Un pessimo affare

Sudavi e si sarebbe detto che da dietro, attraverso i vestiti ti si potevano intravvedere le squame da rettile; eri magro e sudavi. Salivi lento lungo il sentiero fra gli alberi, appoggiandoti al bastone come fanno i vecchi, anche se tu non lo eri, non eri vecchio; eri solo un involucro, come quelle pelli biancastre lasciate fra l’erba dagli insetti, o dalle serpi.
Salivi mentre la nebbia ti accompagnava e ti rendeva pallido anche da lontano, e malato, come i pomeriggi gialli e umidi che passavi lungo i fiumi fermi, piatti, come il tempo che ti scorreva addosso, con le zanazare e le alghe che puzzavano di fango e tutto il resto a riempire il mondo d’acqua, mentre tu ti piegavi al nulla che ti eri scelto.
Sapevi di alga puzzolente pure tu, o forse no, forse quello che ti portavi appresso era più un sentore di pesce rancido.
E non ci potevi fare niente; ti eri venduto l’anima e così dovevi finire, così ti dovevi consumare: putrefatto da vivo fra i tuoi stessi umori, soffocato dalle tue stesse passioni, vane, troppo lontane e troppo grandi perché tu, corpuscolo irrilevante e ordinario, potessi finalmente goderne.
Non ce la facevi proprio.
Ti scegliesti il passo che ti rubò l’ultimo poco fiato che ti era rimasto e così ti sei venduto per nulla, perché l’amore non lo reggevi, la sua vicinanza ti consumava come fossi stato un cero lasciato a squagliare e deformarsi sui tizzoni accesi e non un uomo vivo di passione; solo una massa amorfa e liquida, un po’ unta e grassa che cola fra le fuliggini.
Sudavi di freddo e quando venne il Demone e ti consegnò quello che avevi chiesto, non la sapevi nemmeno toccare, nemmeno sfiorare, non allungavi una mano perchè nessun nervo collaborava a muovere la carne, perché divenivi molle e tremolante e floscio come un animale senza ossa o un sacco vuoto lasciato cadere.
Ti succedeva così, quando sentivi il suo odore, quando ne percepivi la presenza, concreta, vicina, troppo vicina, calda; e intanto dentro bruciavi e perivi, e ti sfacevi come polvere e cenere, per sparire nelle nebbie.
Eppure lei ti avrebbe amato, ti avrebbe voluto anche se non ti fossi venduto; avresti solo dovuto chiedere, ma non avevi voce, nessuna parola, nessun suono, solo il terrore di sentirti allontanare.
Hai fatto un pessimo affare a venderti l’anima per una vita già morta di terrore.

Un pessimo affare