Anchelealbe,nemmenofosseroparentistrettedegliautunni,duranotroppopoco!!

Mi sveglio con il nastro lanoso di nebbie basse che vestono i boschi, e sopra i monti e poi il cielo grigio, a chiazze azzurre, striate di colore candido e di giallo; tutt’attorno il silenzio dell’alba gonfia di pioggia che ancora non ha smesso del tutto e laggiù il rombare del torrente che scorre potente, che ha molta fretta di scendere a valle, stamane. Starei qui sul balcone a farmi accarezzare dal profumo dell’aria nuova, ma si fa sempre più fresca e tutto si muove ancora; la pelle chiede di rientrare. Però è un gran peccato, finchè in giro non c’è nessuno, finchè l’alba è solo mia.E neanche a dirlo, anche le albe durano troppo poco! Mi fa incazzare sto fatto… cominciamo bene, eh?

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geometricheafflizionidasmacchidiincredulità

Ti rimane la farina appiccicata alle dita quando finisci di impastare ed è bello giocarci un po’, che la fai scorrere fra i polpastrelli. Ed il profumo, che se lo lasci che si scaldi sulla pelle, dura abbastanza a lungo da farti passare la voglia di lavarti le mani. E’ un po’ come mangiarti il dolce ancor prima di averlo messo in forno ed il sapore non è lo stesso; è più buono, così.

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