Movimento primo

Arriva di notte. I mantelli neri avviluppano ed il tremito delle falene scompare in posizione sovrapposta e composta, silente. Si acquieta di sospiri lenti, lunghi, sottili e le ombre dei rami secchi si fanno cenere fossile. Toglie i semi dai melograni, per infilarli con pazienza nelle crepe dei roveti, fra le pietre calcaree ed i rumori spenti delle cicale in letargo. Tesse geometrie proteiche a fa bozzolo all’anima. Socchiude appena l’uscio a refoli tiepidi di tangibile e pulviscoli di luna spostano impercettibilmente la chioma. Il movimento, la vibrazione impercettibile dell’erba asciutta, stanca, distesa, scura. Mi viene il risveglio dell’autunno in questa spenta estate.

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Movimento primo