Requiem

Incespico fra una banalità e l’altra e strappo fibre di insensatezza alle gelide folate che serpeggiano fra le sale tetre delle cattedrali di cemento. Alle salubri pareti di cellulosa si sono sostituiti questi flaccidi costruttori di tenebra. Il circo dell’inutile che spegne le menti dilaga e le contemplazioni del mare lasciano il posto all’imbrattamento osceno di carta riciclata, stampata con le foto a colori per quei tanti che non si ricordano più come si fa a leggere, o forse non lo hanno nemmeno mai potuto imparare.

Termino con un requiem.

Hanno spento la meraviglia.

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2 pensieri su “Requiem

    1. Giusto Poetella! E finchè ci saranno i bambini, poi, siamo in una botte di ferro, no? La meraviglia dei bambini non la spegne nessuno! NESSUNO! Dobbiamo solo fare in modo che ci contagi, che contagi tutti!!!! 😉

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