Afa

Ho visto un tritone alpino infilarsi nell’ampolla globosa dei miei pensieri botanici e l’ho invitato a farci il nido; ha preferito dormirci un po’ e tornare al suo stagno.

Ho goduto per qualche minuto della sua presenza e l’ho ringraziato ad occhi chiusi; mi adagio sull’amaca dell’ incertezza e sonnecchio di inquietudine silente.

Temo spesso di perdere il filo e mi rendo conto che le maglie larghe dei limiti di un esistenza sono comunque sempre troppo strette; mi vien voglia di liberare le mie possibilità con una sforbiciata netta e irreparabile.

In queste giornate afose spalanco finestre all’improbabile e a mia insaputa continua a girare il refolo solitario delle malinconie represse dal delirio di sopravvivenza.

Un tempo criticavo la sgradevolezza che emergeva nell’immobilità; ora la osservo stando appostata sul ciglio di un muro di cinta fin troppo alto.

Nel tormento del nulla riaffiora sempre lo stupore per la leggerezza; è rassicurante.

Afa

Bene, ho deciso di rendere pubblica la mia immagine!!

Come dite?! Dite che in un epoca in cui i social pullulano, ma che dico, STRABORDANO di selfie e immagini in ogni posa e salsa dei singoli fruitori di media intasati di egoica onnipresenza fisica e mediatica, non c’è nulla di eclatante nel fatto che pure io voglia rendere pubblica la mia immagine?!

Ebbene, vi contraddico! Mi tocca, perché io di me, dovete sapere, che non pubblicai quasi mai nulla della mia persona perché finisse fra le spire fameliche della Rete. Forse molti anni fa, quando ancora non sapevo “se fosse il caso”, inviai delle mie foto a qualcuno, così, per inezia e molto per gioco e pentendomene quasi subito. E chissà in quale archivio da grande fratello finirono quelle mie foto… chissà.

Tuttavia non importa ormai molto, visto che il mio aspetto nel tempo è stato sottoposto all’inesorabile mutazione dovuta agli anni che passano e probabilmente sarei comunque irriconoscibile.

Ergo, questa mia decisione di pubblicarmi, per me, equivale ad una notizia rilevante…. ok, ok, è una notizia rilevante solo per me, ma in fin dei conti anche le singole foto dei singoli che si auto pubblicano i loro selfie sono piuttosto autoreferenziali, no? Voglio dire, non è che il mondo si ferma se qualcuno decide di NON pubblicare una propria foto in rete, giusto? Eppure tutti pubblicano le loro foto proprio come se ne andasse della loro vita! E ad ogni passo fanno foto delle loro vite per pubblicarle in rete come in una sorta di reportage in diretta di una moltitudine di esistenze che ormai non hanno più nulla, ma proprio nulla di intimo e di privato.

A me vien da dire che stiamo facendo un gran lavoro collettivo per facilitare il lavoro alle grandi multinazionali che si occupano di riempirci i nostri vuoti esistenziali con i prodotti che meglio ci si confanno. Gli facciamo vedere di che cosa veramente abbiamo bisogno, insomma…. o forse sono loro che ci “insegnano” di che cosa non possiamo fare a meno? Boh… Non so…

Comunque non voglio stare qui a fare quella che va per forza contro corrente e fa la difficile! Pure io voglio sentirmi parte della massa che si adegua al mercato, cacchio! Ci tengo, ecco… se non altro perché ho un’età e comincio a pensare che se fino ad oggi non mi sono allineata forse nella mia mente c’è qualche cosa di bacato, di irrimediabilmente deviato, insomma! No?! Eh!

E così ho deciso: pubblicherò un mio selfie… un giorno… forse. Appena capisco come si fa.

Bene, ho deciso di rendere pubblica la mia immagine!!

A me pare

A me pare che certe sfumature di azzurro di queste albe invernali le ho già viste, eppure le vedo ogni volta per la prima volta; e così mi accade quando guardo il volto di una persona che conosco da poco ed è come se la conoscessi da sempre.

A me pare che ci sono cose che dormono latenti dentro, da qualche parte, in qualche luogo, e quando si svegliano per pochi attimi, ci riportano a un mondo sconosciuto che in fin dei conti conosciamo, ma non sappiamo come far emergere.

A me pare che quando penso a quante volte sono stata bene, benissimo, nessuna di quelle volte somigliava alle altre e mi pare che è così in ogni singolo e minimo attimo di questa esistenza, che mi pare breve, eppure è eterna.

A me pare che ci sono motivi di note e musica che suonano dentro e che a volte vibrano in modo armonico e complice; mi pare che accada quando ascolto, e lascio che parli il mondo.

A me pare

Le fonti di verità

Le fonti della verità non possono essere univoche; non vi può essere una sola fonte di verità, non è possibile questo. Quante verità portiamo nell’animo, per poterle ricondurre ad un’unica fonte? IN realtà, ogni verità è una fonte di verità e nessuna verità è l’unica verità. Le idee sono vere nel momento in cui nascono e come tali non sono giudicabili; sono e basta. Esattamente come nessuno è giudicabile, in quanto fonte di idee. Noi produciamo pensiero ed ogni pensiero è vero in quanto tale, quindi ingiudicabile. La libertà sta nel rifiuto del giudizio.

Le fonti di verità

…e nessuno fa niente!!!

Accadono immagini, sopratutto. Accadono mongolfiere di cinabro adagiate sulle mensole color pan di zucchero delle credenze antiche, quelle che non vogliono saperne di morire mai, perché nemmeno a novant’anni vogliono crepare! Io mi merito di vivere almeno, almeno fino a millenovecentottanta anni, che son stati quelli i migliori: gli anni ottanta. E mi ci voglio portare ai miei millenovecentoottanta, con la gonna sollevata a mezza coscia, per fare il passo più lungo della gamba e mostrare un po’ le autoreggenti che ho comprato a Praga come souvenir, perché le bamboline con la boccuccia a cuore della stazione dei treni mi facevano tristezza e non volevo separarle dai baci reciproci che parevano donarsi. Le nuvole s’ingrippano di scie chimiche, gli invasori della privacy mi hanno fatto sottoscrivere acquisti superflui di elettrodomestici inutili da duemila rate, le pagine dei giornali dicono le stesse identiche cose che un tempo mio nonno si raccontava al bar con il maniscalco dopo l’ennesimo bicchiere di rosso alla domenica dopo la messa e nessuno, dico nessuno fa niente. La lamentela dilaga, la polemica trasborda, i divani si sfaldano e in miliardi di tweet squittiscono ognuno la propria assordante inutilità, affogati di opinioni inficiate di immagini tronfie di niente, fra un social vuoto e una scoreggia che non puzza nemmeno più di nulla… eppure nessuno fa niente. Eppure io mi merito di vivere millenovecentoottanta anni e chiudere le imposte, sbarrare le porte, guardarmi Harry Potter lanciandomi contro il mio muro quotidiano, uscendo da me stessa, per involarmi e non fare più ritorno a bordo del mio personale carrello da supermercato, a differenze delle oche canadesi, che se anche hanno scelto l’America, mi stanno sempre più simpatiche di chi taglia i fondi sui fronti migliori. IO m’involo, che son stufa di non far niente!!

…e nessuno fa niente!!!