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A me, quel fatto lì che mi dicevano che mi dovevo adeguare, mi strappava le efelidi dallo sterno!! Come se non lo si sapesse, mi dicevo, che non c’è scampo alle strade infangate! Come se non le avessi viste le ruote che macinavano le frattaglie ed i rimasugli dei sogni non ancora nati! Ma che ne sapevano loro delle ossa e delle carni vecchie lasciate a marcire sotto il letame?! Loro, che erano abituati a vederci fiorire i crocus, sopra, e nemmeno lo avevano mai sentito l’odore del letame fresco e delle carogne!! Che ne potevano sapere, quelli? Eppure parlavano. Oh sì: vomitavano consigli ed osservazioni che puzzavano di feccia di botte lontano un miglio, puzzavano di ipocrita saggezza; salvo poi smettere di sorridere e chiacchierare, quando pestavano qualche merda che secondo le loro regole di buona creanza, lì non ci doveva proprio stare.

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