Nellenuvolecitrovolamalinconiadellecosechenonvedo

Ho creduto di potermi lasciare alle spalle le cose di un tempo semplicemente non voltandomi più indietro; poi un giorno mi sono seduta a guardare il cielo e nelle nuvole ci ho visto tutto ciò che sono stata. C’erano nuvole che avevano il tuo profilo, il volto di mia madre e del gatto che scomparve quando avevo otto anni. C’erano i falò in riva ai laghi alpini, e c’era la cavalletta che catturai per trasformarla in grillo parlante e che non parlò mai. C’erano le mie scarpe, quelle che mi regalarono a Natale e che fingevo non mi andassero strette perchè erano davvero belle. C’era il ramo di quel maggiociondolo che ho usato come altalena per troppe estati passate in solitaria ad osservare insetti, lucertole fiori e uccelli volare. C’era tutto fra le nuvole e forse era troppo e chiusi gli occhi per provare a immaginare ciò che ancora non è stato. Non mi passò la malinconia, ma perlomeno sapeva di nuovo, adesso.

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Perchè è un po’ come sciogliere una zolletta di zucchero in un liquido caldo di cui conosco l’aroma e mi piace vederla mentre si adagia sul fondo e si lascia andare e liquefare. Vorrei che fosse così, che tutto ritornasse ad avvolgermi come acqua calda, che tutto mi riprendesse a sè, per farmi ancora danzare di parole come in un vortice mosso da un cucchiaino, come in una giostra da dove scenderò trasformata, per farmi bere,ancora, per come sono. Mi piace pensare che le parole mi risolleveranno anche da me stessa, che mi diranno come addentrarmi ancora di più là dove ancora non sono stata. Mi accompagneranno, ancora, per lungo tempo, o quantomeno per il tempo che mi rimane in questo posto tiepido che sa di casa che conosco. Inevitabile. Salute!

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