vera e non importa se non ne sei convinto, perchè è così che vanno le cose, fra capoccioni e piedi. C’è niente da fare…

  3. …ma che bella che sei!!!
    Ci siamo incrociate solo ora…spero di ritrovarti..parto per la mia isola bella…ci rileggiamo ad anno nuovo.
    Tantissimi auguri..che almeno sia un natale sereno….tranquillo con qualche passo in più…
    Buon anno….già pure l’anno , ci sarà da scarpinare parecchio mi sa!!
    Augurissimi ♥
    vento

    1. Grazie tantissime per il “bella”, che fa sempre piacere, molto. 🙂
      Mi pare che pure tu non scherzi in tal senso.
      C’è sempre da scarpinare, a volte tanto, a volte tantissimo, ma c’è sempre da andare da qualche parte! Per fortuna. Auguri anche a te! 🙂

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