Non mi faccio soffiare via

Non mi faccio soffiare via! Ho ancoraggi solidi, uncini forti come le dita di un’ape. Arrivereranno tormente e maremoti e fango e sassi e valanghe di neve; li conosco, li ho visti passare, a volte ci sono stata nel mezzo, a volte mi sono passati vicino e ho visto l’ultimo soffio di altri.

Ma adesso no, non mi farò soffiare via; non tanto perchè prima o poi non mi dissolverò anch’io, come tutto, ma perchè ancora ho la forza e non ho finito, qui. E non mi resta che rimanere aggrappata al Mondo, come sono e come posso.

E quando il tempo sarà il mio, allora saprò che posso lasciarmi andare, che potrò farmi portare e sbriciolarmi come polvere, arrivando in nessun luogo. E quello sarà il mio posto.

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Non mi faccio soffiare via

21 pensieri su “Non mi faccio soffiare via

    1. Non credo che poi puoi tornare per raccontare com’è andata; se così fosse mi farei portare via pure io. Ma se ti va, fai pure; mi sposto un po’ e puoi prendere il mio posto…

    1. Il soffione è fatto per essere soffiato via, poi i semi si spargono dappertutto e a primavera nascono dei bellissimi nuovi fiori gialli da ogni seme che ha raggiunto buona terra. La verità, vedi… la dura verità è che io non sono un soffione, purtroppo.

  1. ti direi che non ti fatai portare via anche se andrai a finire altrove, come tutti
    ma la resa, alla fine, non è una rinuncia a se stessi, è solo non sprecare energie, almeno io la vedo così
    per cui, opporre resistenza, contrastare, è un gran sperpero

    1. mi vien da chiederti se non sei mai stato sfiorato da una valanga di neve, o da un fulmine o da qualche cosa che ti abbia fatto pensare che rimanere aggrappati alla vita, o a se stessi, che poi è la stessa cosa, fosse l’unica cosa che in quel preciso istante ti stava veramente a cuore. E mi chiedo se in quel momento tu avresti pensato comunque che opporti alla fine di tutto, con tutte le tue forze e con tutte le tue energie, fosse davvero un gran sperpero.

      1. sì, ho vissuto una esperienza di quasi affogamento—-
        ovvio che bisogna contestualizzare—
        ognuno mira alla conservazione di se stesso, è istintuale, è umano—
        io parlavo di altro: delle relazioni tra le persone, dell’atteggiamente nei riguardi della vita che ci cambia e che cambia chi abbiamo al fianco, in quel senso—
        evidentemente ho frainteso le tue righe,
        Sergio

        1. oh, non importa, perchè sai, credo che anche con le persone valga la stessa regola. La vita ci plasma, ma il fine ultimo è vivere, non farsi plasmare. Quella è solo una conseguenza.

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