Stranezze (prima parte)

Ho sentito i campanellini!

Ancora?

Sì. Accade tutte le notti, ormai. Mi svegliano.

Dovresti andare da uno strizzacervelli!

E perché mai? Poi ritorno a dormire, non mi creano insonnie. Solo vorrei sapere da dove vengono. Sono così reali, così presenti.

Hai guardato sotto la rete del materasso? Non è che muovendoti mentre dormi muovi qualcosa che è rimasto appeso… per sbaglio, magari.

No, non hai capito; questi sono campanellini di bronzo ed il suono è insistente, forte, riempie la stanza e se mi alzo e apro la finestra il suono esce e si allontana, per poi ritornare, a ondate, a folate, come se fosse andato a farsi un piccolo giro sulla cima degli alberi prima di rientrare e sfumare piano, fino a spegnersi e lasciarmi andare a dormire.

Pare la storia di Peter Pan.

Sì, un po’ sì. Però ti giuro…

Lo so, lo so… è tutto vero e ti ho già detto che ti credo, solo sto cercando di aiutarti a trovare una spiegazione un tantino razionale, ecco. Sei sicuro che non siano le campane delle capre al pascolo? In quel posto sperduto dove abiti è pieno di capre. Magari ti alzi e apri le finestre e senti le capre che corrono e poi ti sembra di averle sentite prima di aprire le finestre… quando si è mezzi addormentati ci si può confondere.

No! Senti, sta storia va avanti da un mese e ogni notte per un mese ho sentito sempre lo stesso suono, ad ore diverse mentre dormo. Le capre in inverno non vanno al pascolo e comunque sono campanellini dolci, leggeri, non sono campanelli da capre. E’ un suono che somiglia ad un arpeggio, una melodia lieve eppure insistente, assolutamente presente, reale e anche piacevole se vogliamo. E’ una musica, una vibrazione che mi sveglia con dolcezza, niente di invadente, solo inquietante, ecco. Ed è inquietante perché non me lo so spiegare! Non riesco a capire da dove venga.

Radio e stereo spenti?

Seee! Spenti. Tutto spento. Ormai stacco anche gli interruttori del quadro generale della luce per evitarmi dubbi. I dubbi mi hanno perseguitato per almeno due settimane. Poi ho smesso e ho preso atto: sento i campanellini di notte. Punto.

Senti, non volevo dirtelo prima perchè avevo paura che ti offendessi, ma non è che sti campanellini sono solo nella tua testa, forse?

No, no, non mi offendo, figurati. E’ stata una delle prime cose che ho pensanto anch’io quandon non riuscivo a darmi un perché! E’ possibile, non lo escludo. Tu lo sai, dormo da solo e casa mia è troppo isolata per poter chiedere a qualcuno se per caso ha sentito i campanellini come me. L’unico modo per capire se sono un paranoico sarebbe quello di fare questa prova, ma non so a chi chiedere! Tu non è che…

Cosa?

No, volevo chiederti… non è che potresti venire a dormire a casa mia una di queste sere? Non pensare male, eh? Solo per aiutarmi a chiarire sta cosa che non mi dà pace! Sei l’unica persona con la quale ho avuto il coraggio di confidarmi e… e non saprei a chi altro chiedere, davvero!

Hmmm… non so se è una buona idea… ci devo pensare.

Ma certo, ma certo! Tu pensaci, prenditi il tempo che ti serve e poi fammi sapere, ok?

Ok, adesso devo andare. Ci vediamo domani all’ora di pranzo e ti so dire, eh?! Ciao Dodo.

Ciao e grazie Maya, eh?! Grazie.

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Stranezze (prima parte)

32 pensieri su “Stranezze (prima parte)

        1. no, no… Trilli è na fata, e ho pieno rispetto, ci mancherebbe! Ma in questo specifico caso non lo so se si tratta di lei, che sarebbe un problema legato a storie già raccontate, a cose già viste… e non è che si possa sempre prendere Trilli come pretesto per invitare una a dormire a casa proria, tra l’altro. Non so…

  1. giovanni ha detto:

    Tesoro, si chiamano acufeni. Io certe notti altro che campanellino… è una rottura di scatole pazzesca, direi più CampanellAno.
    Baci!!

  2. Allora, ragioniamo con freddezza: avere un testimone sarà utile a comprendere se i campanellini esistono al di fuori di te, in questo caso si necessitano qualità deduttive stile Miss Marple e scoprire l’origine tintinnante. Se i campanellini sono solo tuoi, bisognerà vedere se sono nella tua testa, nelle tue orecchie (come suggerisce Giovanni), o sono un richiamo angelico solo per te. Un invito ad aprire la finestra notturna e seguire il suono tra le montagne. Ora sono in ansia: mi auguro che ci darai delucidazioni nella seconda parte. Il gatto che dice?

    1. Mi piace, perché tu metti sempre la cosa sul “piano angelico”. Eppure… eppure dalle mie parti i Krampus, ovvero i diavolacci malefici hanno i campanacci al collo ed ai piedi e magari questo è un piccolo diavoletto che porta campanacci proporzionati alla sua mole… e magari non ha nulla a che vedere con gli angeli. I testimoni sono necessari a volte, ma non sempre determinanti. Comunque, sia quel che sia, lo vedremo vivendo. Appena la seconda parte mi chiama io rispondo e fornisco delucidazioni. Accadrà relativamente presto, mi sa, onde evitare stati ansiogggeni ad animi sensibbbili. Il gatto tace… tranne quando ha fame… come dire che sul caso specifico non intende esprimersi. Anche lui è in attesa di delucidazioni.

      1. Questa storia dei Krampus m’attizza, m’attizza parecchio. Un mini-krampus con i suoi mini-campanelli che sta facendo pratica. Magari sei la sua prima preda, e non è ancora ben sicuro sul da farsi, per cui scampanella e poi scappa, poi torna e scampanella. Hai una grande responsabilità nelle tue vesti di vittima della prima missione della creaturina!
        Resto in attesa, ché son animo sensibbbile assai e ti voglio al massimo dello stile (esimio, e minimo all’uopo).

        1. Back, a me nemmeno il Satanasso mi si fila, abbi pazienza. Sta storia la sta vivendo il Dodo, l’amico di Maya. Ma con questo non mi voglio esimere (essendo esimia) dalla responsabilità che la mia parteciapzione attiva alla vicenda comporta, ci mancherebbe. E non è mica detto che trattasi di micro krampus; fu un’ipotesi, codesta, solo un’ipotesi.

          1. Nessun riferimento autobiografico, dunque? Meno male, perdona l’ingenuità e mi perdoni il povero Dodo (nome sfortunato anzichennò) e mi perdoni pure l’amica Maya (per non fare permali). E pure il gatto, e anche il Krampus, che non si sa mai. Il Satanasso lo lascio nel suo brodo.

  3. Mi fa strano che tu senta questo campanellino…non sarà per caso un campanaccio…hai letto il mio post per caso?
    Non sarà da allora che….insomma….
    sai i condizinamenti…a volte

  4. se io sentissi un suono del genere, penserei che mi sono sintonizzato su lunghezze d’onda a cui il mio orecchio prima era sordo, penserei di avere scoperto che lo sfarfallio delle ali di un insetto, una falena, ad esempio, non è altro che uno scampanio impercettibile. lo dimostrerebbe l’andare e tornare del suono attraverso le finestre aperte… e forse, una volta raggiunta questa consapevolezza, imparerei anche a vedere qualcosa a cui prima i miei occhi erano ciechi.
    che dici, è possibile?

      1. mmmmmmmm, “falena” è un nome comune, che non identifica una sola specie, difficile dare una risposta precisa (e poi non voglio spacciarmi per entomologo). però ricordo bene il caso di un altro insetto, l’efemera, che vive in media 24 ore. questo pensiero mi ha sempre tolto il fiato. stuzzicherà anche la tua fantasia, ci scommetto

        1. …la lentezza a me esce quando una roba non mi interessa molto. Quando una roba mi interessa divento veloce… e non mi annoio. Non credo però sia una regola universale… ci saran le eccezioni….

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