Eroina…

Sapevi di non saperne abbastanza… e hai portato il ridicolo nel tuo spettacolo quotidiano. Lo hai fatto per coprire il soverchiante senso d’ignoranza con un telo di puzzo rancido; l’odore della liberazione, dell’osceno, della follia.

Ti sei messa il belletto e la parrucca, hai detto che volevi danzare e hai mosso sgraziata le braccia, contorto il collo come fanno i tacchini nell’agonia e trascinato le zavorre che ti sei legata ai piedi quel giorno che ti volevi buttare dal parapetto.

Eri spettacolare, magnifica e orribile!

Eri al primo piano, mica ci voleva molto a capire che volevi solo scorticarti i gomiti, per poi farti toccare da quelle dita che potevano benissimo starsene aggrappate al sigaro di sempre.

E comunque ci hai messo parecchio a morire; esattamente gli anni che ti separano dall’adesso alla tua nascita, ma alla fine ce l’hai fatta!

Sei esplosa; pulviscolo catramoso di soffocante patetismo!

Hai voluto chiudere le porte che emanavano olezzi familiari e ti sei resa famosa fra le fila degli inutili e dei reietti.

E’ la tua condizione, questa, la tua salvezza, l’inno che ti eleva fra le coltri di naftalina e le pieghe d’amido irrigidito.

Ti hanno ripiegata fra i colletti resi duri e spastici dall’erezione di orbite gonfie.

Ma pensa! Se tu non fossi mai stata niente, non avresti mai potuto divenire nulla!

Hai vinto, alla fine. Sei un’eroina, solo che nessuno lo sa. Nessuno lo potrà mai sapere.

P.S. mi rivolgo a chi partendo dal titolo si aspettava che mi uscisse qualche cosa che facesse riferimento agli effetti di droghe più o meno pesanti; che costui o costoro si rendano conto: è così che funziona… l’illusione e la delusione sono sempre in agguato.

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Eroina…

38 pensieri su “Eroina…

                1. il tempo è un’illusione. Non esiste. Al di là delle dottrine quantistiche, personalmente ne sono convinta fin da quando lo perdevo a tutti i costi, per trovare altro. E quei tempi non sono mai passati… appunto.

                    1. l’abbandono non è contemplato fra le prerogative che mi son proprie; propendo al godermi il godibile, cercando il modo che più mi somiglia, di volta in volta, perché sono un essere mutevole, come lo siamo tutti. Aspettare presuppone un prima e un dopo e questo presuppone una visione in termini di tempo. Non ho una visione in termini di tempo. Provo a sentire se e quanto posso essere viva.

                    2. certamente il vivere alla giornata giova all’essere
                      primo perchè non logora e poi perchè ci godiamo del momento senza farci le cosidette seghe mentali per il dopo……
                      ed io lo approvo
                      vivere il giorno e non sapere ,e non voler sapere cosa ci sara’ domani

                    3. In realtà a me piace sapere che cosa c’è da sapere. E mi piace cercare. Ho questo difetto. Del domani non ne so nulla e se devo dirla tutta proprio per questo mi sta più simpatico del ieri, del mio ieri, del quale invece so anche troppo… e quello che del mio ieri non so e dovrei sapere, posso cercarlo anche nel domani. Ma in realtà mi interessa davvero altro, e non so bene che cosa sia. Però so che mi dà maggiori soddisfazioni, in tutti i sensi… per questo il tempo è molto meno interessante del vivere.

                    4. sì… penso sia così. Anche perché il più delle volte sono sforzi vani. E in fin dei conti l’imprevedibile ha un gusto suo che somiglia molto al gusto della vita.

                    5. Uèh, Marcello! Ma che andiamo avanti a grazie, ma prego, ma grazie, ma figuraTi, ci mancherebbe, prima tu, no,no, prima tu, per carità??! 😀 No, perché se giochiamo ai convenevoli, Marcello, sappi che hai partita persa! Ho anni di esperienza di formalismi alle spalle, sappilo! 😀 seppure, ovviamente, non ragiono in termini di tempo. Vedasi sopra. 😀

  1. Non vivere in funzione del tempo , mi sembra gia’ un ottimo modo per evitare illusioni.
    Per il resto , amo cercare..sono curiosa e molto mutevole e questo mi salva..forse..non so da cosa esattamente ma ho la sensazione che mi salvi.

    1. Il tempo è un limite costruito. Se ci si pensa toglie la consapevolezza di una nostra dimensione illimitata. Credo che ti salvi dal nulla di un’esistenza in attesa del nulla. Non mi pare poca cosa, Egle.

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