Cibo per ex morti di fame che muoiono di cibo

Le si diceva ogni giorno che se non mangiava sarebbe morta di fame, che visto che c’era cibo DOVEVA mangiarlo, perchè quando non ce ne sarebbe stato più lo avrebbe rimpianto e cercato.
Le si raccontava nei dettagli che durante la guerra c’era la fame e loro si mangiavano il cibo che i vicini davano ai polli, di nascosto, perchè se li prendevano dovevano pagarlo e loro i soldi li avevano persi tutti quando optarono per la Germania.
Poi tornarono e trovarono le case vuote, senza più nulla dentro, nemmeno i mobili ed i vetri alle finestre. E avevano fame.
Le si diceva che è bene essere grassi e pasciuti, piuttosto che scarni e secchi, perchè quelli che avevano visto morire loro durante e dopo la guerra erano tutti così: troppo magri per reggersi in piedi.
Vide le foto degli uomini che partirono per la guerra e che in guerra morirono; vide le foto della povera gente che in paese tutti conoscevano e che morirono di stenti o nei campi di concentramento. Erano magri.
Le dicevano che anche se non le andava doveva finire tutto quello che aveva nel piatto e se qualcuno le riempiva il piatto per la seconda volta, doveva finire anche quello, e ringraziare sorridendo, perchè quel qualcuno è stato così generoso.
Lei non sopportava l’odore di carne e di pollo lesso; temeva il pollo lesso come la Morte, perchè sapeva che doveva combattere i conati di vomito per poterlo finire. E doveva finirlo, altrimenti non si poteva alzare da tavola. E lei lo finiva e poi lo andava a vomitare di nascosto nei boschi dietro casa.
In casa si urlava molto e si parlava poco, quasi niente, ma in compenso si mangiava tantissimo. E lei imparò a mangiare, a riempirsi e a far vedere che era grande e forte e per nulla malata, per nulla a rischio di morte, perchè sempre gonfia e sazia.
Poi un giorno andò via da quella casa e provò a smettere di mangiare, visto che non c’era più nessuno che la obbligava, però non ne fu capace, non poteva più smettere.
Quando diventava un po’ più magra si spaventava a morte e ricominciava a mangiare, tranquillizzandosi solo quando aveva lo stomaco troppo pieno e troppo gonfio. NOn le piaceva, sentiva che era sbagliato, perchè lo stomaco mica le risparmiava nulla, la faceva piegare dal dolore. Ma lei non disimparò mai a mangiare come se dovesse scoppiare la guerra da un giorno all’altro.E un giorno si sedette su una panchina in riva al fiume e mentre si mangiava le sue patatine preferite guardando l’acqua scorrere, il suo cuore troppo stanco di tanto mangiare ne morì. Aveva solo 43 anni. Più o meno l’età di tanti che aveva visto in quelle vecchie foto e che morirono in guerra.

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Cibo per ex morti di fame che muoiono di cibo

Iproeicontrodellediversediversitàdicibi

Amo i cibi che non conosco, ho scoperto; nel senso che mi piace provarli ed il più delle volte mi stupiscono, favorevolmente. I senegalesi cucinano la carne con le verdure come i tedeschi, solo che poi ci bevono il latte di cocco  per accompagnarla, anzichè la birra. Il latte di cocco mi piace, forse più della birra… che lo puoi correggere con il gin, volendo, mentre la birra con il gin, fa schifo.

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geometricheafflizionidasmacchidiincredulità

Ti rimane la farina appiccicata alle dita quando finisci di impastare ed è bello giocarci un po’, che la fai scorrere fra i polpastrelli. Ed il profumo, che se lo lasci che si scaldi sulla pelle, dura abbastanza a lungo da farti passare la voglia di lavarti le mani. E’ un po’ come mangiarti il dolce ancor prima di averlo messo in forno ed il sapore non è lo stesso; è più buono, così.

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locuzionimistemisurateinpollici

Dài, facciamoci qualche cosa di buono per pranzo, mi son detta rientrando dal lavoro! In pochi minuti, mentre ho pensato a che cosa preparami ho mangiato: due pesche, una banana, un biscotto e mi sono bevuta un succo di frutta. E adesso… non ho più fame! Questo è un esempio di come io mi gestisco in generale, che mentre penso a come organizzarmi la vita, intanto vivo come viene. Non è male, ma mi scoccia un po’ sto fatto che non riesco a programmare mai nulla, che tanto poi faccio un po’ come viene!

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