… ci son palle e palle

Ho trovato dei funghi non commestibili e secchi che sembravano palline di gomma, di quelle che un tempo si mettevano nelle pistole che babbo natale regala ai bambini a natale… cioè, che babbo natale regala ai bambini maschi a natale, che poi però se le fanno fregare dalle bambine femmine, perchè a quelle piace sparare palline di gomma tanto quanto ai maschi, ma solo a volte e a volte no. E a volte i bambini giocano a pettinare le bambole e a volte non smettono mai, ma a volte sì.
Ho scoperto poi che si trattava di funghi, quindi, e non di palline di gomma, perchè ne ho preso uno e strappandolo dal pezzo di legno dove era aggrappato, è esploso. Puffff!
E una moltitudine di piccole altre palline molto, ma molto più piccole si è spansa nell’aria, come polvere marroncina, gialla e un po’ color ruggine, o come polline, ma non era polline, quelle erano spore: le spore del fungo che sembrava una pallina di gomma, ma che in realtà era un fungo.
Sono esplose le spore del fungo e si sono disperse nell’aria e poi sulla neve, creando una bellissima chiazza colorata e sfumata di giallo, di color mattone e forse anche un po’ di verde sullo sfondo bianco… trattavasi di muffa, io credo.
Mi son detta che se io non avessi pensato che quelle erano palline di gomma forse non le avrei toccate, o forse sì, ma non credo; e se non le avessi toccate non avrei visto la chiazza sfumata di colore sulla neve e sotto il sole, in mezzo al vento e non mi sarei stupita nemmeno per un secondo, poi, non così tanto, sicuro; nemmeno se avessi trovato una pallina di gomma anziché un fungo, no, non mi sarei stupita e me ne sarei rimasta lì, invece, come prima, né delusa, né non… con una pallina di gomma in mano, per niente meravigliata, non così come invece è accaduto vedendo volare le spore del fungo che era un fungo e non una pallina di gomma.
Ho pensato che a volte l’illusione di vivere nell’ordinario porta alla meraviglia dello straordinario, se abbiamo la fortuna di trovare un fungo su un pezzo di legno in pieno inverno o in generale in merito alle esperienze che facciamo, specie se al posto delle palline di gomma trovi dei funghi secchi.
Da questo discorso si potrebbe concludere anche che una pallina di gomma da molta meno soddisfazione di un fungo, perchè la prima non esplode, mentre il fungo esplode.
Con questo ho detto quello che dovevo dire, a tal proposito.

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… ci son palle e palle

27 pensieri su “… ci son palle e palle

  1. Vescie. Si chiamano Vesce le palline di gomma che non sono di gomma e che fanno Pluf!
    E non sono velenose, sai?

    Io non le ho mai mangiate, ma so che si può…
    anche se sarebbe un peccato, in fondo…
    meglio il Pluf!
    E la meraviglia….No?

    1. Non sono le vescie che si possono mangiare, Poetella… ci somigliano, ma sono molto, ma molto più piccole quelle che ho trovato su quel pezzo di legno.Sono piccole come l’unghia del mio mignolo e sono tante, stipate l’una vicina all’altra, con la scorza liscia e marroncina che forma una specie di micromondo sferico che sa di simpatico, di gioco, appunto. Sarà per quello che mi hanno fatto pensare alle palline di gomma. Boh… 😦
      E sì, hai capito benissimo: meglio il pluf delle vescie, o il puff delle palline di fungo.

  2. Vesce o meno, non sono loro la fortuna. La fortuna e’ avere uno sguardo cosi’ che sa andare oltre le cose che vede, sa vivere la meraviglia, s’incanta, viaggia, gioca come le bambine un tempo con le pistole dei maschi a sparar palline.
    ml
    ml

    1. …dici, ml ml? 🙂 Penso che non sia una questione di fortuna, questa; che tutti le saprebbero vedere le spore di un fungo secco che colorano la neve, se se ne prendessero il tempo.Però il punto è che molti pensano che non sia importante guardare certe cose e allora non le riescono a vedere e pensano invece che le cose importanti siano ben altre. Invece i funghi sono importanti, ad esempio, importantissimi. Ci sono funghi che hanno km e km di ife che si spandono nel terreno e nessuno li vede, nessuno lo sa, ma ci sono e sono meravigliosi e ogni tanto buttano fuori i loro corpi fruttiferi, i loro “fiori”. E chissà quante altre cose meravigliose ci sono che non guardiamo mai perché non c’è il tempo, perché c’è di molto più importante da vedere. Però se le guardassimo, queste cose di poco conto, le occasioni per stupirsi e meravigliarsi crescerebbero, si amplificherebbero, diventando milioni e più, tante come sono le spore di un fungo che scoppia. 🙂

  3. Il punto è la sorpresa. E’ la sorpresa, l’inaspettato che ti fa passare dall’ordinario allo straordinario. E adesso pare che io ce la voglio sempre mettere in mezzo come il prezzemolo, ma è un po’ come la meccanica quantistica, perché la meraviglia sta nello scoprire che una particella è anche un’onda, ché uno non se lo aspetta. Oppure uno non si aspetta che un gatto sia vivo e morto nello stesso momento. Ed è lì che scatta lo stupore, quello che ti fa dire “oooooohhhhh”. E quando scatta lo stupore i sensi si affinano e acuiscono, e quella macchia di colore sulla neve assume tutt’altra valenza. Perché se te lo fossi aspettato sarebbe stato normale, ma tu pensavi di prendere una pallina di gomma, e tutto quello che è venuto dopo ti ha spiazzato. E questo ti ha scatenato una serie di riflessioni. Belle.

    1. C’è questo fatto, no, Massimiliano, che ci ho pensato tempo fa, quando la meccanica quantistica non sapevo che fosse e mi venen da pensare, allora, che se tu guardi le cose del Mondo, in Natura voglio dire, è impossibile non stupirsi. Una pensa di sapere molte cose della Natura, perchè ci vive in mezzo da quando è nata, perchè la studia, la vive e invece non è vero niente, perché ogni giorno mi stupisco dieci, venti volte per quello che vedo, vivo, sento. Non c’è mai nulla che si ripete, non c’è nulla che appare scontato, ripetitivo ed in compenso tutto è sempre meravigliosamente, incredibilmente, potentemente vario, diverso, nuovo.Non c’è nulla che nasca e cresca uguale a qualcos’altro; mai visto un fiore perfettamente uguale ad un altro, mai visto una gemma perfettamente uguale ad un’ altra, mai visto una nevicata uguale ad un’altra e anche noi siamo questo, siamo così, siamo diversi. Impossibile annoiarsi. La meccanica quantistica da quello che son riuscita a capire leggendo un po’ di roba in rete è anche questo, più o meno, giusto? Ed è reale ed evidente. Quello che non mi spiego è la disattenzione, l’incapacità di concentrazione sul bello, sulla meraviglia da parte delle nostre menti, di alcune di loro, di molte di loro. Perchè io son convintissima che se le menti umane si concentrassero veramente sulla bellezza, sul dettaglio che sa stupire, salverebbero se stesse salvando la bellezza, il Mondo… perchè sarebbe impossibile non amare ciò che si vede, che si vive.

      1. Ho un libro per te. Lo sto leggendo proprio in questi giorni. Si chiama “Sei pezzi facili” di Richard Feynman. E’ una raccolta di lezioni fatte da Feynman a studenti di fisica, dove, in modo qualitativo e senza ricorso a equazioni differenziali, ma con un linguaggio alla portata di chiunque voglia concentrarsi un pochino, dove dicevo si dà una panoramica della fisica a tutto tondo, arrivando sino alla questione quantistica.
        Mi è venuto in mente leggendo il tuo passaggio “tutto è sempre meravigliosamente, incredibilmente, potentemente vario, diverso, nuovo”, perché proprio nel primo capitolo, parlando di atomi, si dice come solo andando a fondo, scendendo nel piccolo, si riesce ad avere una sorta di unificazione. Ed è questo lo scopo della fisica, unificare. Unificare per arrivare ad un modello che possa rappresentare la realtà. Ma la realtà, proprio perché è così meravigliosamente varia, è anche incredibilmente complessa, e quindi per quanto si possa esser bravi a modellare e unificare, ad oggi non si è ancora riusciti a trovare un modello sufficientemente accurato da poter rappresentare completamente la realtà senza alcuna approssimazione. E l’altra cosa meravigliosa che dice Feynman è che la fisica è sperimentale e basta. Per cui si tira su una teoria, e poi la si prova sperimentalmente in tutte le condizioni possibili per poterla verificare. E il ricercatore è assai più contento quando la teoria risulta non corretta in una certa situazione, perché sa che in quella situazione è necessario ricercare per trovare un completamento della teoria, o una teoria del tutto nuova. E insomma. Non so perché sono finito qui. Come al solito mi sono perso 🙂

        1. Ok, non so quando, perchè son un po’ presa su altri fronti, al momento ma ti ringrazio del consiglio e senz’altro leggerò quel libro.Io non so se ce la si fa a unificare; certo ci si può provare… ma forse si può unificare anche accettando la complessità, che forse è poi la stessa cosa che dici tu e che dice Feynman, ovvero che la fisica è sperimentale. Mi piacciono le cose sperimentali, anche se non ci capisco una cicca di fisica, non nel senso tradizionale del termine. 🙂 Penso che tu sia finito qui perchè sei uno sperimentatore. UNo sperimentatore che si sa spiegare benissimo, tra l’altro. 😛

  4. “tutto è sempre meravigliosamente, incredibilmente, potentemente vario, diverso, nuovo.”
    questa è solo una delle cose che diamo per scontate… e invece dovrebbero stupirci.
    eh, sì, sei andata oltre oggi, oltre tante cose…
    la chiusa mi ha ricordato «E non ho più niente altro da dire su questa faccenda.» (Forrest Gump)

    1. Forrest c’est moi! Perchè stupido è chi lo stupido fa… e io posso sembrare stupida o strana o “particolare” a molte persone… però solo perchè lo faccio e non è detto che per questo io lo sia.Io sono solo una che parla con le spore… cosucce curabili con poco.

    1. …i pavidi non sono solo pavidi; possono diventare pericolosi, non lo sapevi? I pavidi son capaci di bruciare le streghe sui roghi e a fare altre cosette del tipo, ad esempio.

  5. stileminimo · 15/03/2013 – 9:53 pm · Risposta→

    …i pavidi non sono solo pavidi; possono diventare pericolosi, non lo sapevi? I pavidi son capaci di bruciare le streghe sui roghi e a fare altre cosette del tipo, ad esempio.

    vero. è una di quelle cose che so ma che dimentico! uno/a con le palle non ha bisogno di dimostrare nulla, neanche a se stesso/a (scusa l’espressione sessista… 😉 )

  6. ah ah ah! no, sei incredibile, riesci sempre a rivoltare la frittata… ma anche io a parlare di “palle” in questo post… te l’ho servita su un piatto d’argento.

  7. suggeriscimi allora una frittata un po’ particolare. tanto per non mangiare, al solito, le uova sode, che è ‘na cosa pratica e veloce ma mi hai fatto venire voglia di…

  8. Un’interpretazione evoluzionistica potrebbe spiegare questo fenomeno. Il fungo a pallina attira la nostra l’attenzione, il colore, la forma, la consistenza, ci attirano e siamo portati a giocarci e puff il fungo esplode diffondendo così le sue spore e la specie si diffonde. Questo sta a dimostrare come una spiegazione può rendere “pallosa” una magica esperienza. 🙂

  9. Ecco, sai descrivere l’ordinario in maniera straordinaria, facendo esplodere piccoli grumi di magia che si espandono per tutto quel foglio bianco di neve dove te ne stavi…

    1. …a dir la verità non credo ci sia niente di ordinario, in natura; ne sono sempre più convinta… non ho alcun merito, quindi, davvero. Descrivo quallo che vedo e nemmeno come vorrei riuscire a fare. Però ci provo, dài… 😛 (e ti ringrazio).

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