Finché morte non ci separi.

Finché morte non ci separi..

Vi invito a leggere questo post, perché al di là degli strati di cellulite da evitarsi di cui parla Scocciata, (che comunque possono essere un incentivo non indifferente) ritengo sia buon cosa sostenere chi concretamente sta lavorando perché si prenda coscienza del problema delle donne uccise ogni giorno dai loro ex, dsi mariti o compagni. Perché se ci si limita a leggerne quotidianamente la notizia della morte sui giornali significa che non si sta facendo abbastanza. E’ un problema di tutti, ha ragione Scocciata. Forse parlarne non basta, ma di certo è un primo passo importante e da qualche parte bisogna pur cominciare.

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Finché morte non ci separi.

8 pensieri su “Finché morte non ci separi.

    1. il teatro è fatto anche di parole… e le parole davvero non son poca cosa.Ed il teatro è anche fatica; anche la fatica non è poca cosa. Organizzare 21 compagnie per una causa comune, poi, non è una fatica da poco.

  1. No, non sono parole.
    Ci sono 21 compagnie teatrali italiane che stanno lavorando a questo progetto che sarà rappresentato in 21 teatri d’Italia il 25 novembre.
    Quindi non dire “parole…” perché qualcuno si sta impegnando “gratis” per informare e smuovere la coscienza di una società evidentemente menefreghista.

    Hai un’idea migliore per risolvere il problema?
    Beh, se sì allora questo è il momento di parlare.

  2. Dal momento che ancora oggi, nel XXI secolo, mentre la tecnologia ha fatto passi fantascientifici, per altri versi il progresso evolutivo sembra non essere mai avanzato e dunque bisogna ancora lottare per fare comprendere a una parte di umanità che nessun essere umano può essere proprietà esclusiva di qualcun altro, ben vengano tutte le iniziative in tal senso. Tra l’altro le rappresentazioni teatrali arrivano in modo più immediato delle sole parole, grazie alla gestualità del corpo, la mente percepisce e assorbe le immagini in maniera più efficace. Mi tornano in mente ad esempio “I monologhi della vagina”…
    un abbraccio

    1. Lo sai cosa penso spesso ultimamente, maria? Penso che mentre l’intelligenza umana si è preocupata di migliorare la qualità della vita perseguendo qualsiasi strada che portasse alle innovazioni tecnoclogiche che oggi ci stanno sorpassando e stanno diventando incontrollabili, dall’altro lato non si è preoccupata abbastanza dell’evoluzione spirituale e culturale; e penso che tutta questa tecnologia non serve a niente se la parte più barbara e primitiva dei nostri animi non viene aiutata ad evolversi quel tanto che basta per non infierire su noi stessi e sui nostri simili. C’è un grandissimo bisogno di attività che aiutino le coscienze a crescere e sono molto grata a persone che come queste che fanno teatro, e si occupano di divulgare cultura buona, spendendosi in tal senso.

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