Limitiempaticietelepaticideipensieriadistanzadiduementichesipensano…digitareilnumero,prego

Lui: vorrei che tu sollevassi un po’ la gonna sui fianchi e camminassi scalza, come fanno le danzatrici gitane attorno ai falò nelle notti d’estate…

Lei: vorrei tu sentissi la Luna, stasera, che ascoltassi il Mare, il canto che invita…

Lui: è il tuo dito indice che vedo, il polpastrello per la precisione, e passa lento nell’incavo della tua clavicola destra…

Lei: ho pensato a quel tessuto scozzese che ti piace tanto oggi; lo avrei voluto rivedere, per sentire meno questa neve che mi cade dentro…

Lui: ho sognato di fragole ed il profumo di fragole e poi sentivo il tuo profumo, sentivo il tuo odore fresco, come quando schiaccio le foglie di menta per prepararti quel drink che ti piace tanto

Lei: è notte qui, sempre notte; mi sento il buio che mi si chiude attorno e ti cerco da giorni…

Lui: ti ho legato un nastro fra i capelli stamane, un nastro di seta verde, perchè cercavo la tua nuca e la volevo contemplare libera, anche così, da lontano

Lei: mi scivoli così distante a dispiegare i margini di chiaro notturno, e di nubi vorrei immergerti, morbido, silenzioso come il blu dei laghi notturni

Lui: chiedimi…

Lei: … sognami…

Io: telefonatevi, che il pensiero empatico e telepatico potrebbe anche avere dei limiti, diciamo

Limitiempaticietelepaticideipensieriadistanzadiduementichesipensano…digitareilnumero,prego

Medicamentideipensieripiùbistrattati

In quest’affanno nel cercare si perde spesso troppo fiato. L’affanno è pessimo compagno nel cercare. La lentezza delle menti mica sempre è sintomo di poca lucidità o di scarsa intelligenza!

Non che io mi ritenga particolarmente intelligente, per carità; ho solo piena consapevlezza di essere lenta.

Nonostante ciò, tuttavia, il consiglio migliore, che ho ricevuto nella mia ormai lunghissima esistenza di persona antica che invecchia inesorabilmente e senza remore (mica è così solo per me, mica non lo so, sia chiaro) è

datti pace!”.

E tuttavia è un consiglio che non so seguire con la dovuta saggezza, nonostante la mia lenta e veneranda età;  mi conforta però  il pensiero che prima o poi, inevitabilmente, pure io ci arrivo, diciamo.

Medicamentideipensieripiùbistrattati

Collocazionispaziotemporalidubbie

Mi sono chiesta spesso se il tempo e lo spazio esistono di per sè stessi o esistono in funzione del fatto che senza di loro l’uomo non potrebbe pensarsi nel Mondo e pensare il Mondo. No, perchè se esistono solo perchè noi li pensiamo, allora potrebbe anche darsi che non sono reali se non nella percezione umana. C’è qualche fisico e/o matematico che mi può dare lumi? C’è? Uno di quelli che dice che le teorie ed i modelli esistono per aiutarci a capire il Mondo, ma che mi dice nel contempo che i modelli non sono il Mondo, magari, eh? O non c’azzecca?

Collocazionispaziotemporalidubbie

Doglieecontrazioniprivediliquidoamniotico

Ne funziona solo uno alla volta. Arriva torbido, s’insinua subdolo nascosto dal buio, trova anfratti minimi e s’infiltra allungandosi, tendendosi, plasmandosi nelle ombre oscure. Arriva a barlumi di luce riflessa, ma debolissima, tenue, fioca e spenta, giallastra di poca energia e si dirige verso essa con una foga spaventosa e lì, in quell’anfratto minimo si accumula come un groviglio famelico. Si contorce nello spazio angusto e si avvolge su sè stesso fino ad arrotolarsi ed aggrovigliarsi comprimendosi in una massa deforme e oscura, schiacciato in una fase centripeta dolorosa e sconvolgente. Poi altra luce, laggiù, distante, improvvisa, più forte adesso e lui a dimenarsi per aprirsi e darsi una qualche forma e raggiungerla; affanno e corsa folle, feroce come un claustrofobico che cerca aria, che cerca respiro in una scatola sotto vuoto. La raggiunge finalmente e vi si tuffa ed è balsamo improvviso, fresco, energico e nella luce lui si espande, cambia colore e vira dal rosso vivo e scuro e compresso come sangue, quasi nero, ad un viola indaco, poi bluastro e quindi azzurro e poi bianco; un bianco di un candore accecante e allo stesso tempo paradossalmente caldo e così si espande e cresce e si solleva morbido e lento e plastico e ancora più morbido si avvolge in un turbine di grazia e leggerezza e in tutto il suo peso leggero ride di sè e dell’idea nuova. E’ un parto tremendo, doloroso, meraviglioso e qualcuno lo deve pur fare ogni tanto, che altrimenti sto Pensiero chi lo mette più al Mondo, eh!? Copulate, gente, copulate!

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