Dal libro VII° dei profeti dell’antitempo

Pareva che la bellezza fosse ovunque e bastava cercarla, allenare l’occhio ed il cuore a vederla per poi goderne con i sensi tutti, facendosi rapire dalla forza di una melodia imponente che la natura spandeva per chi ne sapeva coltivare il senso.
Era necessario il talento dell’imitazione per riprodurla ed averla accanto, vicina, poterla toccare con levità e carezzarla con occhi rapiti.
Si fecero grandi le arti e si diedero significati alle forme, alle linee, ai colori, agli animali, alle piante tutte, così che l’alloro e la palma ed il giglio ed il rosso delle rose, il verde tenero dei salici, l’oro del grano avessero parole che ne dicessero all’infinito, spieando altre forme, altri colori, altro sentire, altra Natura e Bellezza.
Venne poi il predicatore, che delle stesse parole fece uso diverso e non lesse la Natura, ma la corruzione, l’abominio, l’oscuro tramare ed il peccato e furono sue le piazze e fu sua la parola e con turbinii di retoriche e sgraziati suoni di corde profonde intimò le folle a non distendersi, a non godere di nulla, perchè la Bellezza è colpa, è flagello e peccato e va estirpata.
Arrivò fra stuoli di sguardi di brace e fu poi cenere e fumo e portò con sè l’arma più potente: la paura.
Diede ordine di spezzare, di disprezzare, fece cadere nel pentimento di aver goduto e vissuto a coloro che sposarono la corruzione mettendo l’anello al dito alla grazia.
Venne e confuse la bellezza con il male e tutti gli credettero; confuse la bellezza con l’accumulo e molti, che colpevoli lo erano, ma per altri motivi, pensarono di mondarsi credendogli.
Venne il fuoco ed i flagelli e svanì l’amore nel grigio, svanì la conoscenza nel buio, svanì la vita soffocata dal fumo dell’imbroglio.
E poi venne il nulla e molto tempo ci volle perchè le menti rivedessero i colori, le linee, la luce oltre le ombre. E forse quel tempo non è ancora venuto.

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Dal libro VII° dei profeti dell’antitempo

22 pensieri su “Dal libro VII° dei profeti dell’antitempo

  1. stile biblico molto apprezzato
    (non sapendo, per ignoranza crassa, se esista davvero un libro vii tal fatto) mi piace pensare che sia una tua felice invenzione.
    estremamente realistico e ben condotto.
    ho sempre temuto l’oscurantismo, la paura del bello, la crociata in nome di una religione o di una morale che in tanti, non solo uno, vorrebbero imporre agli altri.
    ml

    1. Ci son profezie e profezie; quelle che non si avverano non sono tali. L’oscurantismo si ripresenta ciclicamente e con dinamiche diversissime. Oggi l’oscurantismo passa attraverso l’assopimento delle coscienze, dalla conseguente incapacità di giudizio e quindi di critica. E un oscurantismo di questo tipo è altrettanto dannoso di un oscurantismo fondato sulla paura e sul terrore, perchè sempre di manipolazione delle coscienza si tratta.

    1. noi? se per noi dicimo “io” o “io e te”, allora tutti direbbero che no, non ci facciamo manipolare, è vero… solo manipolazioni gradite, noi. Ma se per “noi” intendiamo noi uomini e donne o noi cittadini di un paese o del mondo o anche semplicemente di un singolo quartiere, allora non so, non so se fila il ragionamento, perchè la manipolazione più crescono i numeri e più diventa efficace. E’ su quel “noi” inteso in senso più ampio che dovremmo ragionare quando si parla di manipolazioni.

  2. ah, il senso critico! una volta avevamo stabilito che l’educazione al senso critico dovesse diventare una materia di studio obbligatoria almeno nelle scuole d’obbligo.. ricordi?

      1. Non la so sbrogliare questa matassa.. la cultura del panem et circenses è agli sgoccioli e questa è già una buona cosa.
        Ma anche motivare di più il personale docente al quale è affidato il delicato compito di “formare” le nuove generazioni è un’idea che mi sento di proporre.
        Da dove si comincia? Mi verrebbe da risposnderti “dal voto elettorale”, ma viste le elezioni appena conclusesi..

        1. eh…mi sa che dobiamo pensare ad un punto di partenza alternativo… cominciamo dai blog? 🙂 No, perchè se ci fai caso, pure quelli che stanno scardinando quel che era rimasto della politica del nostro Paese, cominciarono dai blog. 😛 Nel bene e nel male, magari funziona.

  3. No, che quel tempo non è ancora venuto e temo che ne siamo ben lontani, ammesso che quel tempo venga.
    (È chiaro che hai sottinteso la postilla: Qualsiasi riferimento a persone, fatti e situazioni ecc…. NON è del tutto casuale….)

  4. Se non la conosci già, ti regalo una citazione di Peppino Impastato.

    “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.”

    1. No, non la conoscevo (grazie davvero), ma mentre la leggevo mi è venuto da dire che dovrò imparare la bellezza, per poterla dire; mi pare una buona cosa che io potrò forse fare.. non so se bene, o male, ma la posso fare.

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