Il coraggio di dire la verità

Che cosa stai facendo? Sto disegnando vignette.

Da quando? Da quando ho scoperto che è necessario dire la verità al mondo.

Perché è necessario? Perché voglio raccontare il mondo per quello che è, voglio dire la verità e voglio che la gente la conosca. E’ un diritto della gente conoscere la verità.

In che modo intendi farlo? In un modo semplice e divertente, in modo che tutti possano capire. Anche capire le cose più complicate è un diritto della gente.

Ma così, se disegni le vignette li fai ridere, ti prenderanno sotto gamba! Se la gente trova un motivo per ridere ha anche un buon motivo per ragionare sul perché sta ridendo.

Secondo me devi stare attento; la verità è scomoda e dà fastidio… qualcuno potrebbe non divertirsi tanto e fartela pagare. E’ vero, ma se nessuno  racconta la verità, nessuno può conoscerla. Se qualcuno non ride è perché la verità lo riguarda direttamente; probabilmente quello che non ride o è un prepotente o è uno che sta subendo una prepotenza.

Bisogna guardarsi dai prepotenti. Hai ragione. Bisogna difendersi dai prepotenti. Io disegno vignette per permettere alla gente di difendersi dai prepotenti, da quelli che vogliono raccontare balle alla gente per fare i loro comodi senza che la gente se ne accorga. Se non conosci la verità non ti puoi difendere.

Perché non ci si può difendere? Perché i prepotenti contano sull’ignoranza della gente per fare i loro porci comodi a discapito di tutti. Se tu conosci, se sai ragionare sulla verità, allora ti puoi difendere dai porci prepotenti.

Sei volgare. Lo so, lo si diventa un po’ quando si raccontano verità volgari. E la verità spesso è ben peggio che volgare.

E se qualcuno si arrabbia? Vuol dire che ho raccontato bene la verità.

Non so se lo puoi fare; se qualcuno si arrabbia, magari te la fa pagare. Lo devo fare comunque.

Perché lo fai se sai che rischi grosso? Perché è un mio diritto poterlo fare e perché è diritto di tutti conoscere e poter ragionare sulla verità. Te lo immagini un mondo dove nessuno può dire quello che pensa?

No, non riesco a immaginarmelo. Secondo me stai esagerando. Noi viviamo in un mondo civile. L’hai detto tu che sto rischiando grosso…

Sì, l’ho detto… forse hai ragione… hai molto coraggio. Non più di quelli che mi hanno permesso di poter raccontare il mondo disegnando vignette.

E chi sono quelli? Quelli che in passato sono morti per renderci liberi e quelli che oggi leggono le mie vignette ragionando sulla verità. Perché per ragionare sulla verità e agire di conseguenza ci vuole coraggio.

Non lo so se tutti hanno questo coraggio. Allora ci vuole qualcuno che questo coraggio ce l’abbia e che possa regalarlo anche agli altri. I prepotenti non hanno paura del coraggio di uno solo, ma se la fanno sotto di fronte al coraggio di molti.

Ne vorrei un po’ anch’io. Tò, ti regalo questa vignetta, fatti una risata e poi vedi se non ti senti un po’ più forte!

Funziona! E’ questo che fa paura ai prepotenti: in una vignetta, in una risata c’è una forza che nemmeno un kalashnikov!!

Stai scherzando? Come fa una vignetta ad essere più forte di un kalashnikov?! E’ esattamente così, perchè una vignetta una volta creata e fatta leggere alla gente non svanise ma rimane nella testa delle persone e crea nuove idee. E con lei rimane l’idea di libertà e di verità che si porta appresso! Anche dopo la mia morte!

In un certo senso è più forte anche della morte. Sì, una vignetta è più forte anche della morte!

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Il coraggio di dire la verità

32 pensieri su “Il coraggio di dire la verità

  1. Sicuramente non possa inosservata…l’ironia è da persone intelligenti.
    Un popolo ironico è un popolo intelligente che apprezza e riconosce la verità.
    Il popolo intelligente è il popolo che non ha paura, che non si fa abbindolare.

  2. Stile, non avevo letto questo tuo post. Io ne appena pubblicato uno sullo stesso tema. Sono d’accordo con te in generale, peró per me quella di Charlie Hebdo in molti casi non era satira. Io credo che anche la matita possa essere fonte di violenza. Non si tratta di essere volgari o meno, (io sono volgarissimo!eheh) si tratta di sensibilitá culturale. E, per quello che ho visto, nella rivista non ne avevano molta.

    1. Vedi, io penso che il ruolo di chi fa quel lavoro non sia quello di avere sensibilità culturale, ma di dissacrare. E non puoi dissacrare se ti fai troppi scrupoli. Era ed è il loro stile, il loro modo. UNo degli obiettivi è quello di infastidire, di sollevare questioni, di far ragionare con quella spinta graffiante che urta e forse può offendere, ma rinunciarvi significa fare qualcos’altro. La satira è anche questo e per fare questo i limiti non si pongono, altrimenti non sarebbe satira, ma qualche cosa che ha molto a che fare con la buona educazione ed il politicamente corretto e così via. Di questa roba qui ne leggiamo a sufficienza sui giornali, non ce n’è bisogno. C’è bisogno di qualcuno che dica sempre e comunque le più scomode verità e perché si abbia un effetto efficace, queste scomode verità devono venir detto in modo scomodo. Altrimenti sono vignette da settimana enigmistica, non sono satira e si perde il senso di un lavoro di questo tipo.

      1. Sono perfettamente d’accordo con te sul discorso della satira… non deve essere “innocua”… solo che secondo me si bisogna avere quella sensibilitá per capire come evidenziare e mettere alla berlina le veritá scomode…per esempio le famose vignette sul terremoto dell’Aquila di Vauro non erano secondo me offensive perché non prendeva di mira i morti ma chi speculava o gestiva male la faccenda…scrivere “il Corano é una merda”, anche contestualizando il punto, non critica il fondamentalismo, ma critica una religione…e tu sarai pur libero di considerare le religioni un male ma dicendolo in questo modo offendi chi ha un credo…come se in un certo senso la libertá di espessione valesse solo per alcuni…almeno cosí la leggono la faccenda i miei occhietti…

        1. Comprendo il tuo ragionamento e so che molti hanno fatto e stanno facendo questo stesso tuo ragionamento; penso sia normale che ciò avvenga. Tuttavia mi trovo a dire che tu vedi la questione dal punto di vista di una persona probabilmente religiosa, forse credente e io rispetto questo punto di vista. Ma vi sono anche altri punti di vista con le annesse intenzioni ed uno è proprio quello di chi ha disegnato quelle vignette che ti hanno urtato tanto.
          Dopo quello che è accaduto queste vignette sono state divulgate dai media, ma prima che ciò accadesse certo non c’era tutta questa attenzione alla questione e alle vignette nello specifico. Anche se quelle stesse persone che sono morte erano state querelate e processate per il loro lavoro, ma all’epoca nessuno si indignò, nessuno, o molto pochi si schierarono. In tal senso c’è molta ipocrisia in giro oggi, ma non divaghiamo.
          Quel giornale semplicemente se lo comprava chi voleva leggerlo. Era un prodotto editoriale come ce ne sono molti altri in giro.
          Pensa alle riviste porno, per fare un esempio che urta alcune sensibilità; è un prodotto editoriale anche quello e per qualcuno può essere un ottimo prodotto, per altri può essere solo volgare e denigratorio per il ruolo femminile e così via. Eppure le riviste porno sono esposte nelle edicole e hanno un mercato fiorente tanto che nessuno si sognerebbe mai, non solo di andare ad ammazzare chi le pubblica, ma nemmeno di querelare gli editori.
          E’ tollerato, di questo si tratta.
          La religione è un argomento diverso, molto più delicato e che tocca nell’intimo le persone, molto più intimamente del sesso, ma questo è frutto dei cambiamenti culturali degli ultimi decenni e un tempo non era certo così (parlo della concezione del sesso).
          Ma chi è credente non è obbligato a comprare un giornale satirico che produce vignette anti religiose, che sia cattolico, musulmano, buddista o induista, così come nessuno è obbligato a comprare una rivista porno che, tra l’altro, di culturale non produce propriamente molto, a quanto ne so.
          Le vignette sul corano hanno urtato anche me, perché conosco il senso del sacro di chi è mussulmano, ma non per questo mi metto a fare una crociata (sarebbe fuori luogo, ma qualcuno ha pensato bene di fare ben altro come si è visto) contro i vignettisti.
          Se non ti va, non lo compri, esattamente come se non ti va un concerto Metal o dell’Orchestra Casadei non li vai a vedere.
          E non è che per il fatto che un prodotto non ti piace vai a sparare alla redazione che lo produce, ma penso che su questo io e te siamo daccordo.
          Ora, la rivista di satira nello specifico pubblicava vignette anti religiose senza fare distinzione fra una religione e l’altra e infatti “infastidiva” un po’ tutti su questo fronte; eppure nessun cattolico o buddista o induista si è sognato di andare a far fuori i vignettisti con un kalashnikov… su questo esolo su questo dovremmo ragionare, ovvero sui motivi.
          Ed oltre alle vignette sulla religione, che comunque facevano riflettere al di là del dissacratorio, pubblicava e pubblica anche idee e cultura, checché se ne dica; fa pensare ed è fonte di discussione su ciò che accade nel mondo ed è divulgativa perché questo è il suo ruolo e lo fa con gli strumenti che le sono propri.
          La satira per definizione non può avere limiti, questo deve essere compreso.
          E’ senza limiti per definizione, perché altrimenti ci dovrebbe essere qualcuno che questi limiti li definisce; e chi mettiamo a definire i limiti di libertà di pensiero? Gli esponenti delle fazioni mussulmane, o di quelle cattoliche? O i buddisti, o gli induisti o il politico di turno?
          Chi ci mettiamo a creare un protocollo che definisca un limite nell’espressione di satira? Non è semplicmente possibile un ragionamento di questo tipo, perché fare satira significa proprio non porsi limiti, per definizione e a garanzia di una libertà che non può essere discussa, perché se vogliamo continuare a vivere in un mondo libero e crescere come società civili, la libertà di espressione è sacra tanto quanto il senso religioso.
          Le ferite inferte da un estremismo religioso mi sembran ben più gravi di quelle che può produrre una vignetta, tu che dici?
          E mi sa che questo è il punto di vista di quei vignettisti che per tale libertà di cui godiamo tutti, ma che non tutti ci rendiamo conto che va difesa perché palesemente messa in discussione, sono morti.

  3. Guarda siamo praticamente della stessa idea su quasi tutto…io non sono particolarmente credente, nel senso che si potrebbe essere qualcosa di piú, ma poi sinceramente per me le religioni sono dei racconti inventati per rispondere a domande e/o controllare masse…il fatto é piuttosto che professionalmente sono piú vicino al tema della diversitá culturale…e per questo parlavo di sensibilitá…ognuno puó muovere critiche come crede…dico solo che se poi qualcuno si offende non bisogna dire “ah! tu non capisci”..sopratutto se si tocca l’intimo…poi da li ad andare a prendere i kalasnikof é un’altra storia… peró in questi giorni sono apparse immagini di musulmano che si scusano per quello che é successo…come se il problema fosse l’essere musulmani…e non l’essere dei pazzi criminali….é vero pure quello che dici che prima le vignette non avevano avuto risonanza almeno in Italia, peró é pure vero che secondo me che se sei oggetto di una critica la notizia ti arriva, e per cuanto mi dice una mia amica francese il giornale in Francia aveva abbastanza risonanza…ti dico tutto ció non giustifica l’attacco, quello che mi sbalordisce é l’adesione idiologica al giornale.., non so come spiegarlo, ho come la sensazione che la libertá di espessione in questo caso non c’entri molto..non riesco a spiegare nemmeno bene a me stesso perché é una sensazione… trovo molto interessante il paragone che fai con il porno…non so se hai visto il film di Fellini ” le tentazioni del dottor Antonio” (si trova su youtube)…é la storia di uno che esce fuoridi testa perché gli mettono un cartello pubblicitario di fronte casa con una signorina molto provocante…li si fá satira sulla religiositá in maniera forte, ma intelligente secondo me…peró non scende mai nell’offesa…ripeto dire il corano é una merda é come dire tua madre é una prostituta se rivolto a chi effettivamente il corano é la sua guida…solo questo…(o se ti scocci della conversazione, senza problemi..dimmelo..ehehe);)

    1. Lungi da me lo scocciarmi della conversazione! Tutt’altro, mi fa molto piacere discorrere con te e con chiunque ha la voglia e la curiosità di provare a capire insieme che cosa sta succedendo. La satira offende perché non può porsi il probelma se offendere o meno. Non so spiegarlo meglio. Se si ponesse il problema non sarebbe più satira, perché non sarebbe più libera. Accettare la presenza di una voce che riporta una visione del mondo senza filtri é come garantirsi la possibilità di poter dire tutti quanti la nostra, musulmani compresi. E difendere tale libertà è importante perché nessun paese può ritenersi civile se non c’è libertà di espressione. UN paese dove la satira è vincolata da dei dei paletti non è un paese democratico; mi puzza molto più di totalitario. Non so se un occidentale nato e cresciuto in un paese democratico possa ambire ad appoggiare un sistema totalitario; sinceramente spero di no. Personalmente farei di tutto perché questo non accadesse, civilmente, ma di certo non starei a farmi domande se è cosa giusta o meno. Quello che abbiamo conquistato va preservato con i mezzi civili che abbiamo. Le vignette è uno di questi mezzi civili, quindi io direi: usiamole e poniamo loro la dovuta attenzione.
      Conosco il film di Fellini e lo amo proprio perché sostiene il medesimo principio che cerco di sostenere qui. Anche Fellini all’epoca venne censurato con un film che aveva fatto in precedenza, ma lui intelligentemente rispose alla censura con Le tentazioni del Signor Antonio. E a parer mio ha detto tutto quello che c’era da dire, in modo civile ed efficace. Se poi a qualcuno ha dato fastidio, pazienza. Come vedi la differenza sta nei modi in cui si portano avanti delle idee. La violenza non è un modo accettabile, non più.

  4. Stile, si assolutamente la libertá di far satira va protetta…ed é giusto indignarsi, oltre per gli omicidi in sé, anche per il fatto che sia stato fatto per far tacere con le armi chi manifestava dissenso…su questo sono d’accordo…ci ho pensato parecchio questo pomeriggio…e anch’io scenderei in piazza (scenderó se organizzano qualcosa nella cittá in cui vivo) come manifestazione contro la violenza e l’estremismo…senza dubbio peró dopo averci riflettuto credo che comunque l’intelligenza e un certa sensibitá nel fare satira siano necessari…altrimenti si entra in un estremismo idiologico di difesa a prescindere del “vignettista” che puó dire quello che vuole difeso dallo scudo della libertá d’espressione…é in questo si riconosco a chi fa satira la responsabilitá di scegliere attentamente toni e modi prima di far pubblicare un qualcosa…e non per paura di reazioni violente (questa sarebbe la fine della libertá d’espressione che tanto ha costato nel corso della storia) ma solo per rispettare la libertá di quelle poersone che indirettamente sarebbero ferite da quella satira…non si tratta di autocensura, si tratta solo di ponderare destinati, mezzi e toni… é una cosa che facciamo ogni giorno tutti quello di ponderare le nostre azioni ( io se no manderei a quel paese anche il mio riflesso allo specchio..ehehe) comunque…mi chiedevo mentre ero bus cosa io avrei pensato se avessi visto le vignette che ho citato e anche altre prima della strage….credo mi sarei incazzato molto e avrei visto il giornale come qualcosa di squallido…non avrebbe stimolato nessun sorriso amaro e nessuna riflessione…il mio discorso, anche se forse non é il momento piú adatto, va al di la della situazione attuale…é riflessione che faccio adesso, perché questa é stata la triste molla che la ha fatte scattare…

    1. Chiedo scusa, in quanto cosciente di intrufolarmi, non invitato-intruso, e doppiamente colpevole in quanto non avendo seguito l’intero sviluppo, mi limito a quest’ultimo commento capitatomi sott’occhio. Intendo quest’ultimo di sietetuttipazzi. Ebbene, svolge esattamente il mio pensiero, anch’io ho riflettuto e non poco sull’episodio di Parigi, e sono arrivato alle stesse conclusioni. Sietetuttipazzi le ha espresse chiare e articolate. In ogni sfumatura. Volevo dirglielo. Tutto qui.

        1. Innanzitutto, mi complimento con te, Stile, e il tuo interlocutore per la civiltà e l’analisi e per le rispettive logiche, riscontri rari on-line, dove la scorciatoia all’insulto e l’arroganza sembrano la regola.
          Rispondo al tuo invito, perchè mi sentirei altrimenti maleducato e scortese. Anche se in effetti, ho poco da aggiungere a quanto sietetuttipazzi ha largamente esposto. [A parte, che nel frattempo, l’episodio sta subendo interpretazioni e degenerazioni ad opera dei vari esponenti politici che subito se ne sono impossessati per giocarselo a man bassa, e questo contribuisce a saturarmi e, perchè no?, a nausearmi, viste le semplificazioni e i travisamenti e le palesi speculazioni e giri di gabbana.]
          Posso solo ribadire che gli assassini e quel genere poi di assassini va non solo fermato ma stroncato e del tutto eliminato.
          E inoltre non posso che ribadire che la libertà d’espressione è sacra, e quindi anche la satira, ma 1) dev’essere legittima e non motivo di offesa o ingiuria peggio se gratuita 2) codici a parte, e indipendentemente dal fatto di Parigi, la satira dev’essere invenzione e avere una sua estetica. Non decadere in spirito da caserma, come si diceva un tempo.
          Guareschi, in un’epoca tesa, da guerra civile, lui era monarchico (sic!) ma aveva del talento: ed è riuscito a prendere in giro sia i comunisti duri e puri che i clerical-democristiani imperanti. Con l’invenzione del Cristo parlante. Splendida. Senza però offendere la religiosità allora poi bigotta e chiusa del tempo. Questione di stile!
          Io non posso andare sulla filovia 90/91 qui di Milano, dove i negri abbondano, e sbeffeggiarli, investirli sghignazzando al grido di: «Cannibali» o «Scimmioni, avete la faccia dei vostri urangotanghi». In nome della libertà di espressione.
          E non è una giustificazione se praticassi l’equivalente con una matita e delle vignette.
          Le vignette che ho visto in cui si dice che il Coran est de merde! ma anche quelle dedicate alla Trinità cattolica con una tripla inculata a chiappe al vento, offendono perfino me, laico. Ripeto: laico. Offendono se non altro il mio buon gusto. (In altro campo, la statua del dito medio del super-celebrato Cattelan, esposta con il beneplacito delle Autorità, nella centrale Piazza degli Affari, cos’è? Devo considerarla Arte, A maiuscola? La volgarità più facile è libertà d’espressione? Non pretendo che tutti siano degli Oscar Wilde, era un genio, e i geni non si trovano dietro l’angolo.
          Ma la mia adesione e comprensione va a chi almeno si sforza e si pone un Oscar Wilde come obiettivo.
          Democrazia dovrebbe essere elevazione non abbassamento del livello ad assimilazione del peggio. Dove satira, umorismo e comicità vengono affidati alle parti basse di questo povero effimero corpo umano.

          Ringrazio per la gentile ospitalità e vi rinnovo la mia stima.

          1. Le scorciatoie dell’insulto e dell’arroganza sono noiose e fastidiose, Guido, e qui non hanno motivo di essere; Sietetuttipazzi, poi, è un Signore! 🙂
            I vari esponenti politici che si sono impossessati della questione per fini bassi e squallidi, ovvero per raggiungere un mero consenso politico attraverso esternazioni populiste non mi toccano, o meglio mi schifano appena, poco, poco… ma preferisco ignorarli.
            Guido, tu mi elenchi una serie di regole alle quali dovrebbe sottostare la satira; ma per definizione la satira non ha regole, altrimenti non sarebbe satira. Il buon gusto? Condivido; le vignette che sono oggetto di discussione hanno urtato anche me in tal senso, ma le ho apprezzate per altri motivi e l’ho già detto, ma se tutto questo non fosse accaduto, nessuno di chi non apprezza quel tipo di giornale a causa di una certa sensibilità al cattivo gusto, sarebbe stato obbligato a leggerle. Noi esprimiamo un parere personale e questo è legittimo, ma lo facciamo civilmente, così come è legittimo pubblicare vignette che qualcuno come te, come me e come molti altri, ma certo non tutti visto che il giornale vende e vendeva, potrebbero venire giudicate offensive e di cattivo gusto. Il fine di quelle vignette non è quello di sbeffeggiare senza motivo secondo l’esempio che riporti in merito alla filovia 90/91, ma quello di far riflettere sulle dinamiche di fatti terribili che stanno avvenendo in tutto il mondo in nome delle religioni. Il fine è quello di far prendere coscienza, di incentivare all’approfondimento, di fare in modo che se ne parli e che si cerchi di capire perché tutto questo orrore abbia finalmente fine. La satira smuove pensiero ed è efficace quanto più è dissacratoria e graffiante, magari anche se di cattivo gusto. Non ci si dovrebbe fermare a questo, al buono o cattivo gusto, ma al messaggio intrinseco che ogni vignetta racchiude. Saper andare oltre al fastidio del primo momento è fondamentale e noi italiani siamo forse poco allenati a questo, perché la satira nel nostro paese è piuttosto rara. Chiediamoci perché è così invece di indignarci e offenderci per qualche cosa che fa solo il suo dovere nel modo che gli è proprio. La satira non è letteratura d’altri tempi, non ha lo scopo di diventarlo. Racconta il mondo così com’è, ferendo, forse, indisponendo sicuramente, mettendo in discussione. La satira deve essere questo.
            PS Guareschi a me piace un sacco! E non mi preoccupa minimamente il fatto che fosse monarchico. 🙂

            1. Il tuo post è inappuntabile. Esauriente. In sintesi, mentre ci accomuna il tuo e mio disagio, tu dici che dato il messaggio che la satira contiene, il disagio va superato. Però quello che io temo, che mentre tu hai un cervello per filtrare, gli psicopatici maneggiati da menti perfide di là, trovino altrettanti pazzi di qua tra noi. Dando inizio a una gara di vendette e contro-vendette. Al dettaglio, locali. Mentre a decidere sarà il grande circo internazionale della grande politica. Più ti sto scrivendo e più mi rendo conto che la strage al giornale non era in quanto a quel giornale, ma a un simbolo, un simbolo facile. Avrebbe potuto essere un qualsiasi altro obiettivo purchè avesse valore mediatico di propaganda.
              Qualcuno fra gli esperti della materia, asserisce che si combatte in realtà una guerra tra entità arabe diverse (sciiti, sunniti e wahabiti) in una strategia quindi al potere tra fazioni e in un teatro globale. Che coinvolge l’Europa e gli USA, ma anche Russia (Vedi Cecenia e Repubbliche confinanti) e Cina. E pure l’Arabia Saudita dai giochi equivoci con i suoi finanziamenti a gruppi che ora ha ragione di temere.
              In questo quadro, le nostre discettazioni, pur senza sminuirne l’importanza (servono se non altro a un ripasso repubblicano e costituzionale e presa di coscienza) – annegano nell’ampiezza della scacchiera dove è lì che si deciderà al lato pratico.
              Ancora una volta, non sono i titoloni dei giornali o dei TG a informarci veramente, troppo in cerca della spettacolarità, ma saranno le noterelle e i tra-le-righe che sapremo leggere e decifrare.
              PS: mi viene in mente il nostro dopo-guerra, quando occupati dalle forze alleate, persistevano nuclei clandestini rossi con i mitra oliati nascosti sottoterra, in attesa dell’ora X per fare la rivoluzione. Tra vendette, cadaveri rinvenuti nei fossi, vedi il famoso Triangolo della Morte in Emilia. Ma i cosiddetti Grandi avevano già deciso la spartizione dell’Europa tra Occidente e URSS. E, nonostante la scaramucce, tra Americani e Mosca, vedi Berlino e il Muro ecc. e poi la rivoluzione ungherese, Cuba ecc. – nessuno dei due fronti ha invaso l’altro. I Califfati vari, quel giorno che i Grandi d’oggi si accordassero (finalmente), ho ragione di pensare che ne uscirebbero ridimensionati.
              Serena notte, con simpatia e stima invariate 🙂

              1. Anche la tua anilisi è impeccabile e condivido il tuo timore legato alla presenza di cellule bacate presenti vicinissimo a noi. Condivido anche sul fatto che è vero, l’informazione che ci viene propinata è tronca, inquinata, intrisa di sensazionalismo che la rende mediocre e manipolata, tanto che mi schifa ascoltare un qualunque notiziario ufficiale. Ci rimane la Rete e chi attraverso la Rete si spende per passare informazioni attendibili e pulite. Ma non è facile arrivarvi, non sempre; ci vuole pazienza e attenzione e non tutti sono disposti o possono tanto, purtroppo. Per questo è importante condividere, dire, discutere e ragionare. Le idee circolano in questo modo, tutte, buone e cattive; sta a noi imparare a filtrare. Più ne sappiamo e più siamo in grado di filtrare. Io ne so poco, mai abbastanza, ma mi faccio aiutare da chi ne sa di più e mi pare doveroso non fermarmi all’inutile e dannosa pappa pronta che ci propinano. Le dinamiche in termini globali sono complesse, ma ciò che dici è effettivamente tutto materiale sul quale ragionare. E sarebbe anche il caso di chiedersi come siamo arrivati a tutto questo, prima di scagliarci e dare la colpa di tutto a chi è stato costretto a lasciare il proprio paese per cercare un luogo vivibile dove stare. Ti ringrazio per la tua presenza, Guido. La stima è, non serve dirlo, ma mi piace dirlo, assolutamente ricambiata. 🙂

          2. Oh Guido, io non avevo visto che avevi risposto “quassú”…sono in grandissima linea d’accordo con te e non vale la pena ripetermi…solo una cosa…io Guareschi non so chi sia..hahahah adesso recupero! un saluto! 🙂

    2. Ho compreso il tuo pensiero, il tuo punto di vista, Sietetuttipazzi. Ma mi viene da chiederti se, oltre a indignarti e a catalogare come offensive quelle vignette, ti sei chiesto che cosa può spingere un vignettista a creare vignette di quel tipo? E se te lo sei chiesto e ti sei dato una risposta vorrei che me lo spiegassi, mi piacerebbe che ti chiedessi perché quei vignettisti usano quel tono, quel modo di fare il loro lavoro e non un altro, più leggero, meno graffiante e dissacratorio, ovvero meno squallido, come tu dici. Di solito i singoli sono frutto di un percorso di vita, di esperienze che hanno formato il loro modo di essere, di percorsi che li hanno portati ad avere una coscienza sociale e non più o meno definite. Da quel che mi dici tu senti di essere molto lontano dal modo di porsi di quelle persone, tu sei diverso da loro e in quanto tale condanni il loro modo di esternare il loro pensiero. E’ così? E poi mi viene da chiederti, se vuoi dirmelo, da dove ti viene tutto questo fastidio, che cosa ti avrebbe fatto incazzare in particolare di quelle vignette e perché? Perché io ho provato a dirti perché personalmente non mi hanno infastidito poi tanto, anche se non so se sono riuscita a dire tutto fino in fondo. Ti faccio queste domande perché mi interessa questo confronto, perché è una scissione che ho visto un po’ ovunque quella che caratterizza la mia e la tua presa di posizione. Magari riusciamo a capire da dove viene in maniera chiara, tutta questa divergenza d’opinione. E’ un invito, ma puoi declinarlo, ovviamente.

  5. Como ti dicevo sopra viene dal fatto che per lavoro mi trovo a contatto con gente che in vari paesi rappresenta ed é considerata minoranza, solo alcuni esempi, Rom in Italia, indigeni in varie parti del Sud America….se parliamo di quest’ultimi e andiamo indietro nel tempo si vede che una delle tecniche di conquista, oltre alla violenza, é stato creare uno stigma (come dicevo giá nel post pubblicato) nei confronti delle popolazioni. Si ridicolizzava la cultura, il modo di essere e di vestirsi…ovviamente la religione (cattolica) ha avuto un ruolo importante nel provocare un cambio culturale e nel rappresentare ( per mezzo dei missionari) un mezzo per rafforzare la conquista armata e sociale. Anche adesso, anche se il tema dell’indentitá culturale ha preso piú piede, si usano tecniche simili…se si vuole screditare un leader indigeno che parla in un’occasione pubblica non si controbbatte al contenuto ma lo si ridicolizza per esempio per come é vestito…ora quello cheho detto nulla ha che fare con la satira…peró ´un argomento per il fatto che dicevo dell’importanza della sensibilitá culturale…esempio….se io passo con mio figlio davanti ad un edicola e mio figlio legge ” il corano é una merda”… é probabiile che se a scuola ha un compagno musulmano gli vada a dire che il corano é una merda…ora non dico che una sola vignetta possa provocare tutto ció…ma un clima di derisione continuo puó provocare un senso di superioritá o ti porta a scherzare a cuor leggero su temiseri…io sono cresciuto a Lecce negli anni 90 durante l’arrivo di migliaia di albanesi e da piccolo per insultare qualcuno gli davo dell’albanese…poi quando ho capito l’assurditá della cosa mi sono vergognato parecchio… Non so se é chiaro adesso il perché della mia posizione, poi altri potrebbero avere altre ragioni…passando ad altro, credo che se uno fa satira lo fa per far risaltare drammi, assurditá e malaffare con l’uso potente dello sberleffo…e per questo io amo questo strumento, perché molte volte ti mette di fronte alla realtá in maniera cruda, reale piú di quanto fanno colonne e colonne di opinionisti…peró io davvero non riesco a capire in molte delle vignette che ho visto (nn solo quelle sulle religioni) cosa o chi vogliano sbeffeggiare…forse é un limite mio..per dirla in breve, credo si la satira debba graffiare ma non credo che solo perché tu fai satira sia autorizzato a non seguire la logica che guida l’essere umano di ponderare le azioni… se non usi un minimo di “giudizio” non fai satira, sei solo arrogante…forse é questo il riassunto del mio pensiero…non so seho risposto chiaramente alle tue domande

    1. Sì, credo tu abbia risposto. Tu hai preso l’esempio della vignetta del coarano perchè quello che è successo è una conseguenza di quel tipo di vignette rivolte alla religione mussulmana, però loro, i vignettisti di Parigi, hanno fatto vignette molto simili, e forse anche più pesanti, anche nei confronti della religione cattolica (tu ne hai proposta una nel tuo blog, se non sbaglio) e nei confronti della religione in genere, eppure non ti è venuto da fare l’esempio di tuo figlio che passa davanti all’edicola e impara a prendere in giro il padreterno. Non ti sei posto il problema che gli offesi, oltre ai mussulmani potrebbero essere stati anche molti altri. Perché? Perché i cattolici sono più tolleranti dei mussulmani, forse? O per quale altro motivo? Forse perché non vuoi rischiare un’ esternazione di una sorta di pregiudizio che invece non ti appartiene? Ma qui, Sietetuttipazzi, non è in discussione la volontà occidentale di integrazione con il mondo arabo; a tutti fa comodo l’integrazione e per tutti è la strada da seguire. Però è in discussione la difesa dei principi di libertà che ci siamo conquistati in anni di lotte sanguinarie tendendo a una civiltà che in occidente prima non c’era, anche se non ce lo ricordiamo.
      E poi mi viene da dire che ridicolizzare il potere quando questo prevarica è vero che è un’arma potente per sminuirlo, per renderlo meno spaventoso. E dove sta il problema?! Perché non dovremmo usare tutti i mezzi civili che abbiamo a disposizione per difenderci dalle prevaricazioni e dalle manipolazioni di qualsiasi genere queste siano? Per quale motivo non dovremmo farlo visto che è un diritto di tutti noi?! Pensa alle vignette che si fecero durante l’epoca nazista; ridere dei poteri forti equivale a smunuirli, a volte addirittura a sgretolarli. Il nazismo per molti tedeschi era una religione, forse più di una religione. Tu ti saresti fatto tanti scrupoli se ti fossi trovato nel 1933, o meglio nel 1945 leggendo vignette anti-naziste? E le vignette anti-semite che il nazismo ha pubblicato per ridicolizzare il popolo ebreo agli occhi di una Germania già manipolabile, tu le paragoneresti alle vignette anti-religiose, assolutamente democratiche (visto che non prendevano di mira nessuno in particolare, ma tutti in generale) seppure pesanti che disegnavano quegli uomini che sono morti a Parigi? La differenza sta qui: lo spirito democratico che noi tutti dobbiamo preservare in quanto paesi che intendono tendere alla civiltà è preso di mira dalla distorsione della realtà; e questa distorsine è perpetrata in nome di un dio da un gruppo sempre più espanso di deficienti. Io non ho parole di giustificazione per tutto questo, nemmeno velata, a prescindere da quanto quelle vignette potevano essere dissacranti e offensive.

      1. Scusa se rispondo solo ora, peró in questi giorno sono successe un pó di cose (belle) che hanno cambiato le mie carte in tavola! ehhe cerco di risponderti per punti perché sono molte gli spunti che hai dato: 1) ho preso come principale riferimento la vignetta sul corano perché in questo momento é pi´callzante, peró , come ho detto nel mio blog, la religione (qualsiasi), estrapolata dal contesto di mezzo di potere, é qualcosa molto intima, quindi attaccare e ridicolizzare il potere religioso per me é “salutare” perché favorisce la riflessione, attaccare la religione per attaccare il potere religioso o perché per te le religioni (tutte) sono il male assoluto é un’altra storia perché attacchi l’intimitá della gente…e chi ha la possibilitá di esprimere tramite media di comunizione di massa, deve valutare questo…per dire, io che fatto per vedere il mio Dio, profeta o chicchesia ridicolizzato…poi uno é liberaro di farlo, l’altro di incazzarsi e criticare…questo ho cercato di spiegare sopra, forse nn essendo molto chiaro. 2) Sul dscorso del deriridere come arma per sminuirlo, non sono completamente d’accordo…bisogna deriderlo per evidenziarne contraddizioni, malaffare e compagnia bello, peró io vedo in questo una contraindicazione che in un certo senso si rende famoso l’oggetto di “burla”…per farti un esempio, Razzi senza Crozza ce lo saremmo giá scordato da tempo…fortunatamente non ce lo siamo dimenticato e ogni venerdi crozza ci ricorda quanto é squallido come personaggio…peró Razzi grazie a questo a continuato a essere visibile, ad essere presente sempre e inevitabilmente a guadagnarci…per esempio lo stesso Crozza ha riconosciuto questo…e secondo me fa bene a continuare a farlo…3) il punto delle vignette antidemocratiche: il fatto é che per me le vignette che offendono indistinamente un gruppo di persone in funzione di una semplice scelta o condizione personale (religiosa in questo caso, ma va inteso in senso lato) non sono democratiche…se apparissero delle vignette che ridicolizzano i gay per il semplice fatto di essere gay tu cosa penseresti? Io penserei che sarebbe rivoltante…se uscisessero delle vignette che ricolidizzerebbero una ipotetica elite gay che cerca di controllare una determitata azione cosa penseresti? Se l’ogetto della satira é lessere elite va bene, se é l’essere gay sarebbe ugualmente rivoltante come la prima…e non democratica…non necessariamente tutto quello che viene fatto in un paese democratico, deve essere necessariamente democratico…

  6. e poi per riririricitare la famosa vignetta…(non lo faccio piú poi promesso) la vignetta del corano é una merda..era un modo per evidenziare che il fondamentalismo uccide anche i musulmani (credo dopo un attacco in Egitto nel caso specifico, manon sono sicuro)…sempre che io l’abbia interpretata bene…quindi mi chiedo era veramente necessario usare quella frase…il messaggio é arrivato davvero? o si sarebbe potuto trovare un modo migliore piú efficace e “sensibile” ma ugualmente graffiante? a questo tipo si ponderazione faccio riferimento…;)

    1. Sietetuttipazzi, quella vignetta ha detto la Verità; i morti che ci saranno e ci sono stati fra i mussulmani moderati, che sono la maggior parte e che mai e poi mai vorrebbero vedersi messi al muro per i fatti degli ultimi giorni, (e io spero con tutto il cuore che ciò non avvenga) sono in tale situazione perché qualcuno applica alla lettera e interpreta a modo suo le sure di un libro. Un libro, capisci? Che per chi ci crede è sacro, ovviamente, ma questo è il punto di vista di chi ci crede, non di chi esterna il suo pensiero libero, com’è suo diritto fare, dicendo una verità che è sotto gli occhi di tutti. Si può anche non dirlo, si può anche dirlo in altro modo, ma su questo ti rimando al mio primo commento sul ruolo della satira. La satira prende di mira i simboli perchè i simboli sono il sunto di un’intera ideologia o di un intero credo. Certo il vignettista ha usato parole pesanti, e ti ho già detto che hanno urtato anche me, ma non dirmi che l’immagine non è una trasposizione reale di ciò che sta accadendo. Certo il libro in sè io non l’avrei mai messo di mezzo, visto che è sacro per i mussulmani, ma ciò che questi imbecilli hanno proddotto e producono, beh, è ben peggio che merda. Ma adesso dimmi: in nome di che cosa stanno seminando morte e terrore questi imbecilli?

    2. Sietetuttipazzi! 🙂 Che ti è successo di così meraviglioso? Ok, ok, non dirlo, mi basta sapere che ti è successo! Venendo a noi: la religione penso anch’io che è una questione intima, personale e va benissimo, perché aiuta a pensarsi, a meditare su se stessi, sul mondo… ma che centra tutto questo con il potere, scusa? O centra?! E se centra, perché centra? La religione, per me, è una cosa ed il potere è n’altra cosa. Specie il potere politico. Invece tu parli di potere religioso come fosse una roba scontata che esista. Per me non è scontato e personalmente trovo che il potere inquini la base fondante di un credo religioso, ovvero la spiritualità di una persona. La religione in quanto tale DEVE essere estrapolata dal senso di potere, altrimenti non è più religione, è politica, è interesse economico e di conseguenza è manipolazione della spiritualità. Non mi piace.
      Per mia ignoranza non conosco questo personaggio che citi; non conosco Razzi e da quello che mi dici non mi perdo nulla, quindi forse perdo invece un po’ il senso del tuo esempio. Però so chi è Crozza; conosco l’impatto culturale ed emotivo che i media possono avere sulle menti delle persone. Quando questo impatto soverchia la capacità del singolo di ragionare autonomamente, anziché aiutarlo in tale processo, creando invece stimoli produttivi, beh… allora si ha una manipolazione (ancora) e anche questo non mi piace. “Come se” tutti smettessero di fare un po’ di fatica ragionando per i fatti loro sui fatti della vita, religione compresa, affidandosi invece a comodi luoghi comuni, frasi fatte, idee preconfezionate. E che cosa sono i dogmi religiosi se non idee preconfezionate alle quali, tra l’altro, sembra impossibile non attenersi per una persona che vuole essere religiosa, Sietetuttipazzi? E se è così, non è che pure questi sono un modo per manipolare il modo di ragionare delle persone? E sempre se è così, perché chi non vuole essere manipolato e vuole la libertà di ragionare diffusa in tutte le menti delle persone libere (perché viviamo fino a prova contraria in un sistema democratico), e perchè esse siano libere di decidere di se stesse e della propria esistenza, mi chiedo, perché questo qualcuno non può mettere in discussione queste idee preconfezionate, o dogmi, o come tu vuoi chiamarle? Per una questione di sensibilità e di rispetto? Ma secondo te, manipolare gentilmente e con una certa ipocrita sensibilità la mente delle persone è meno aberrante solo perchè è fatto con gentilezza e sensibilità? A parer mio, forse perchè preferisco chi è schietto e sincero e per nulla ipocrita al mellufluo atteggiarsi di certi precettori di anime confuse dal rincoglionimento mediatico, preferisco il diretto, sincero e dissacrante effetto che una vignetta può avere sul risveglio delle menti e delle coscienze della gente. Anche se questo prendere coscienza è fastidioso e offensivo della sensibilità delle anime belle che per i motivi di cui sopra non si rendono conto che possono vivere anche senza farsi mettere paletti da dogmi o manipolatori interessati. Chi fa satira è al servizio della società; non lo fa per arrecare offese fini a se stesse; lo fa per far ragionare la gente su ciò che gli sta accadendo, anche se questo doversi mettere a ragionare è scomodo e difficile e qualcuno non lo accetta, fino al punto di impugnare un fucile ed eliminare fisicamente la fonte. La ragione ha la precedenza, sempre, anche sui dogmi religiosi, proprio per evitare che si arrivi a questo. E se qualcuno muore per questo non è perché è stato offensivo, ma perché c’è una moltitudine di persone che non è capace di usare il cervello, ma che è capacissima di sentirsi profondamente offesa e ferita nella propria sensibilità… e magari riesce a dire pure che “quello se l’è cercata”, alla faccia della sensibilità.
      In merito ai gay, Sietetuttipazzi, permettimi, ma l’esempio non calza. Essere gay non è frutto di una scelta: o lo sei o non lo sei, di conseguenza chi ridicolizza un gay è uno che ha dei pregiudizi, chi ridicolizza un dogma religioso è uno che vuole che la gente pensi liberamente, senza dogmi. Se tu sei mussulmano è perché hai scelto di esserlo e scegli di seguire delle regole e a condurre un’esistenza improntata su dei dettami che esulano dalla tua volontà, perché sono dogmi, sono precetti che nel caso specifico, permettimi, essendo un po’ fuori tempo, se non attualizzate come fanno molti mussulmani intelligenti, rischiano di portare a degli estremismi ed ai risultati che abbiamo tutti sotto gli occhi. Lo stesso vale per uno che decide se essere cattolico o buddista o induista e via dicendo… Ora, vuoi dirmi come fai a mettere a confronto le due cose come fossero sullo stesso piano? UN gay non sceglie di essere tale. Un individuo che opta per una religione anzichè per un’altra o per nessuna, sì; presumo ci ragioni, presumo ci pensi, presumo si chieda perché lo fa e di conseguenza decide di sottostare alle regole che tale scelta impone. E’ come se tu mi dicessi che essere di razza bianca non può essere messo in discussione; è ovvio che è così, perché il colore della pelle è solo una caratteristica fisica, non è una scelta.

      1. Ciao stile, come giá abitudine ti rispondo con un pó di ritardo. Ti dico sui discorsi in generale, il ragionare “in teoria” sono d’accordo come sempre con te…solo che sull’applicazione pratica io sono un pó piú relativista…riconosco che questo relativizzare il tutto non sempre é un bene, peró cosí mi ha dipinto mamma mia! ahaha…solo due cosette volevo precisare in funzione della tua ultima risposta…io parlo di “potere religioso” sparandolo dalla religione…la religione, per me, come ho gia detto é qualcosa di intimo ( poi dopo torno su sto punto)…quando parlo di religione mi riferisco alle “strutture religiose”…Tutto il sistema secolarizzato di “gestione” della religione…tutte le persone che con la religione ci “lavorano” sono dei centri di potere…alcuni usano quel potere bene altri no…credo dire cose abbastanza banali…per questo io dico ridicolizzare questi centri di potere…non lo vedo denigratorio, ridicolizzare la religione si…(poi qualcuno puó trovare denigratorio anche la prima ipotesi, ma per me no)…relazionato a questo c’e tutto il tema dei dogma e delle veritá preconfezionate che tu hai esposto…ok, sono d’accordo, peró se tu ci pensi…molte delle cose che noi diamo per buone delle civiltá democratiche posso essere accomunate a quesi dogmi prefeconfezionati…per esempio, i diritti umani possono essere uno di quei casi…i diritti umani non sono altre che costruzioni che si sono sviluppate soprattutto dopo la II guerra mondiale…bene noi ( io, anche!!!) li vediamo come una meta e un mezzo per una vita civile, peró ci sono teorie valide che li questionano, e che addirittura li cosiderano nocivi…e poi anche nell’esercizio dei diritti umani esistono delle strutture e dei centri di potere che li usano per secondi fini..dico questo per ribadire il concetto che tutto (in qualsiasi ambito) deve essere filtrato e analizzato con il buon senso…alla fine, poi, se ci pensi io posso pensare che uccidere sia sbagliato perché vado all’inferno o perché ledo il diritto di un altro…entrambe sono risposte “valide” e entrambe sono preconfezionate, lo sono nel senso che sono il frutto di secoli secoli di menti che le hanno pensate e strutturate nei loro rispettivi campi di appartenenza…sul discorso dei gay, sapevo di poter essere frainteso, ho fatto l’esempio riferendomi alla sfera di intimitá della persona e per ampliare il discorso….nel comento mi sembra di aver detto che per me la satira non era satira se attacava la sfera delle scelte e delle condizione dell’essere umano…con codizione mi riferivo proprio a tutto quello che non é scelta consapevole ma condizione innata o acquisita, ho fatto l’esempio dei gay mapoteva essere avere i capelli rossi, tre braccia, una malattia o l’essere alto un metro e settanta…eheheh l’esempio sui gay é quello che mi é uscito! ahaha peró io credo che se uno fa una scelta di vita, deve essere rispettata e protetta al pari di qualsisi condizione “naturale” che questo stesso individuo ha…non credo che solo perché la religione costituisce il frutto di una scelta debba essere piú suscettibile di essere oggetto di satira…é ovviamente qualsiasi cosa che comporti una scelta…ti cambio l’esempio…se faccio una vignetta dicendo che tutti i vegani o gli amanti del cibo biologico sono egli idioti, li offendo…se faccio una vignetta risaltando che tutta la filiera di produzione e vendita dei cibi per vegani e cibi biologici ci marcia e vende le cose al triplo del prezzo reale, no credo di offendere i vegani ma di risaltare una situazione che ( secondo me) é assurda….magari adesso ti sembra piú appropriato l’esempio…ahahah un abbraccio!

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