Il rostro

Il rostro è quell’apparato che serve alle zecche per attaccarsi all’ospite parassitato. Per togliere una zecca dalla pelle del vostro animale domestico, basta individuarla bene fra il pelo, stringerla con la punta di una pinzetta (meglio se una pinzetta adibita a tale uso), ruotarla in senso antiorario e tirare esercitando poca forza; tanto lei, la zecca, se fate le cose con calma e attenzione, si staccherà con il rostro e tutto. Il punto è che occorre fare attenzione affinché staccando la zecca, non rimanga il rostro inserito nella cute del povero animale che ha ospitato il parassita, perché poi non lo toglierete più e la ferita si potrebbe infettare. Questo procedimento è utile conoscerlo sia per le zecche che parassitizzano umani, che per le zecche che parassitizzano animali domestici.

Come per tutte le cose, quando si fa un’operazione di pulizia da un parassita, occorre farla con perizia; il rostro va tolto. Ora, io ho avuto modo di togliere molte zecche a gatti, vacche, cani, cavalli, asini, e anche a colleghi e conoscenti; l’operazione sull’animale domestico è molto più agevole, perché di solito sono più collaborativi, anche se sono anche più pelosi. Quando ho lasciato il mio lavoro, ho avuto la netta sensazione di potermi liberare finalmente da una zecca.

Non è stata una decisione facile; ho lasciato che la zecca suggesse fino a diventare bella gonfia, prima di capire che era ora ti togliermela di torno. Purtroppo il rostro pare sia rimasto inserito nella cute e ogni tanto quel pezzo di parassita torna a farsi sentire con qualche comunicazione scritta che, onestamente, ignoro completamente; un fastidio lieve e appena percettibile nel ritirarla, niente di importante, e so che durerà ancora per poco, perché poi la pelle la cambiamo tutti e prima o poi il rostro cade da solo e tutto guarisce.

Il lieve fastidio è dato dal tono infantile di personalità frustrate; è tipico dei piccoli parassiti tronfi che sprizzano veleno da ogni comunicazione che scrivono; un po’ come quei rettili che stirati da uno pneumatico assassino, stanno ad agonizzare sull’asfalto e che fino all’ultimo devono tentare di mordere, perché quella è la loro indole e perché la paura li fa essere aggressivi e cattivi fino all’ultimo respiro. E’ tutto molto patetico e triste, ma non bisogna dare troppo valore alle zecche; in fin dei conti hanno il diritto di esistere, perché fanno parte dell’ecosistema e come tutte le popolazioni, hanno dei picchi di presenza che sono poi destinati a calare inesorabilmente. Finché ci sono occorre tollerarle, ma dando loro l’importanza che hanno, non un grammo in più.

Le zecche che si attaccano ai miei gatti non hanno colpe, perché non possono scegliere di essere, o non essere animali parassiti; l’essere umano però ha delle responsabilità, ha il libero arbitrio e può scegliere. Sta qui la differenza. Un parassita umano che si arroga il diritto di infierire in modo gratuito solo per rivendicare la propria posizione (non gli è rimasto null’altro e anche quella è una mera illusione) non ha scusanti, ma una vera zecca ha tutte le attenuanti del caso. In tal senso, preferisco le zecche vere alle zecche umane; sono molto più simpatiche, anche quando lasciano il rostro sotto pelle.

Il rostro

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