Quando si dice voler dare una mano

Ti voglio aiutare, credimi; e allora se ancora ritieni di esserne in grado, sacrificati e segui per un attimo il mio discorso, se ne sei capace.

Stammi dietro, non perdermi, che poi ci mettiamo un’eternità a ritrovarci. Non lamentarti e cammina, non biascicare se hai da dire e parla chiaro!

Mi accusi di essere dispotica, mi dici che sono pedante, mi soverchi di improperi silenziosi e vigliacchi; perchè sei vigliacco, tu lo sai e non le sai dire le cose con la voce di un uomo. Tu sussurri scarse, scarsissime opinioni cavernose e gonfie di niente. E’ il tuo modo, lo sappiamo.

E non strascicare i piedi! Guardati! Hai le tasche piene di mazzi di chiavi inutili e ti stai perdendo i pantaloni perchè ti ostini a voler indossare quella roba elsticizzata che ti impigiama ad ogni ora del giorno e ti sfà ad ogni ora della notte!

Perchè non ti dai una forma e sopratutto, perchè non ti cerchi un contenuto e te lo infili dentro, che mi sembri un sacco di piume svuotato dal vento!? No, non dirmi che ti tratto male, che ti dico cose pesanti, perchè queste sono osservazioni che ti spiattello per il tuo bene, perchè tu tenti una buona volta di migliorarti, di esserci in una forma e dimensione diversa, quasi umana, seppur sarà difficile arrivarci… forse impossibile.

Non sono cattiva, sono solo estremamente interessata alla tua miserevole e schifosa condizione di nullità disadattata. Non volermene, che non servirebbe, perchè non me ne fregherebbe comunque niente, del tuo rancore; non sprecarlo, dunque e se hai un po’ di energia, ma ne dubito, usala per trascinarti allo specchio e, se lo specchio regge, prender coscienza dell’orrore che elargisci a piena faccia dal tuo fetore quotidiano. 

Son consigli d’amica, che… come dici? Che ti offendo? E sai che mi frega?! Non ho ambizioni alcune, figuriamoci se mi rimane quella di non voler urtare un animo che soccomberebbe comunque a se stesso! Ti pregherei di non voler riversare su di me le collane di complessi che ti appartengono e che ti consiglio di ingoiare intere, così forse risolvi il tuo problema alla fonte. In che modo? Soffocandolo… o forse, soffocandoti.

Qual’è il tuo problema mi chiedi?

Ma lo vedi che non mi segui? Lo vedi che non mi ascolti? Il tuo problema… sei tu.

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Quando si dice voler dare una mano

47 pensieri su “Quando si dice voler dare una mano

  1. Sono cinica soltanto con gli imbecilli. Con quelli sì, sono di un cinismo assoluto. E non mi frega (più) del giudizio, né del pregiudizio, tantomeno mi frega delle giustificazioni.
    Qualcuno disse “tra lo stupido e il cattivo ammiro di più il primo, ché qualche volta si riposa.”.
    E quando incroci un imbecille, magari anche cattivo? Come ti salvi, se non con un perfetto cinismo?
    Baci e stra-baci.
    Sei +

    Eli (una cinica, a volte).

    1. Sì, giusto… però non so se son più pericolosi gli stupidi o i cattivi, a dir la verità Non saprei scegliere, valutando gli effetti che possono produrre. Ovviamente parlando con questo tono ho dato perscontato che IO non sono né l’uno, né l’altro… quindi mi tiro fuori, ci provo perlomeno. Detto questo, se si arriva a dire a qualcuno qualche cosa che assomiglia a questo post (magari con un po’ più di tatto, via), forse non lo si fa perchè ci si trova davanti ad un imbecille, perchè gli imbecilli si possono anche ignorare, che mi pare più utile, più pacifico; semmai lo si fa con qualcuno che veramente sotto, sotto, ma veramente sotto, un po’ ci sta a cuore. Altrimenti non si sprecan parole, no?

      1. Allora poniamo il caso che le tue sublimi stilettate io le giri a un essere stupido, cattivo e pure imbecille.
        Non facciamoci mancare nulla! a parte l’affetto, perché a me, quell’essere, proprio non mi sta a cuore.
        Un bacio… tanti, anzi!

              1. Da Frankenstein Junior, di Mel Brooks:

                Igor: Doctor Frankestein?
                Frederick: Frankenstin…
                Igor: Vuol prendermi in giro?
                Frederick: No, si pronuncia Frankenstin.
                Igor: Allora dice anche Frederaick.
                Frederick: No, Frederick…
                Igor: Beh, perché non è Frederaick Frankestin?
                Frederick: Non lo è… È Frederick Frankestin…
                Igor: Capisco.
                Frederick: Tu devi essere Igor.
                Igor: No, Si pronuncia Aigor.
                Frederick: Ma mi hanno detto che era Igor!
                Igor: Beh avevano torto. Non le pare?

                  1. Ho commentato il TUO post nel MIO blog. Strana cosa, l’appropriazione, sebbene in ottima fede 😉
                    Sono incazzatissima. Ma sono anche cazzuta 😉
                    E comunque… hai presente la celeberrima cassetta di mele? quella dove c’è UNA SOLA mela marcia?
                    Ecco, io, la mela marcia l’ho incontrata e l’ho anche buttata nei rifiuti organici solidi… ma è una mela che non può vivere, senza far marcire. Allora torna da me, anche senza farmelo sapere.
                    Torna nella cassetta di mele buone. Far marcire è il suo mestiere. Fare del male è la sua arte… se di arte si può parlare.
                    Un bacio dolcissimo —–> da una donna che s’è fatta spuntare le OO e poi se l’è fatte pure rompere 😉

                    1. Conosco le mele marce, le conosco! Io infatti compro sempre mele singole e poi le ripongo su un tavolo, una distante dall’altra, per precauzione e per vederle meglio… e poi le dipingo, ne faccio nature morte, che seppure sono una pessima imbratta tele, le nature morte dipinte male son comunque più belle delle nature marce. Che dicevo? Ah, sì, le mele marce e le oo femminili, dette anche ovaie, che se anche sono interne, esistono di loro e non seve farle crescere fuori perchè si vedano. Che non è necessario imitare generi affini, no? Siamo belle e forti di nostro. Altrimenti al genere affine non piaceremmo e viceversa. Tutte cose che ho imparato in anni e anni di tirocinio nei cesti pieni di mele marce. E per sopravvivere me ne son tirata fuori, fisicamente e adesso mi pare di poter durare sana per molto più tempo. Credo che l’unico modo
                      per liberarsi definitivamente di una mela marcia sia quella di pestarla con il tallone, come nei dipinti medievali, dove vedi la madonna che schiaccia la testa del serpente con le fauci spalancate! mi ha sempre dato molta soddisfazione quel tipo di iconografie. Perchè se tu lo butti fuori dal cesto, quello come una serpe torna, c’è niente da fare. Oppure lo dai in pasto alle galline e quello non torna più.

    1. Elisabbetta!!! 😀 Cioè, ma lo sai che è la prima volta che mi rebloggano un post?!! Ma lo sai che anche solo per questo mi è partita un’onda affettiva nella tua direzione che ti consiglio di scansare un po’ se non vuoi che ti travolga causandoti danni di non indifferente entità??!! Cioè… ma grazie! 🙂

        1. Sì, dici Nica? Se così fosse, incazzatissimamente ispirata, stavolta. 😛 Chissà perchè esce tanto cazzutismo, a volte. Mah. Senz’altro perchè ce l’abbiamo dentro… senz’altro. Chissà chi ce l’ha messo? Forse in tanti… forse sono in tanti… in troppi. Vabbuò, vado a camomollarmi, che è meglio.

  2. stileminimo · 22/01/2013 – 10:21 pm · Risposta→

    come dire che se trovi una roba con tono cinico e stronzo tu sai per certo che è mia? 😀 E c’hai ragione, mi sa.

    no, parlavo dello stile, secco, e poi di quella che io chiamo “musicalità”

    1. 🙂 Sei molto gentile, davvero. Io scherzavo nel mio controcommento, ma mica poi tanto. Mi hai detto una cosa che mi piace moltissimo. Non sapevo ci fosse della “musicalità” in quello che scrivo. Grazie!

  3. forse dipende dall’orecchio, sicuramente ognuno, anche nella sua testa, legge con una particolare cadenza… be’ non mi addentro in terreni ignoti, mi fermo qua. 🙂

  4. Diretta e senza mezzi termini, più chiara di così non si può, quindi se uno non capisce le opzioni sono due… o non ci arriva proprio, oppure è completamente sordo (anzi, vuole esserlo)
    Ciao, serena notte
    Pat

  5. Locutus ha detto:

    E tu pensi davvero di poter aiutare qualcuno nella divulgazione pubblica di un post del genere? Forse giusto solo te stessa e la tua autostima. Il che non mostra solo un certo cinismo, ma anche una grossa dose di egoismo. E se provi anche un po’ di piacere in ciò che hai fatto, senza che i tuoi meccanismi difensivi si allertino (chiamali sensi di colpa se preferisci) allora puoi anche definire tutto questo sadismo. Il che va benissimo se lo cali in un contesto D/s in cui uno dei meccanismi regolatori e’ proprio l’umiliazione del proprio sottomesso. Invece va molto meno bene in un contesto definibile “normale”, dove l’umiliazione pubblica e’ un atto estremamente crudele. Crudele perché tu utilizzi sentimenti primitivi unicamente a tuo interesse, incurante di saperne (e poterne) governare gli effetti. L’entità coinvolta in questo post farebbe meglio ad allontanarti senza ripensamenti.

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