Il segreto della buona sorte

Franz Scannafichi era un allevatore di macachi dalla piuma piatta e lavorava in periferia a Perinella dell’Orsola Sulla Banchigia di Fondo Mezzo.

Franz Scannafichi era un tipo curioso, nel senso che provava molta curiosità per il mondo in genere, ed in genere il mondo provava molta curiosità per lui.

Ai macachi dalla piuma piatta, Franz Scannafichi dava da mangiare i bananito dell’Ecuador, le pere spadone della Val Pollicella e le nespole cubane di marca Che, originarie dell’omonima Isola.

Ai macachi dalla piuma piatta, specie di scimmia rarissima, neanche a dirlo, piacevano anche i cocomeri ed i meloni della Renania, quelli coltivati nelle serre alimentate ecologicamente dai gaiser svedesi; e quando era giorno speciale, che so, un compleanno di un macaco dalla piuma piatta, o la festa del santo patrono dei macachi, che tutti sanno essere San Primato, allora, in quei giorni lì, Franz Scannafichi dava i meloni o i cocomeri renani ai suoi macachi.

La parte di Perinella dell’Orsola Sulla Banchigia di Fondo Mezzo dove viveva Franz Scannafichi con i suoi macachi dalla piuma piatta era una zona degradata e frequentata dalla peggio società; vi vivevano e dimoravano, infatti, i ricconi più ricchi ed i proprietari più possidenti di tutte le regioni della regione.

Questa ròba che i possidenti ed i ricconi di Perinella dell’Orsola Sulla Banchigia di Fondo Mezzo possedevano, nell’intenzione originaria avrebbe dovuto portare a una condizione di benessere assoluto quella peggio società che ne beneficiava.

Tuttavia, contrariamente agli intenti, tutta quella ròba non aveva alcun effetto benefico sulle vite di quella  gente che da una generazione all’altra, sempre più diventava triste, isterica, dispotica e nevrotica, degradando di conseguenza nel degrado più degradato di anno in anno.

C’è però da dire che gli strizzacervelli e gli analisti della zona beneficiavano di tale misera condizione degli abitanti della periferia di Perinella dell’Orsola Sulla Banchigia di Fondo Mezzo e se non fosse che pure loro, dopo un po’ di anni di analisi e parcelle esose ottenute dai ricconi e ricchi possidenti del posto, diventavano pazienti fissi di altri loro colleghi, perchè avevano accumulato moltissime ricchezze ed erano diventati grandiosi possidenti.

Data tale situazione disperata delle periferie di Perinella dell’Orsola Sulla Banchigia di Fondo Mezzo, l’unica nota positiva del quartiere era l’allevamento di macachi dalla piuma piatta di Franz Scannafichi, perché quelli è pur vero che scorrazzavano e scacazzavano un po’ ovunque; è pur vero che lanciavano urla acute che avevano un non si sa che di straffottente, all’indirizzo della peggio società che abitava nella zona, ma nel contempo creavano una nota di colore e smuovevano un po’ la pacata e fredda atmosfera del posto.

Perché quello era un posto di degrado più assoluto, si è detto; immerso nelle architetture studiate e di buon gusto, negli accostamenti raffinati di arredi e stili e nella perfezione quasi maniacale con la quale schiere di giardinieri e addetti ai lavori ammaestravano piante, arredi e decorazioni, al fine di rendere l’ambiente il più simile possibile ai caratteri discutibili dei proprietari paganti.

I macachi dalla piuma piatta di loro si divertivano a vanificare tale alacre attività di coltivazioni simmetriche e anelanti la perfezione estetica più perfetta, estirpando, nutrendosi di bulbi di specie floreali d’importazione, facendo scempio di aiuole, composizioni di frutteti e arando con le loro zampe e zanne le piccole e fragili zolle dei praticelli verdi, tenui, scintillanti e pettinati con cura, filo per filo dagli addetti ai lavori.

Tutti osservavano i danni causati dai macachi di Franz Scannafico con sorrisi ebeti e con cenni di approvazione e mai, dico mai, ma proprio mai qualcuno avrebbe osato ribellarsi ai macachi dalla piuma piatta di Perinella dell’Orsola Sulla Banchigia di Fondo Mezzo.

Chi non ne conosce il motivo, e non sono in molti, si chiederà come mai gli abitanti di quel piccolo centro degradato dalla ricchezza più obbrobriosa avessero un tale reverenziale rispetto, ma che dico rispetto? diciamo pure: assoluto trasporto, per non dire passione, per quelle scimmie devastatrici e strafottenti.

Il motivo è conosciuto da tutti, tranne da chi, a questo punto, se ne sta chiedendo il motivo. Ebbene, sappia questo qualcuno, che forse è l’unico al mondo a non esserne a conoscenza, del motivo, e per un senso di vaga commiserazione e di accondiscendente vocazione alla divulgazione di ovvietà,  diciamo che possiamo anche specificarlo, questo motivo, e mettere questo ignaro qualcuno al corrente di tale scontata informazione.

Franz Scannafichi, tutto il mondo (o quasi) lo sa, ammaestrava i macachi dalla piuma piatta in maniera eccezionale ed efficacissima, portandoli ad accrescere una dote che tutti a Perinella dell’Orsola Sulla Banchigia di Fondo Mezzo, ma anche nel resto del mondo si diceva, sanno essere innata in tale specie di scimmie; trattasi dunque dell’innegabile capacità da parte di questi rarissimi animali, e lo si dice pur essendo questa un’ informazione ovvia, di portare un sacco di buona sorte  a chi riusciva a farsene amico anche uno solo di loro.

Quindi, più i macachi dalla piuma piatta di Franz Scannafichi si davano da fare per devastare la ròba dei ricchi possidenti di Perinella dell’Orsola Sulla Banchigia di Fondo Mezzo, che se erano tanto ricchi, analisti e strizzacervelli a parte, lo dovevano proprio ai macachi dalla piuma piatta di Franz Scamnnafichi, neanche a dirlo, e più questi ricchi ricconi possidenti erano contenti.

Come se non bastasse, in quella cittadina mediocre e immersa in un’aura di palpabile degrado dovuto al lusso più schifoso, non vi arrivava nemmeno un gatto, perchè i gatti si sa, in un posto così si annoierebbero anche a sonnecchiarvi e allora giravano al largo.

Non vi entravano nemmeno i cani, nemmeno quelli randagi e se qualche ricco riccone possidente se ne comprava uno con il pedegree e tutta l’inutile documentazione genealogica, quello dopo un paio d’ore trovava il modo per svignarsela, perchè si sentiva oppresso dall’atmosfera di lussuoso degrado e piuttosto preferiva diventare un randagio con il pedegree e tutta la documentazione genealogica, lontano da Perinella dell’Orsola Sulla Banchigia di Fondo Mezzo.

Gli unici non umani che resistevano erano i macachi dalla piuma piatta, perché specie di temperamento e di indole stoica, nonché di carattere un po’ esuberante, ma flessibile. Pure le cimici e le vespe si tenevano lontani dalla sterile e asfittica cittadina di Perinella dell’Orsola Sulla Banchigia di Fondo Mezzo.

I macachi dalla piuma piatta, erano, si può dire, l’unica compagnia e nota di favore nelle vite sfatte degli abitanti di quella triste cittadina.

Franz Scannafichi era all’epoca l’unico detentore del segreto dei macachi dalla piuma piatta e per questo era considerato una specie di santone, un individuo che si poteva collocare su una via di mezzo fra San Primato, Sandokan e Frate indovino. Poi il segreto venne diffuso fra pochissimi adepti.

E lo ripetiamo, a scanso di equivoci e a costo di annoiare qualcuno: Franz Scannafichi sapeva come fare per far rendere al massimo la dote innata dei macachi dalla piuma piatta e siccome a Perinella dell’Orsola Sulla Banchigia di Fondo Mezzo tutti i ricchi ricconi possidenti avevano paura di perdere la buona sorte che, a dir degli abitanti, era loro toccata rendendoli ricchi e strapossidenti, questi ultimi facevano di tutto per ingraziarsi l’allevatore della rarissima specie di scimmie.

E veniamo alla parte interessante della questione: allora Franz Scannafichi si ritrovava tutte le mattine enormi ceste di frutta fresca in salotto per i macachi e mazzette da 100,00 € infilate sotto la porta d’entrata che, per tale ragione, era stata sollevata sui cardini per aumentarne la fessura alla base e permettere alle mazzette più grosse di venire infilate con maggiore facilità.

Il danaro veniva lasciato sotto la porta di Franz Scannafichi racchiuso in buste bianche, e all’interno vi era allegata immancabilmente una richiesta più o meno complessa e più o meno difficile da attuare. Tale pratica è di uso comune anche in altri ambiti che con i macachi dalla piuma piatta hanno meno a che fare, ma pur sempre di questioni d’allevamento e scambiodifavori fra bestie, seppur d’altra specie, si tratta.

Si trattava spesso di richieste complesse, si diceva; tuttavia Franz Scannafichi non falliva mai; inviava uno dei suoi macachi nel giardino del richiedente e dopo che la scimmia aveva compiuto il suo lavoro, devastando, estirpando, strappando, sgranocchiando e arando, ovvero dimostrando così la simpatia per l’abitante della casa, quest’ultimo otteneva sempre ciò che aveva richiesto.

Ora, il segreto per ammaestrare i macachi dalla piuma piatta è una di quelle verità che pochissimi al mondo, oltre a Franz Scannafichi, conoscono, si è detto… e se non si era detto, lo diaciamo adesso… ma si era detto, si era detto…

In virtù di questo nuovo anno che sta per arrivare e che si è certi, porterà a tutti ottime cose, mi son decisa a mettervi al corrente del seguente fatto: ebbene, uno dei pochissimi depositari del segreto per ammaestrare i macachi dalla piuma piatta sono proprio io!!
Quindi se avete un qualche desiderio particolare da esprimere io sono in grado di mandarvi un macaco dalla piuma piatta nel vostro giardino o appartamento perchè lo devasti, spargendo così la buona sorte in ogni gesto che compirete da quel momento in avanti.

Le modalità sono sempre le stesse: ho alzato i cardini della porta d’entrata…

Ma c’è un MA: se avete cani o gatti, se avete vespe o cimici o conigli nani, se avete un marito o una moglie affezionati, o qualche figlio, magari qualche amico sincero, ecco, se avete attorno ròba di questo tipo o similari, è probabile che dopo il primo mese di trattamento con i macachi dalla piuma piatta, questi elementi che fanno parte delle vostre esistenze ad oggi, se la svignino e vi lascino da soli a godervi dei benefici del trattamento.

Quindi fate voi; io di mio son tenuta a mettervi al corrente, per una questione di onestà professionale e a dimostrazione della veridicità e serietà del mio operare.

Il segreto della buona sorte