E adesso che ci fidanzammo, guarda pure l’apparenza, visto che fin’ora tu sapesti veder ben oltre.

Guardami; lo vedi come son lunga qui di lato? Come mi si slancia il fianco quando mi metto in posa, così, con un braccio sul fianco e la spalla di sbieco e la rotula tanto in fuori da sentirmela slogata? Eh? Il portamento, mio caro, di quello io vivo, quello mi fa un non so che di alone aristocratico, non trovi?
E di quando mi muovo vogliamo parlarne? Con questa mia danza zebrata a zig zag da gazzella incrociata con uno jack dal pelo frangiato, con l’anca che sconfina a settantacinque gradi fuori dagli ordinari e plausibili archi concentrici, ed il ciuffo tinto fucsia da darkessa in concerto rock che mi ceca la vista, ma solo dall’occhio destro, che ne dici?
E a proposito di occhio, del mio sguardo, ne vogliamo parlare,eh? Ma guardami lo sguardo! Lo vedi che il mio occhio, il sinistro, sa di smeraldo di latta ramata, di ripiano in pura formica finto marmo, di luna al calar di braghe, di invito al ballo di fine stagione nella balera “La mazurka della Gianna”, di pura matrice emiliana!
Guardami e voglimi! Anche di profilo, che mi risulto meglio, specie se tengo la testa un po’ sollevata, come quando mi cerco i peli sul mento per estirparli con le pinze… idrauliche.
Baciami, poi, se ti piaccio… e sennò baciami lo stesso, che son tempi duri questi e non è il caso ti formalizzi; guarda me, guardami; io mica faccio tanto la difficile, no?!! Ho scelto te, ci sarà un motivo.

E adesso che ci fidanzammo, guarda pure l’apparenza, visto che fin’ora tu sapesti veder ben oltre.

Dissertazioni sulle distanze fra le pratiche amorose dei cervi e le pratiche amorose fra gli umani

La mancanza di corrispondenza cartacea nell’amore mi rende nostalgica più di un racconto d’amore ante guerra. Perchè diciamocelo, son cinica, ma purtroppo pure romantica e nostalgica e da dove vengo io certe pratiche sbrigative d’approccio contemporanee non venivano annoverate nemmeno per sbaglio fra quelle amorose.
Son vecchia, anche in questo senso, che ci devo fare?
No, perchè non è mica la stessa cosa l’amore romantico e l’amore contemporaneo (chiamiamolo così), non lo è!
Io vengo da un mondo dove le donne parlavano con i loro innamorati mettendosi fazzoletti colorati in testa quando andavano a lavorare nei prati, perchè quelli capissero se una loro domanda posta furtivamente una settimana prima avesse risposta positiva o negativa; se rosso, sì, se blu, no.
E quando scoprii questo tipo di comunicazione in codice che per certi versi è lo specchio di un limite alla libertà personale data dal contesto sociale, ma per altri è anche estremamente romantica e intirgante se ci si pensa, ne rimasi affascinata e la mia immaginazione di adolescente prese a galoppare all’infinito, raccontandomi storie che poi scoprii somigliare molto alle vicende degli eroi nei romanzi cavallereschi, quasi che tutto ciò che avveniva a contorno del sentimento amoroso, fosse altrettanto forte e bello da vivere del sentimento stesso.
Perchè è di questo che si nutre, che dovrebbe nutrirsi l’amore una volta passata quella fase che sconvolge.
Per questo io ho un’idea forse un po’ sviata e fuori tempo rispetto alla concezione più diffusa oggi dell’amore fra due persone e certamente per questo motivo la mia percezione del tipo di approccio che si ha oggi a questo sentimento mi pare spesso una gran cretinata di superficie.Un comportamento stronzo, insomma.
La logica razionale però è dalla parte dei contemporanei, perchè c’è poco da ricamare a chiacchiere quando qualcuno ti dice che l’obiettivo per entrambi gli innamorati è arrivare al sodo, all’atto fisico; e come ribatti a una cosa così? E’ vera, indiscutibilmente vera e io questo lo vedo in natura, tutti i giorni, mica sto qui a voler sostenere tesi diverse.
Tuttavia c’è dell’altro e Dante ne sapeva qualcosa, ad esempio, tanto per citarne uno che un po’ mi fa sentire forte delle mie ragioni; ci sarebbe molto d’altro se si avesse ancora la sensibilità di volerlo vivere, solo che pocchissimi ci fanno ancora caso ai dettagli.
E secondo me non ci si fa caso perchè non si è più abituati ad ascoltarsi, a fermarsi un attimo e guardarsi dentro, per capire che sta succedendo e che cosa veramente ci manca, di che cosa veramente abbiamo bisogno.
Mi si dice che quando si è innamorati non si ha nemmeno la lucidità per guardarsi dentro; vero, ma meno male, dico io! Che almeno lì si smette di calcolarsi la vita!
Prendiamo un poeta come Neruda, ad esempio, che ha scritto poesie d’amore che sconquassano anche le rocce; lui per scrivere parole così deve per forza essere stato travolto da un mondo che con il razionale ha ben poco a che vedere.
La passione, è questa che lui scrive e descrive.
Ma l’atto stesso di scrivere e dedicare una poesia alla sua donna, la delicatezza di scegliere le parole giuste e che non siano nè troppo caste nè volgari, ecco, tutto questo, non è forse quel qualcosa che sa andare oltre a ciò che spinge un animale verso un altro in una fase ormonale diciamo così, “scomposta” rispetto all’ordinario?
E’ un discorso banale e scontato, lo so, ma mi vien da farlo perchè mi pare che sia scontato anche troppo, tanto che non viene nemmeno più preso in considerazione.
No, perchè osservando i cervi, ad esempio (perdonate se riporto esempi, come dire, faunistici): pure loro entrano in questa fase ormonale sconvolgente ed è evidente che l’obiettivo non è certo l’essere cauti e romantici, ci mancherebbe.
Basta sentire i bramiti che emettono i maschi al crepuscolo e in piena notte come fanno tremare la terra, basta vedere la foga con la quale corrono nei boschi, mettendosi illogicamente e pericolosamente allo scoperto; non c’è nulla di razionale o prudente nel loro comportamento, eppure è questo il rituale necessario.Ed il dispedio di energie, la fatica è immane. I maschi perdono fino a più di 35 kg in questa fase, tanto per dire.
Però c’è un rito ben preciso che li muove, ci sono fasi di corteggiamento che servono a preparare un avvicinamento alle femmine che altrimenti non sarebbe possibile ed il rito è fondamentale, indispensabile perchè tutto avvenga.
Non è possibile prescindere da questo, non è possibile bruciare i tempi, semplicemente perchè le femmine non ne vorrebbero sapere, perchè la Natura ha le sue regole. Eppure loro sono bestie, mica esseri pensanti.
Per me è questa la celebrazione dell’amore inteso come lo intende la Natura; avviene fra gli animali che della poesia se ne fregano, eppure anche fra loro c’è un rispetto delle fasi necessarie, dei riti preliminari che a me, che son poco razionale in questo, sembra poetico tanto quanto una poesia di Neruda.

E adesso passo alla fase distruttiva:
secondo me, che amo più le bestie della maggior parte delle persone, nel mondo umano la razionalità, il pensiero logico, l’egoismo, il calcolo, la prepotenza e la superficialità hanno rovinato il modo pulito di percepire l’eros.

Si ragiona ancor prima di innamorarsi sul fatto che è solo una fase, che finirà e che quindi è necessario razionalizzare per tempo e prepararsi a gestire la situazione del “dopo”. Il sentimento è da calcolare, quindi non è più sentimento, è qualcos’altro.
E questo comporta la fine del senso romantico dell’amore ancor prima che l’amore si affacci, insomma.
Perchè se la situazione non è favorevole, allora si sceglie di non darle spazio, così, per una questione di logica razionale, perchè è necessario perseguire obiettivi altri, più vicini alle proprie ambizioni ecc ecc….
Che mica siamo bestie, no?!
Ok, mi sta bene, ma mi chiedo, perchè anche quando all’amore si decide di dare spazio, ci si deve privare per caolcolo di tutto quel viverselo concretamente come un sentimento fondato anche sull’attenzione all’altro, oltre che all’attenzione a se stessi, alle proprie esigenze personali?
Mi chiedo perchè non viversi tutto ciò che l’intelligenza umana sa costruire per far sì che dopo la fase di picco ormonale rimanga qualcosa di vero, forse ben più importante e profondo, duraturo se il caso vuole, bello da viversi se si ha l’intelligenza di smussare, rendere adatto ad entrambi? Certo con un po’ di fatica e attenzione, dedizione anche, ma che magari può dare ancora motivo di vivere del buon tempo con l’altro. Perchè nessun uomo e nessuna donna oggi è disposto a perdere 35 kg, nessuno è disposto ad aspettare, nessuno è disposto ad avere la pazienza necessaria pur di conquistare l’amore di un suo simile, ma si limita a lasciar perdere perchè troppo impegnativo?
Risposta: perchè i nostri simili non sono il nostro obiettivo; il nostro obiettivo siamo noi stessi.

In fin dei conti il vero motivo è che siamo diventati tutti un po’ stronzi ed egoisti dentro nella convinzione di poter fare ognuno a meno dell’altro.
E così ci si accontenta dei picchi ormonali e della fase iniziale, possibilmente consumata ancor prima che insorgano sentimenti scomodi e faticosi da gestire. Ma tanto non c’è pericolo, che i più sono talmente sentimentalmente handiccappati da non saper più distinguere la differenza fra una carezza e una sberla.
L’amore calcolatore fra gli umani oggi mi par di una tristezza senza fine. E ci sarà un motivo se c’è sempre più gente che preferisce dedicarsi ad osservare l’amore meno calcolatore dei cervi.

Dissertazioni sulle distanze fra le pratiche amorose dei cervi e le pratiche amorose fra gli umani

AlmiocarissimoAmorecheamopurnonessendoinnamorata

Mi invento una lettera d’Amore, perchè Massimo Botturi mi disse che se non si è innamorati si può comunque essere innamorati dell’Amore. E allora io scrivo al mio amore… per l’Amore.

Fa così:

Mio carissimo Amore,

lo so, non mi conosci, ma non fa niente, io mi sto per presentare: sono Io, Stileminimo, mi vedi? Hai presente? Son quella che non sa dire niente, ma proprio niente quando osserva il Mondo con gli occhi aperti, mentre vede quasi tutto, anche troppo, anche quello che non c’è nel Mondo, quando li chiude. Sono una diversamentevedente; mi ami lo stesso?.

Io son quella che quando vede il Mondo se ne sta lì a pensarlo e non sa interrogarlo, proprio non sa che dire. Mio carissimo Amore, se davvero sei quello che penso, perchè non mi insegni a fare le domande giuste, a guardare con gli occhi grandi?

Perchè non mi insegni a vedere, fino a capirci qualcosa, perlomeno, o perlopiù; fammici vedere almeno l’orizzonte in questi miei pensieri che sanno di sacchi di sabbia e pesano, perchè non sanno dove andare.

Mio carissimo Amore, se mi senti come io ti sento, dovresti perlomeno abbassare un po’ il volume, che mi confondi le idee con tutto il tuo ciarlare.

Mio carissimo Amore, smettila di sorridere quando ascolti le mie parole, che lo so che non son tanto sagge e savie, ma non è un buon motivo per farmelo capire ridendone sotto i baffi, pofferbacco!! Come dici? I tuoi non sono baffi? Fa niente; tanto prima di conoscerci te li puoi sempre far crescere, così, per farmi un regalo di coerenza e per farti poi dire che mi piacevi di più senza.

Mio carissimo Amore, lo so, son volubile, ma questo è niente; di me non sai il peggio, non sai che per lo più sono addirittura indecente.

Mio carissimo Amore, se mi ami come io ti amo, siamo a posto: tu al tuo, io al mio.

Mio carissimo Amore, non chiederti niente, che altriementi son certa che non verrai mai da me, ma certo cercherai un altro amore, una altro posto. Sii ignaro, che è meglio.

E così l’affranco e la spedisco.

AlmiocarissimoAmorecheamopurnonessendoinnamorata