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Del Silenzio se ne parla anche troppo, che a forza di pensarci non ci si rende conto che fa più casino Lui, nelle teste, di una banda di paese! E si parla tanto proprio di ciò che manca, di solito.

Ad esempio, si parla di Amore, si parla di Poesia… pochissimi parlano della Morte, perchè quella sembra tanto brutta e tanto ingombrante, anche solo come parola, da non mancare proprio a nessuno. Associata al dolore, meglio evitarla.

Eppure non è meno presente della Vita, che ingombra anche Lei i nostri pensieri, mi pare, parecchio. Ma la Vita sembra visibile, concreta, conoscibile, lo si sa, è scontato. Com’è scontato che la Morte appare spaventosamente indecifrabile.

Ma io mi chiedo se, come l’idea di qualcosa che manca com’è quella del Silenzio, anche la Morte non è fin troppo presente nel nostro pensare proprio perchè non c’è nel nostro reale. Come quelle persone che mancano e di cui non si parla mai e che mancano ancora di più proprio perchè innominate.

Che se se ne parlasse di più, della Morte, senza tante paure, forse spaventerebbe meno, io credo. Invece se viene mostrata la si ostenta per incutere paura e timore e sensazioni terribili, la si associa alla violenza, alla tragedia, allo splatter e al terrore; ma chi vive la Natura da vicino lo sa che la Morte non è solo questo.

La Morte è necessaria quanto la Vita e parlare di Vita significa pensare alla Morte, che può essere anche serena, naturale, liberatoria… sopratutto anche Lei, come la Vita, dal momento che si nasce, è inevitabile. Tanto vale prenderci la confidenza necessaria per saperla vivere, no?

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