La riserva naturale penitenziaria

Nella penombra di un’alba offuscata da nubi pesanti e dall’aria raffreddata dall’incombere di una tempesta imminente, ho provato una strana sensazione stamane, come quando si cammina per sentieri sconosciuti, lassù sulle montagne, o qui fra i boschi ripidi e frastagliati di rocce impervie, e all’improvviso il sole viene coperto da un’onda leggera di nebbie che si fanno via, via sempre più fitte e si rimane stupiti da quanto poco ci mette la Natura a cambiare idea.

Lo stupore incalza come una cantilena con un’infinità di strofe sempre nuove quando ci si addentra su percorsi boscati che non si conoscono. Niente assomiglia a niente che già non si conosca, in definitiva; un larice aggrappato alla roccia non è mai un semplice larice, l’ago di un abete che sembra piangere rugiada fresca non è mai “solo” l’ago di un abete ed il movimento di una megaforbia cullata dai refoli che salgono dalle vallecole, diventa una danza ritmica che non è mai “solo” il muoversi di una foglia.

Io non so camminare nei boschi senza avvertire il perenne senso di gratitudine. Il cuore si calma e si adagia nel Silenzio che stilla attimi minimi e ineguagliabili di pace; una sorta di sequenza di impulsi lievi e colmi di immensità. Non si hanno meriti in questo; è un dono che la vita ci fa. Non dovremmo mai scordarci di tutto questo quando usciamo dai boschi, o quando lasciamo i sentieri che ci hanno portati sulle cime; dovremmo ricordarcene e portarci tutto nelle nostre vite quotidiane, nel caos delirante, è necessario. Perché se ci portiamo addosso il Silenzio che ci sa stupire, la calma salvifica che ci dona la Natura, possiamo tornare a vedere il mondo nel modo giusto, ovvero in quel modo speciale in cui lo sanno vedere i bambini, in un modo colmo di stupore e gratitudine.

Se tutti facessimo questo, io non ci credo che ci lasceremmo travolgere le esistenze dall’inutile e dal superfluo e sapremmo prendere le decisioni giuste quando si tratta di scegliere fra il bene collettivo e l’interesse di pochi. Penso seriamente che per liberare l’umanità dagli egoismi tanto diffusi e malati, e per dare ad ognuno la possibilità di conoscersi e capire il senso di un’esistenza, occorrerebbe istituire dei periodi obbligatori di vita solitaria nei boschi per ognuno; una specie di periodo di ritiro personale da fare quando i tempi di ognuno sono maturi, magari in quell’età in cui oggi la maggior parte di noi è ossessionata dai selfie e dalle mode più o meno mediatiche, dalle appartenenze ai gruppi ed alle conferme date più dal numero di like che dalle reali esperienze di vita. Presumo dunque che il ritiro che proporrei io, potrebbe essere applicato a chiunque e a qualunque età.

Applicherei poi questo ritiro, magari un po’ più forzato e magari un po’ più lungo, come “periodo correttivo” per i corrotti, i mafiosi ed i delinquenti in genere. Li “rinchiuderei” per qualche anno in una riserva naturale ben delimitata e li lascerei lì ad arrangiarsi da soli, a capire che cosa significa sopravvivere con le proprie forze, senza potersi aggrappare a scorciatoie facili. Li lascerei meditare in solitudine, in un dialogo fra se stessi e la propria coscienza che, a seconda del delitto commesso, potrebbe durare anni; forse otterremmo più risultati che non chiudendoli in carceri sovra affollate dove se uno entra come micro-criminale, se va bene, se ne esce come mafioso patentato e potenziale pluriomicida. Lasciarli per qualche anno spersi sulle montagne o nei boschi in una specie di riserva correttiva, a parer mio gioverebbe alla società e anche a loro stessi. E costerebbe anche meno alla collettività, visto che dovrebbero imparare a procurarsi il cibo in autonomia. Gli si potrebbe concedere qualche capra e qualche vacca, niente di più; e dovrebbero tenerne da conto, perché se trattano male quelle, in poco tempo è facile che muoiono di fame. Come unico supporto gli procurerei dei libri di vario genere, fra i quali qualche manuale di sopravvivenza, così magari imparano anche a leggere.

Comunque sia, casi patologici a parte, io non credo che uscirebbero peggiori di come sarebbero entrati; ne sono quasi sicura.

Annunci
La riserva naturale penitenziaria