La pazienza dell’accondiscendente e lo smembramento sinaptico forzato

Accade che ci si imbatte in persone che si pongono fra il loquace ed il logorroico e che magari siano in due, e che ti debbano spiegare una situazione complessa, e che tu debba essere disponibile e paziente… e accade così che ti sfilano via un paio d’ore e mezza di passiva accondiscendenza… e che poi ti devi fare un’endovenosa di caffeina per riprenderti e per riconnettere. Accade… E per fortuna che il tempo è un’illusione… e che di conseguenza non lo puoi perdere. E poi hai le sinapsi sconnesse, come le setole di un vecchio spazzolino da denti, che ognuna se ne va verso l’infinito, lasciandoti pupazza sembrata a raccogliere molecole fuggite dalla scatola cranica come galline impazzite per l’invasione di una faina nel pollaio. Ecco, a me certi incontri lasciano sto sentore di disfatta… non so che dire… non so…

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La pazienza dell’accondiscendente e lo smembramento sinaptico forzato

17 pensieri su “La pazienza dell’accondiscendente e lo smembramento sinaptico forzato

  1. Incontri che si vorrebbero evitare a tutti i costi, ma sembra che queste persone abbiano il radar e ti trovano anche se cerchi di renderti “invisibile”. Pazienza ok, ma tutto ha un limite.
    Un caro saluto e serena notte. Pat

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