Malinconiche

Le primavere mi si insinuano fra i solchi neuronali e ci fanno un nido che ha il vago sentore oppiaceo dei giardini d’inverno nelle giornate nebbiose; mi trovo a sonnecchiare fra il canto dei merli ed i pulviscoli di pollini immersi nella luce tenue di un’alba silenziosa e nata per pochi, e intanto le nebbie lente si alzano dal lago e colorano di rosa dorato i costoni delle rocce chiare. Mi trovo a pensare che se ora, in questo momento, non avessi visto tutto questo, allora nessuno di questi colori avrebbe avuto senso, nessun profumo di questa rinnovata freschezza sarebbe mai stato percepito. Mi si solleva nel cuore una malinconia dolce, triste, sottile e silenziosa; quante volte e quanta di questa bellezza mi sono persa? Mi verrebbe voglia di non dormire mai più, e vivere tutto, per sempre.

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2 pensieri su “Malinconiche

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