Distanze

Raccolse il pettine, lentamente, chinandosi e allungando il braccio verso il pavimento. Il pavimento era lontano almeno un braccio e un palmo dalla sua spalla e la sua spalla distava circa un braccio dalla mano e circa un palmo o poco più distava il polso dal pettine. Queste distanze furono rese reali dal fatto che lei piegò il bacino un po’ di lato, per raggiungere il pettine; il bacino si piegò quel tanto che servì perchè la distanza fra la spalla e la mano e quindi fra le dita della mano ed il pettine fossero lunghe, sommandole, più o meno, un braccio e un palmo di mano.
La sommatoria di queste distanze le diede modo di riuscire a raccogliere il pettine, raddrizzare il bacino e ricominciare a pettinare i lunghissimi capelli che, oltre ad essere lunghissimi più di due braccia, erano anche molto, molto, molto folti e corposi e pesanti e quindi bellissimi, non so dire quanto, ma più o meno molto.
Per questo il pettine ogni tanto cadeva, perché c’è sempre un motivo se le cose accadono e solitamente è dovuto alle distanze; proprio così, alle distanze.
Ad esempio: se le distanze non fossero quelle che sono accadrebbero cose che invece, viste le distanze reali che persistono, non accadono; però intanto ne accadono altre.
Poniamo che lei avesse piegato il bacino appena due dita in meno di quanto aveva fatto: non avrebbe potuto raccogliere il pettine, giusto? E non avrebbe continuato a pettinarsi, probabilmente non avrebbe districato i nodi che, in una massa di capelli corposi e folti e così lunghi è inevitabile che si formino; chiaro, no? Chiaro.
Quindi si sarebbe trovata con i capelli arruffati, scomposti, difficilmente gestibili, probabilmente in poco tempo i capelli l’avrebbero avvolta e forse anche soffocata, ma questo solo volendo ipotizzare l’estrema conseguenza, la peggiore.
Si deve sempre ipotizzare anche la conseguenza peggiore, giusto per farsi un’idea delle possibilità.
Quella migliore è meno interessante, di solito; alla gente piace il macabro, anche se non lo vuole ammettere, semplicemente perchè risulta più interessante di una chioma composta e ben pettinata.
Si diceva, quindi, che le distanze sono importanti, fanno la differenza. E a volte basta un nulla perchè non ci si arrivi, a colmarle; a volte basta mezzo minuto per perdere un treno, o per morire soffocati da una massa di capelli.
A volte bastano due dita perchè le distanze non si colmino mai, perchè il possibile si trasformi in nulla, perchè l’ipotesi svanisca, perchè il sogno si dissolva. Basta mezzo millimetro in meno e tutto cambia. Che poi, non potrebbe non essere nemmeno il millimetro, non solo il centimetro, a fare la differenza; a volte basta meno e nulla avviene, o tutto avviene. Ma senza dubbio chi è morta soffocata da una massa di capelli, se ancora vivesse, lo saprebbe spiegare meglio.. ma magari no, non so… perché la vittima dell’ipotesi peggiore non la conoscevo, tra l’altro.

Annunci
Distanze

58 pensieri su “Distanze

            1. Strano… che ci azzecca il Governo con una comunicazione fluida? E ancora: chi fa la parte del capretto nel Governo? (beeeeh, lo so, lo so che non son domande da farsi, queste…)

                1. Beeeh, potreeebbe darsi. A meeee mi cadono le orecchie… e la depilazione è sempre meno efficace; questo fatto mi irrita, ma mi sento l’animo quieto, benevolo, buono. E mi pare di dover seguire chiunque mi preceda, così, tanto per fare. Che sarà? Oh… uh… pure a me spunta la coda… che carina… tutta bianca e riccioluta.

                    1. No, sapevo che era quella prima dell’estate e sopratutto quella dopo l’inverno, ma mi chiedevo che si fa di particolare in primavera, ecco…

                    2. Un figlio come quello, non se ne potrà mai fare una ragione di un padre come quello, secondo me. E’ un problema insolubile, quindi non è un problema. E’ un fatto.

                    3. Un fatto non è tale fino a quando qualcuno non ne dà una spiegazione. La spiegazione non è tale fino a quando qualcuno non la capisce. Il fatto e la spiegazione dipendono da qualcuno. Qualcuno dipende dai fatti, e dalla sua spiegazione.

                    4. No, non sono daccordo, perché un fatto è tale a prescindere (non mi piace prescindere… solo Totò dovrebbe poter dire “prescindere”, ma qui ci vuole, mi pare) dalla spiegazione che chicchessia ne può dare e a prescindere da chicchessia lo possa capire. Ci sono molti fatti che accadono e noi non ne sappiamo una cippa eppure il fatto che accadano è un fatto. Qualcuno non dipende da niente e da nessuno, altrimenti non sarebbe un uomo libbero, ma solo una marionetta, una matricola, un niente. Un qualcuno che non dipende da nessuno è un uomo libero e in quanto tale osserva i fatti che vede e che sa capire, ma prende atto anche dei fatti che non vede e non sa capire e ci pensa e prova a capirli, con la propria testa, senza che nessuno glieli spieghi.

                    5. La Storia la scrive qualcuno, ma non è detto che quel qualcuno è un uomo libero… sopratutto libero da se stesso e dai condizionamenti che gli inzuppano il cwervello.

  1. neanche io la conoscevo.
    ma la cosa, in fondo, è ininfluente.
    mi basta conoscere te,
    che, pur non conoscendola,
    ce la fai conoscere così bene.
    A distanza.

    (la distanza…potrei scrivere testi lunghi come la transiberiana dissertndo sulla distanza… comunque, per dirne una…io amo la distanza.
    La sospensione dell’attesa che in qualche modo, per qualche attimo, si riduca fino a sparire…per poi tornare a trionfare, sovrana, madre di tutti i desideri…)
    Ecco.

    1. La distanza per me può andare bene finchè non diventa insopportabile… quando diventa insopportabile preferisco la conclusione, qualsiasi conclusione, alla distanza, perché la distanza richiede energie che solo Poetella ha, può avere, mi sa.

  2. Raffinata dissertazione che affascina ma personalmente non mi convince nel suo impianto “geometrico”. Infatti per me la percezione e il peso della distanza e’ quanto di piu’ aleatorio e soggettivo ci possa essere.
    Ciao,
    ml

    1. Dici bene, ml; pure io mi tiro fuori, perché mica la conosco io quella lì con i capelli lunghi sei metri! E anche perché la geometria non è mai stata effettivamente il mio forte, seppure mi piace e la preferisco di gran lunga alla matematica.

  3. “Oh Raperonzolo, sciogli i tuoi capelli, che per salir mi servirò di quelli”. Perché non prendi ispirazione e cambi il finale, Falla vivere e non morire, pur usando i capelli lunghi. Punti di vista…

      1. …sì, è questo. Mi piaci quando mi capisci così al volo; dovresti preoccuparti per sto fatto, sai? Capita a quelli che poi vengono evitati perchè sembrano “strani”.

    1. Vorrei darti ragione, ma non la vedo, la via meno travagliata. La via meno travagliata non esiste fra i rovi; i rovi sono una porcheria se ci si finisce in mezzo, perché fanno male e sconfortano talmente che a volte ti verrebbe da sedertici in mezzo e aspettare che secchino. Ma da secchi i rovi sono anche peggio e così non ti rimane che andare avanti finchè ne esci. Poi ti lecchi le ferite e ti togli le spine. Però no, non c’è una via meno travagliata se sei in mezzo ai rovi. I rovi sono una condizione molto più frequente di quanto si possa credere.

  4. Però. A furia di muoversi fra essi la pelle si ispessisce, si fa corazza, o, eventualmente si riesce, i più abili si trasformano in formichine, mosche, insetti vari insomma e così si va.

    1. E’ bello che tu ci creda, però io, di mio, ho sperimentato graffi che ci mettono settimane a guarire e non chiedermi il perché. Ho visto formiche lì in mezzo, questo è vero, insetti belli e meno belli, ma belli comunque e non mi è mai venuto da pensare che fossero li perchè erano come me un tempo e poi sono diventati più abili. Ho pensato solo che essendo loro così piccoli, i rovi non li ferivano e un po’ li ho ammirati e un po’ li ho invidiati. Adesso che so che erano come me, li invidio un po’ meno. Era meglio se nascevano insetti e basta, no? Le metamorfosi son molto dolorose, ho letto.

  5. Ho provato. Conosco la questione. Per la maggior parte della mia esistenza ho sempre vissuto in campagna e frequentato sentieri, sarà destino ma li ho percorsi di più delle strade asfaltate, anche adesso sono vicino a un bosco. Vedi? mai invidiare nessuno, molte volte l’apparenza inganna. Le metamorfosi, sì, hai letto bene, perché modificano totalmente la struttura, magari l’anima no.

    1. …non invidio nessuno; l’insetto non è qualcuno, l’insetto è una condizione e forse mi appartiene più di quella umana, perchè altrimenti non si spiegherebbe perchè preferisco gli insetti, ad esempio, o le oche, o i tritoni. La metamorfosi negli insetti pare avvenga in silenzio; noi uomini urliamo di dolore per far nascere e per nascere. Non ho mai visto un vitello muggire di dolore appena nato, e nemmeno un coniglio, nemmeno un gatto. Solo l’uomo urla di dolore quando nasce. E mi sono sempre chiesta perché. Perché una vacca non fa smorfie quando soffre per il parto? Soffre senza dubbio, ma sta zitta. Perché una pecora sembra quasi ancor più pecora quando partorisce? E perché una donna sembra debba passare l’inferno per mettere al mondo un figlio? E perchè il figlio pare non voglia proprio uscire da li dove stava? Mi vien da dire che le metamorfosi son cosa buona per gli insetti, mentre sono solo dolore per l’umano. L’umano, secondo me, non vorrebbe esserci, perchè o viene da un posto molto migliore e vorrebbe solo rimanerci, o ha già piena consapevolezza di ciò che lo attende una volta nato. Per questo urliamo. Nessun insetto, nessuna farfalla che esce dal bozzolo urla… semplicemente esce, si asciuga le ali e vola via. Altro che pianti e strilli!!!

  6. invecedistelle ha detto:

    Eppure tutto continua a esistere, anche ciò che avrebbe potuto essere e non è stato per un piccolo scarto di tempo o di spazio. E’ tipicamente umano, però, desiderare di colmare le distanze, seppur con gli alambicchi dell’immaginazione. Proprio non ci riesce bene il vuoto.

    1. Ciao Ventisqueras! 🙂 Dici che le distanze non esistono e corrono attraverso le onde? E’ poetico, ma mi vien da dire che per andare da Trento a Venezia io prendo il treno, perchè le ombre non mi ci portano, purtroppo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...