Stileminimo chiude

Stileminimo è nato esattamentel’11 agosto di 11 anni fa (un numero che ultimamente si ripete in continuazione nella mia vita… chissà che vuol dire 😉 ); devo molto a tutte le persone che negli anni hanno seguito, letto, commentato e voluto scambiare dei piccoli pezzetti della loro vita con la mia in questo blog. Sono profondamente grata a tutte queste persone, ma è arrivato il momento di raccogliere un po’ le idee e cercare di essere un po’ meno dispersiva nelle cose che faccio. L’esperienza di questo blog, nata quando ero orfana di Splinder, come tanti bloggher italiani, è stata un’avventura ineguagliabile, per me. Mi ha aiutata nei momenti cupi e mi ha divertita nei momenti migliori; uno spaccato di vita che porterò sempre nel cuore e nella memoria. Lo lascio aperto, per il momento, per rispetto di tutti coloro che negli anni hanno commentato qui; il blog è anche di queste persone.

Da oggi mi trovate qui: STORIE SELVATICHE https://storieselvatiche.com/ . È un nuovo sito al quale sto lavorando (non è ancora del tutto operativo, ma ci manca poco). Un po’ alla volta porterò sia “Stileminimo”, che “Deorgreine” ed il blog “Il mio tributo alla Bellezza” in questo altro mio nuovo “rifugio”. Così avrò un unico punto di riferimento e chiuderò il mio esperimento di diversificazione in rete, iniziato oramai undici anni fa.

Conto di portare avanti i vari progetti che avevo iniziato con i vari blog, non ultimi quelli sulle fiabe, sulla simbologia e su altri fronti che mi interessano moltissimo. Ritengo che sia un buon periodo per portare la mente su argomenti che ci appassionano, questo; quello che propone il mondo là fuori non è molto rassicurante ed io ho bisogno di impegnarmi su questioni sane e costruttive (almeno devo provarci) e con i quali la sensazione di impotenza di fronte all’ineluttabile non prenda il sopravvento, non so se sapete capire. Continuano le mie terapie letterarie, insomma, ma le voglio addensare in un unico contenitore. 😀

Necessito di un ridimensionamento e di focalizzare le energie su un unico punto, quindi questo è solo un cambiamento, non è un addio. Per chi vorrà seguirmi ancora il riferimento è il link di STORIE SELVATICHE. Ovviamente Storie Selvatiche, per tutti coloro che avranno la voglia e la gentilezza di venirmi a fare visita, ha come filone principale la mia vita reale, il mio quotidiano qui fra le montagne ed i boschi, ma anche la mia passione per la scrittura in generale… per le arti tutte e un po’ come ho sempre fatto, ecco. Non smetterò di divertirmi scrivendo. Questo mai! Non potrei, finché ho forza! E per chi vorrà partecipare, io sarò ben felice di condividere. Io sono sempre io; sono anche Stileminimo (purtroppo dirà qualcuno), non cambia nulla, tranne un po’ lo stile che non sarà più tanto minimo e l’atmosfera del posto dove potete trovarmi! 😀

Per chi vorrà seguirmi, lo aspetto lì. Un saluto e un grande, sincero abbraccio a tutti.

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Stileminimo chiude

Sono le abitudini che ti fregano

Ho la tendenza ad essere metodica, a fare le cose sempre alla stessa ora, nello stesso modo, a mettere sempre gli stessi vestiti, a scandire il tempo sempre con gli stessi gesti. E’ una tendenza, ma in realtà evito di assecondarla; mi obbligo a cambiare in continuazione, un po’ tutto, facendo forza su me stesse affinché le abitudini non prendano il sopravvento, diventando delle manie scontate.

Cerco di rendermi la vita scomoda, insomma; lo faccio da anni, perché ho capito nel tempo che le abitudini ti fregano, mentre il cambiamento ti impedisce di entrare in un loop di indifferenza; proprio così, perché le abitudini a lungo andare ti rendono indifferente a ciò che ti accade attorno, mentre il cambiamento ti obbliga a fare attenzione alle cose, a non dare nulla per scontato.

E’ un po’ come rendere difficile la vita dei soliti serial killer che nei telefilm americani, puntano una vittima, ne studiano i movimenti prima di colpire e fondando la loro azione malsana sulle abitudini del malcapitato; ecco, con me un serial killer non avrebbe vita facile e forse rinuncerebbe anche all’impresa, perché lo sfinirei. Oramai è diventata un’abitudine anche quella di non sottostare alle abitudini.

Inizialmente è stato difficile, perché la volontà di vincere la tendenza ad essere sempre metodici e regolari nelle azioni non è una sfida facile, ma poi ne ho visti i benefici e mi sono detta che il gioco valeva la candela. Perché i benefici ci sono e sono numerosi; in primo luogo, se cambi sempre strada, non sai mai che cosa ti può capitare, un po’ come per la scatola di cioccolatini di Forrest Gump; e non sapendo cosa ti può capitare sei giocoforza costretta ad allenarti all’imprevisto, quindi non dormi mai sugli allori. Il più delle volte l’imprevisto è ciò che dà sale alle mie giornate.

L’imprevisto, mi son sempre detta, è il vero motivo per il quale la vita prende colore; certo, per qualcuno è molto fastidioso e per me lo è stato per molto tempo, finché non ho capito che l’imprevisto ci mette alla prova e se superi la prova, allora sei viva. Viva veramente, intendo. Esistono imprevisti anche molto dolorosi, a volte, come i lutti. Ah beh… con quelli devi proprio essere allenata, perché altrimenti è facile che soccombi. E nel mio caso personale, se non mi allenassi quotidianamente non ce la farei a far fronte. Invece così cela faccio.

Anche la malattia può essere un imprevisto davvero tosto da affrontare, ma anche qui, molto dipende da come la vivi, da come la affronti; allenarsi all’imprevisto, rafforza anche l’istinto di sopravvivenza, affina i sensi, ti fa rendere conto se ci sono vie d’uscita che altrimenti, magari, non avresti mai preso in considerazione. Vedere l’invisibile è anche questo; guardare con occhi nuovi gli eventi, leggerli da prospettive diverse e se tu hai vissuto sempre valutando il mondo da un’unica prospettiva, questo risulta davvero difficile farlo. A volte impossibile. Io so per certo che le possibilità, le soluzioni ad un unico problema, sono sempre molteplici. Fissarsi su un’unica soluzione non ha senso, a meno che non sia quella giusta. ma anche qui, di soluzioni giuste ce ne sono potenzialmente sempre più di una.

Un tempo avrei voluto passare la mia vita viaggiando, proprio quando ho preso coscienza dell’importanza di combattere questa mia propensione alla ripetitività fine a se stessa; mi sono detta che nulla come i lunghi viaggi, quelli veri, quelli non organizzati, ti possono aprire l’animo, il cuore e la mente alla sfida, alla gestione dell’imprevisto. Purtroppo la vita mi ha portato altrove, o forse sono io che mi sono lasciata incardinare in cose che mi somigliavano poco. E la stanchezza non deriva mai da ciò che ci mette alla prova e ci fa sentire vivi, ma da ciò che ci toglie respiro perché ci obbliga alla routine delirante. Chissà che il viaggio non farà parte della mia prossima esistenza.

Io sono stata stanca per molti anni, incasellata in un lavoro che mi piaceva per certi versi, ma che mi ha limitata moltissimo per tanti altri; la stanchezza è difficile togliersela di dosso, ma anche questa è una sfida e va affrontata; l’età che avanza non è una scusante, non è un alibi sufficiente. Di questi tempi la vita ci pone delle sfide davvero toste; i lutti ultimamente nella mia vita si sono susseguiti numerosi e senza tregua, la malattia la vedo ovunque, la rassegnazione è negli occhi di molti, per non parlare della paura, del terrore di che cosa accadrà domani. Personalmente non provo queste cose; non mi spaventa la Morte, perché l’ho frequentata da vicino, non mi spaventa la malattia, perché l’ho frequentata da vicino e non mi spaventa l’imprevisto, perché l’ho frequentato negli anni; avverto però una certa inquietudine.

Ma non è una sensazione negativa; l’inquietudine ci mantiene vigili e attenti, pronti ad affrontare qualsiasi imprevisto, di giorno in giorno, di minuto in minuto; sono anni che mi alleno per essere pronta e preparata e non mi farò cogliere alla sprovvista nemmeno questa volta. HO capito una cosa nel tempo; siamo sempre più forti di quello che ci aspettiamo di essere; è un po’ come se la vita non ci ponesse mai di fronte a sfide che non sappiamo vincere. Come se ci fosse un limite oltre il quale non veniamo mai spinti. Sono tempi bui, ma prima di me hanno vissuto persone che hanno visto tempi altrettanto, se non ancora più bui, e ce l’hanno fatta, sono arrivati a raccontarla ai nipoti, a quelli che sono arrivati dopo. Lo facevano malvolentieri, questo sì, ma la loro vita di poi era serena. “Non può piovere per sempre” diceva il “Corvo”. Questa frase me la ripeto da quando ero adolescente e ha sempre funzionato.

Oggi mi son alzata ad un’ora inusuale e domani farò altrettanto; andrò a dormire ad un’ora che deciderò al momento e dopo aver fatto un giro nei boschi che non ho mai fatto prima, lavorerò alle cose che amo fare, ma senza limitarmi con programmi scontati. Procedo libera e cerco di mantenermi tale, anche nelle piccole cose, concedendomi la possibilità di stupirmi in continuazione, un po’come fanno i bambini. Sembrano cose piccole, e invece sono importanti, perché è l’abitudine che ci frega, che ci rende troppo morbidi e propensi ad una linearità che è impossibile ottenere in un mondo come questo. L’allenamento quotidiano rende forti e pronti e se il momento peggiore non arriverà mai, tanto meglio; ma intanto possiamo dire di non aver portato aventi un’esistenza scontata. Occorre lasciarsi scorrere come fa l’acqua ed essere pronti a deviazioni ed ostacoli di ogni forma e genere, lungo un percorso che non conosciamo.

Sono le abitudini che ti fregano