Sono le abitudini che ti fregano

Ho la tendenza ad essere metodica, a fare le cose sempre alla stessa ora, nello stesso modo, a mettere sempre gli stessi vestiti, a scandire il tempo sempre con gli stessi gesti. E’ una tendenza, ma in realtà evito di assecondarla; mi obbligo a cambiare in continuazione, un po’ tutto, facendo forza su me stesse affinché le abitudini non prendano il sopravvento, diventando delle manie scontate.

Cerco di rendermi la vita scomoda, insomma; lo faccio da anni, perché ho capito nel tempo che le abitudini ti fregano, mentre il cambiamento ti impedisce di entrare in un loop di indifferenza; proprio così, perché le abitudini a lungo andare ti rendono indifferente a ciò che ti accade attorno, mentre il cambiamento ti obbliga a fare attenzione alle cose, a non dare nulla per scontato.

E’ un po’ come rendere difficile la vita dei soliti serial killer che nei telefilm americani, puntano una vittima, ne studiano i movimenti prima di colpire e fondando la loro azione malsana sulle abitudini del malcapitato; ecco, con me un serial killer non avrebbe vita facile e forse rinuncerebbe anche all’impresa, perché lo sfinirei. Oramai è diventata un’abitudine anche quella di non sottostare alle abitudini.

Inizialmente è stato difficile, perché la volontà di vincere la tendenza ad essere sempre metodici e regolari nelle azioni non è una sfida facile, ma poi ne ho visti i benefici e mi sono detta che il gioco valeva la candela. Perché i benefici ci sono e sono numerosi; in primo luogo, se cambi sempre strada, non sai mai che cosa ti può capitare, un po’ come per la scatola di cioccolatini di Forrest Gump; e non sapendo cosa ti può capitare sei giocoforza costretta ad allenarti all’imprevisto, quindi non dormi mai sugli allori. Il più delle volte l’imprevisto è ciò che dà sale alle mie giornate.

L’imprevisto, mi son sempre detta, è il vero motivo per il quale la vita prende colore; certo, per qualcuno è molto fastidioso e per me lo è stato per molto tempo, finché non ho capito che l’imprevisto ci mette alla prova e se superi la prova, allora sei viva. Viva veramente, intendo. Esistono imprevisti anche molto dolorosi, a volte, come i lutti. Ah beh… con quelli devi proprio essere allenata, perché altrimenti è facile che soccombi. E nel mio caso personale, se non mi allenassi quotidianamente non ce la farei a far fronte. Invece così cela faccio.

Anche la malattia può essere un imprevisto davvero tosto da affrontare, ma anche qui, molto dipende da come la vivi, da come la affronti; allenarsi all’imprevisto, rafforza anche l’istinto di sopravvivenza, affina i sensi, ti fa rendere conto se ci sono vie d’uscita che altrimenti, magari, non avresti mai preso in considerazione. Vedere l’invisibile è anche questo; guardare con occhi nuovi gli eventi, leggerli da prospettive diverse e se tu hai vissuto sempre valutando il mondo da un’unica prospettiva, questo risulta davvero difficile farlo. A volte impossibile. Io so per certo che le possibilità, le soluzioni ad un unico problema, sono sempre molteplici. Fissarsi su un’unica soluzione non ha senso, a meno che non sia quella giusta. ma anche qui, di soluzioni giuste ce ne sono potenzialmente sempre più di una.

Un tempo avrei voluto passare la mia vita viaggiando, proprio quando ho preso coscienza dell’importanza di combattere questa mia propensione alla ripetitività fine a se stessa; mi sono detta che nulla come i lunghi viaggi, quelli veri, quelli non organizzati, ti possono aprire l’animo, il cuore e la mente alla sfida, alla gestione dell’imprevisto. Purtroppo la vita mi ha portato altrove, o forse sono io che mi sono lasciata incardinare in cose che mi somigliavano poco. E la stanchezza non deriva mai da ciò che ci mette alla prova e ci fa sentire vivi, ma da ciò che ci toglie respiro perché ci obbliga alla routine delirante. Chissà che il viaggio non farà parte della mia prossima esistenza.

Io sono stata stanca per molti anni, incasellata in un lavoro che mi piaceva per certi versi, ma che mi ha limitata moltissimo per tanti altri; la stanchezza è difficile togliersela di dosso, ma anche questa è una sfida e va affrontata; l’età che avanza non è una scusante, non è un alibi sufficiente. Di questi tempi la vita ci pone delle sfide davvero toste; i lutti ultimamente nella mia vita si sono susseguiti numerosi e senza tregua, la malattia la vedo ovunque, la rassegnazione è negli occhi di molti, per non parlare della paura, del terrore di che cosa accadrà domani. Personalmente non provo queste cose; non mi spaventa la Morte, perché l’ho frequentata da vicino, non mi spaventa la malattia, perché l’ho frequentata da vicino e non mi spaventa l’imprevisto, perché l’ho frequentato negli anni; avverto però una certa inquietudine.

Ma non è una sensazione negativa; l’inquietudine ci mantiene vigili e attenti, pronti ad affrontare qualsiasi imprevisto, di giorno in giorno, di minuto in minuto; sono anni che mi alleno per essere pronta e preparata e non mi farò cogliere alla sprovvista nemmeno questa volta. HO capito una cosa nel tempo; siamo sempre più forti di quello che ci aspettiamo di essere; è un po’ come se la vita non ci ponesse mai di fronte a sfide che non sappiamo vincere. Come se ci fosse un limite oltre il quale non veniamo mai spinti. Sono tempi bui, ma prima di me hanno vissuto persone che hanno visto tempi altrettanto, se non ancora più bui, e ce l’hanno fatta, sono arrivati a raccontarla ai nipoti, a quelli che sono arrivati dopo. Lo facevano malvolentieri, questo sì, ma la loro vita di poi era serena. “Non può piovere per sempre” diceva il “Corvo”. Questa frase me la ripeto da quando ero adolescente e ha sempre funzionato.

Oggi mi son alzata ad un’ora inusuale e domani farò altrettanto; andrò a dormire ad un’ora che deciderò al momento e dopo aver fatto un giro nei boschi che non ho mai fatto prima, lavorerò alle cose che amo fare, ma senza limitarmi con programmi scontati. Procedo libera e cerco di mantenermi tale, anche nelle piccole cose, concedendomi la possibilità di stupirmi in continuazione, un po’come fanno i bambini. Sembrano cose piccole, e invece sono importanti, perché è l’abitudine che ci frega, che ci rende troppo morbidi e propensi ad una linearità che è impossibile ottenere in un mondo come questo. L’allenamento quotidiano rende forti e pronti e se il momento peggiore non arriverà mai, tanto meglio; ma intanto possiamo dire di non aver portato aventi un’esistenza scontata. Occorre lasciarsi scorrere come fa l’acqua ed essere pronti a deviazioni ed ostacoli di ogni forma e genere, lungo un percorso che non conosciamo.

Sono le abitudini che ti fregano

12 pensieri su “Sono le abitudini che ti fregano

        1. Sì, nemmeno io molto, ma a volte saltano fuori in contesti più impensati; significa che qualcosa da dire ce l’hanno… è che ci hanno insegnato che sono cose noiose, barbose, intrise di puzza di prete e di predica domenicale che non ha né arte né parte… ma non è esattamente così. Se le leggi con la mente libera da preconcetti, sono estremamente affascinanti, esattamente come un’Odissea, o un Inferno di Dante. E’ un peccato che ce le abbiano fatte odiare.

            1. Capisco perfettamente la tua presa di posizione; ma la spiritualità può anche non avere nulla a che fare con la religione. E le opere letterarie di valore idem. 🙂

  1. SONO LE ABITUDINI CHE TI FREGANO, sì, è un bel titolo e funziona.
    Io per natura sono abitudinario, però un abitudinario dentro cui abita un ribelluccio che talora scalcia e fa bene, e va a curiosare. E la curiosità dell'”altro” aiuta ad uscire, (tavolta, non sempre) dalla consuetudine. Mi metto alla prova. La prova. È come prendere davvero una via diversa anche per andare dal panettiere, e trovare magari un nuovo panettiere o vedere un gatto perso che ti fissa interrogativo. E prima non l’avevi mai incontrato. E stava lì a due portoni da casa tua.

    1. E’ questo, Mario. Esattamente questo; il vedere cose mai viste, perché non sei mai passato di là, o non a quell’ora. Accorgersi dei particolari che poi dipingono i giorni di nuovo, perché prima non li avevi mai notati. Essere pronti ad accogliere la sorpresa, anche la più inaspettata e nel peggiore dei casi, saper far fronte a ciò che non si poteva prevedere e che però potrebbe travolgerti. E’ un po’ come impostare la vita stando pronti agli urti, ma senza dimenticarsi di quanto può essere bella.

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