Non me lo spiego…

Non ho mai compreso perché nell’antichità la gente poneva molta attenzione alle cose della Natura, e ne sapevano, oh, sì che ne sapevano!!! Basta guardare uno di quei quadri del Da Vinci, detto anche Leonardo… tipo “La Vergine delle rocce”, per dirne uno; alle spalle della Vergine leonardesca ci sono dei fiori… e quei fiori hanno un nome e un significato simbolico ben preciso (ne parlerò in quell’altro blog una volta o l’altra, quello dedicato alla Bellezza, ovvero a mamma Natura).

E invece oggi la maggior parte della gente parla della Natura il più delle volte solo per sentito dire! Parlano di cambiamento climatico, di effetto serra, di energie rinnovabili… parlano, parlano, parlano… ma poi ti rendi conto che pochissimi sanno distinguere una vespa da un’ape, o un rospo da una salamandra!! O peggio, c’è gente che pensa che i conigli che si tengono in casa come animaletti pucciosi da compagnia siano degli incroci fra una mamma coniglia e un gatto persiano… e non sto scherzando.

Io non me la spiego questa cosa! Ma davvero stiamo regredendo a tal punto??!! MI sta bene l’analfabetismo di ritorno e quello emozionale (Galimberti ci informa che c’è chi non sa più distinguere il significato fra una sberla e una carezza… e visto che questa cosa è verissima, io sono preoccupatissima, ecco…), mi sta bene il fatto che la maggior parte della gente non capisce quello che legge, ma non saper più distinguere una cacca di mucca da una cacca di capra per una persona che vive a sei chilometri da una malga, beh a me risulta alquanto preoccupante, ecco… e non me lo spiego come si sia arrivati a questo punto! Davvero… non me lo spiego.

Dite che la malsana abitudine di girare per il mondo con gli occhi e il naso appiccati allo schermo di un tablet o di uno smartphone facendosi selfie con la bocca a culo di gallina, senza aver mai visto una gallina se non nella pubblicità con Banderas, abbia qualche attinenza con questo rincoglionimento generale?!! MI vien da dire che quelli che promuovono i 120 anni come obiettivo di longevità diffusa, dovrebbero prima guardarsi attorno e ponderare… voglio dire: ma vale la pena vivere tanto a lungo in una condizione di senilità tanto precoce?

Non me lo spiego…

12 pensieri su “Non me lo spiego…

    1. Non lo so Poetella… mi viene da dire che la mia propensione all’eremitaggio sia dovuta in massima parte al fatto che mi trovo circondata da questi nuovi prototipi di umanoidi tecnologici di nuova generazione… e mi spaventano assai, ecco. Se c’è del buono nel profondo di quelle menti votate al gioco di ruolo, spero che in qualche modo maturi ed esca… prima o poi. Diversamente mi trovo a dire che l’ottimismo è una disciplina da coltivare con tenacia, se lo si vuole preservare.

    1. Ecco… penso però che si dovrebbe cominciare a chiedersi perché le cose stanno così… voglio dire, ci sarà un motivo per il quale la moltitudine è disposta a perdersi il meglio solo per una gita finalizzata a pubblicare dei selfie sui social… Perché si è arrivati a questo??!!

  1. erikalami ha detto:

    Scusate l’intromissione. Io penso che oggi giorno ci si senta soli e condividere le proprie esperienze, avendone un like o un commento in cambio, faccia sentire vivi. Purtroppo credo sia una conseguenza del fatto che ci si stia sempre di più abituando agli schermi (pc, tablet, telefono) trovando nella loro “piattezza” un porto sicuro, dimenticandosi invece che la vita vera sta nell’imprevedibilità di ciò che è fuori dalla cornice di un selfie (persone/natura).

    1. Non scusarti Erikalami, ti prego!! Esiste una solitudine come quella di cui tu parli, che è la diretta conseguenza dell’introduzione delle tecnologia che elenchi e che cominciò molti anni fa, con la televisione. L’isolamento fisico e soprattutto mentale ed emotivo che ciò comporta, penso abbia chiuso molti cuori nel tempo e non è per nulla facile innescare un processo inverso; oramai la tecnologia, quel selfie del quale parli, è entrata nella realtà delle cose e la realtà virtuale stessa è realtà e a volte non si riesce più a capire se c’è un confine e se c’è, dove si trova. E’ un fatto innegabile. In tutto questo ci siamo persi qualcosa, senza dubbio. Una solitudine scelta con consapevolezza ha un valore, una solitudine imposta per fini commerciali ne ha un altro; io è di questa seconda solitudine di massa che parlo nel post, in modo un po’ provocatorio, proprio perché barattare una relazione-interazione umana con una relazione-interazione virtuale comporta una trasformazione totale della visione del mondo… e spesso è una visione distorta proprio dal fatto che fino a ieri l’umanità comunicava in maniera ben diversa, diretta, guardandosi negli occhi. La solitudine dei singoli c’è sempre stata, ma un isolamento come quello a cui si assiste oggi è una novità assoluta. E per di più è un isolamento spesso inconsapevole, che crea sofferenza, ma che non essendo visto, non può essere risolto. Quello che non mi spiego è come mai quelli della mia generazione, o delle generazioni prima della mia, che hanno conosciuto perfettamente la differenza fra l’una cosa e l’altra, perché hanno vissuto in prima persona tutta la fase di cambiamento, non si rendano conto di nulla…

  2. Ad ogni persona vengono insegnati valori diversi e se questi valori non sono ben saldi è facile lasciarsi ammaliare dalle false promesse di una società in cui qualsiasi cosa sembra essere velocemente accessibile (a differenza di quanto non accadesse in passato, in cui tutto andava conquistato con il sudore). Se tutto è semplice ogni cosa perde valore.
    Sono convinta però che tanti si rendano conto di quello che sta succedendo, forse non ancora abbastanza, questo sí, ma voglio credere e sperare che il fondo sia vicino e che si possa presto tornare a riscoprire le cose davvero importanti.
    Hai scritto che ci sono persone non in grado di riconoscere una cacca di mucca da una di capra, e questa cosa può fare forse sorridere, ma qualche tempo fa ho sentito un bambino delle elementari dire di non avere mai visto una farfalla e ciò mi ha procurato una grande tristezza. Quel bambino è il futuro … e che futuro è senza farfalle?
    Non so cosa sia capitato alla nostra generazione, ma essendo mamma, voglio, devo sperare nella prossima, cercando di passare a mia figlia quei valori che le permetteranno di difendersi dalle false promesse e di avere la curiosità necessaria per vedere quello che oggi molti si perdono (api, rospi, farfalle, persone in carne ed ossa e cacche comprese). Grazie quindi per il tuo testo e per questi spunti di riflessione
    .

    1. Grazie a te, Erikalami. Sono convinta anch’io che molte persone si stiano rendendo conto di quello che sta succedendo, ma non sono ancora abbastanza. A me la tristezza nasce leggendo le amenità che tanti, troppi si dilettano a scrivere sui social come facebook; un’immenso serbatoio di niente assoluto!! E mi chiedo se quei bambini che nascono e passano l’infanzia su questi stessi social, con dei genitori che passano ore a produrre il niente, avranno mai la possibilità di rendersi conto che al mondo esistono anche le farfalle… perché tua figlia è fortunata, e come lei magari altri bambini lo sono, perché hanno dei genitori consapevoli e presenti, ma non sono molti… e questo è l’aspetto preoccupante; la massa in generale, non è consapevole e si dedica al niente. Si dice che quello che non riesce a venire pensato dalla mente umana, non esiste; per questo parlo di nulla, di “niente”. Ad oggi è questa la situazione e non mi pare, onestamente, che ci siano segnali utili per dire che abbiamo oramai toccato il fondo; moltissimi genitori anche oggi portano i loro figli nei centri commerciali alla domenica, perché lì c’è l’aria condizionata in estate e il riscaldamento in inverno, ed è facile gestirli mentre ci si può fare un’idea dei prossimi acquisti… e magari fuori c’è il sole e due chilometri ci sarebbero i boschi e i prati, dove secondo me i bambini giocherebbero mille volte più volentieri. Questo per farti un esempio. Ora, quando io leggo ragionamenti come il tuo divento ottimista, ma per continuare ad esserlo occorre evitare di buttare l’occhio in giro e non vedere tutto il resto 😦

      1. Non posso che essere d’accordo con quello che scrivi, continuando comunque a sperare che si possa arrivare presto ad una svolta. Grazie ancora per le tue parole. Sono contenta di essermi imbattuta nel tuo blog. Ti spierò di tanto in tanto. ;-p

        1. C’è qualcuno che sta lavorando perché le speranze non siano vane. Anch’io son contenta di averti trovata. 🙂 Questo è il mio account ufficiale di un altro mio blog con uno stile “un po’ meno minimo”. A presto, Erikalami.

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